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Intervista ai THE DOLLY’S LEGEND

È un vero piacere avere nuovamente qui con noi su Raw & Wild Frank, frontman dei The Dolly’s Legend. L’occasione è data dall’uscita del nuovo album della band The scar needs time. Frank ti va di raccontarcelo traccia per traccia?

Ciao e innanzitutto grazie. Scar ha cominciato a prendere forma nel 2019 con la stesura dei primi pezzi, Next Time è stato il primo scritto in assoluto.
Verso metà 2020 le canzoni erano già praticamente pronte poi la pandemia ha complicato tutti i piani sia logistici che personali di ognuno di noi quindi il processo di registrazione e tutto il seguito non è stato dei più veloci ma ne è valsa la pena. Comunque… l’album comincia con Secret dove volevo portare un po’ di funky nel suono di TDL, la canzone è ispirata al romanzo di Patterson “Zoo”. Freedom, il nostro primo singolo, è la seconda traccia ed è stata scritta nel 2019… considerato tutto quello che è successo dopo è strano: questo vuol dire comunque che le cose non erano rose e fiori neanche prima del Covid. Provate a contare quante volte al giorno dite la parola “devo”. Di questo parla Freedom. La terza traccia, Next Time, parla del rapporto uomo-natura mentre la quarta Hole in the Water di depressione. Home, la quinta traccia, è la “canzone lockdown”: parla di una persona che ha girato in lungo e in largo e l’unico posto che non ha mai effettivamente “vissuto” è proprio la sua casa, in questo brano duetto con Nataly, mia moglie e bassista. Anche Cold Blood, la traccia sei, parla di stato mentale pandemico… più a livello mentale però: ci vuole il sangue freddo per non perdere il controllo in mezzo a questo casino. Untied è la visione di una città deserta con tutte le serrande dei negozi chiusi e le persone sempre più alienate: parlo di come Amazon potrebbe rendere la nostre realtà. È un primo assaggio di influenze metal come The Wind Lies che ha un testo semplice, il più corto che abbia mai scritto: il vento mente quando dice che andrà tutto bene se non corri… penso che non abbia bisogno di spiegazioni. Your Last Bottle of Gin cambia completamente argomento e va sul paranormale, ovvero parla di un fantasma che vuole raccontare la sua storia, ultimamente mi sono lasciato prendere da questo argomento. Abbiamo giocato molto sull’arrangiamento in questa canzone cercando di renderlo abbastanza psichedelico. L’ultima traccia, The Sun Don’t Care, è un po’ la sintesi della vita: se non credi tu in te stesso nessuno lo farà per te. Ringrazio ancora moltissimo i ragazzi: Steve alla chitarra solista, Nataly al basso e Claude alla batteria: hanno fatto un lavoro strepitoso!

Tutto il lavoro che ha portato alla nascita di questo disco è stato raccontato in un making of se non sbaglio?

Sì, ho raccontato tutto il processo di produzione, registrazione, mixaggio e mastering in due video che sono disponibili sul canale YouTube (https://youtube.com/playlist?list=PLEDeLLx-D4GBhX4zBiWdEMdnMk3vnrj_y) in differita perché non sono stato così lungimirante da fare video durante tutte le sessioni. Ero troppo concentrato sul resto 🙂 prometto che mi tecnologizzerò presto!
Questi video li ho fatti anche con lo scopo di confrontarmi con gli spettatori riguardo alle tecniche di registrazione e di mixaggio usate, sono un forte sostenitore del confronto e del fare tesoro delle critiche costruttive: ho offerto spunti magari utili a qualcuno e sarei contentissimo di riceverne anche io. Registrare e mixare è una mia grande passione e non si finisce mai di imparare quindi, ripeto, ben venga il confronto costruttivo!

Una menzione speciale va sicuramente a Freedom, il singolo e video che ha aperto questo nuovo capitolo e tante soddisfazioni vi sta dando. Vero?

Assolutamente sì: Freedom sta avendo un sacco di visualizzazioni su YouTube grazie anche al grandissimo lavoro di promozione della Dig Up Agency. Il pubblico e gli addetti ai lavori gradiscono quindi cosa chiedere di più? 🙂
A breve usciremo con il singolo successivo. Non so ancora quale sia, lo decideremo. Non è facile scegliere e non lo è stato al momento di scegliere Freedom perché a nostro avviso tutti i brani meriterebbero la giusta attenzione. Sono sicuro nell’affermare che chi ci conoscerà tramite Freedom e, incuriosito, ascolterà tutto l’album non rimarrà deluso!

Di The scar needs time mi ha colpito molto l’artwork. Cosa c’è dietro?

È semplicemente una riflessione su questo periodo storico: una bambina da sola in mezzo ad un parco enorme penso sia un riassunto adeguato. Il titolo dell’album fa capire che questa cicatrice che ha causato il 2020 ce la porteremo dietro per molto tempo: la bimba gioca ma da sola… ma almeno è fuori di casa. Oppure vedendola da un’altra prospettiva: la bimba è fuori di casa e gioca… però è da sola. Insomma, comunque la si giri, il disagio c’è stato (soprattutto per i bimbi) e bisogna sempre trovare un compromesso positivo per uscirne.

Oggigiorno, a livello sonoro e di attitudine, vi definireste più Rock o più Blues?

Questa è una domanda difficile perché non penso che uno escluda l’altro. Il Rock senza il Blues non sarebbe esistito e, per quanto mi riguarda, essere Rock è molto di più che fare musica: essere Rock è essere coerenti con sé stessi e andare dritti per la propria strada. Quindi, rispondendo alla tua domanda, a livello sonoro entrambi e a livello di attitudine Rock. Steve, il chitarrista solista, è un grandissimo estimatore di BB King e quell’influenza si sente benissimo in tutti i brani. Mi ricordo un documentario dove il bluesman disse che prima di suonare con gli U2 The Edge gli spiegò gli accordi di When Love Comes To Town e BB King disse, imbarazzato, che lui non sapeva suonare gli accordi! Steve, il nostro chitarrista, ha preso quella filosofia (anche se lui gli accordi li sa suonare) e la formula funziona: è il marchio di fabbrica di TDL, quindi c’è tanto Blues nel nostro sound. Comunque Il genere a cui preferisco che la mia band sia accostata è Grunge/Blues: una bella sintesi credo.

Di sicuro vi si può definire una “live band”, tanti tour alle spalle ed uno nuovo appena iniziato. Emozionati per questo ritorno?

Alla grande! Siamo stati fermi così tanto che la voglia di suonare è tantissima! Le date stanno arrivando, la musica finalmente sta ripartendo e noi siamo in pista! Temevo che ci fosse un grosso rallentamento della musica live dopo il Covid invece si sta ripartendo, se possibile, anche più di prima da quello che vedo in giro anche fra le altre band. Tutto questo è super positivo! In questi due anni senza musica la gente ha capito che è necessaria: meno male!

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti dire ai nostri lettori?

Beh vorrei invitarli ad ascoltare il nostro album, lo trovate su YouTube (https://youtu.be/eS7foPY3zew) e vorrei anche invitarli a seguirci sulle nostre pagine social FB (https://www.facebook.com/thedollyslegend) e Instagram (https://www.instagram.com/thedollyslegend). Grazie mille.

Grazie Frank per essere stato qui con noi, a te i saluti finali!

Grazie mille a voi! Ci vediamo on the road 🤟
Alla prossima e mi raccomando… ascoltate sempre buona musica!

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