ProgRecensioni

DARK AGES – Between Us (Andromeda Relix – 2022)

Inserisco il cd dei nostrani Dark Ages e per un attimo mi ritrovo nel prog dei Dream Theater (colpa delle tastiere!). Tornando indietro, “Between Us” è il quinto album della prog band veronese formata a fine anni ’80 grazie alla determinazione del chitarrista Simone Calciolari; qui tornano con un concept sulle paure e il coraggio dell’uomo (il tema più frequente, dopo la pandemia) e a rafforzare questo tema ci pensa la quasi psichedelica copertina ad opera della tastierista/flautista Angela Busato (sorella del batterista?).
Un altro po’ di storia: su “Showdown” troviamo Gianbattista Jan Manenti dei The Unity come ospite alla voce; il debutto discografico arriva nel 1991 con “Saturnalia”, segue “Teumman (Part 1)” nel 2011 e “Teumann (Part 2)” nel 2013, passando per “A Closer Look” del 2017 e diverse esibizioni dal vivo, in Italia e all’estero. Ecco! Escludendo il ricordo iniziale, la band si muove con maestria sul prog rock / metal, regalandoci 8 brani non troppo lunghi, ad eccezione di “Our Lonely Shelter” che supera di poco i 7 minuti e della conclusiva “There Is No End” che supera i 12 minuti. I brani sono suonati tutti egregiamente, non risultano mai noiosi e/o ripetitivi… ma se c’è un qualcosa che devo “contestare” (nel senso buono) è la voce di Roberto Roverselli, che non sempre è ben incastonata nel brano; per carità, non stiamo parlando di bravura o cose del genere, ma la magia della voce dovrebbe essere un tutt’uno con la musica (e viceversa)… e questo, ahimè, non accade spesso. Un sound ricco di belle melodie e di atmosfere prog.
Sul versante più metal troviamo echi di Fates Warning e Dream Theater su tutti; come ogni album prog rock e/o prog metal, consiglio ripetuti ascolti, sia per apprezzarne le sfumature e le atmosfere, e sia per rivalutare il disco, perché a volte, dopo diversi ascolti, si apprezzano voci, melodie, parti strumentali (ed altro), che ai primi ascolti non ci hanno convinti.
Il mio voto è 7, per la bravura di una band che ha una storia lunga (anche se con solo 5 dischi); potrei consigliare di rivedere le parti cantate, ma potrei aver torto io, che non colgo la teatralità citata nella bio allegata (tranquilli, de gustibus!). Tuttavia, una cosa è certa: “Between Us” arricchisce la ricca discografia prog nostrana e non solo. Ascoltatelo, riascoltatelo e riascoltatelo ancora, è d’obbligo.
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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www.darkagesrock.com
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7.0

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