
Filippo Tezza sembra averci preso gusto con le sonorità più tipiche del power metal europeo, e rincara la dose con un album ancora più veloce dei precedenti, in pieno stile Stratovarius e Rhapsody Of Fire (ma in quest’ultimo caso dobbiamo togliere un po’ di ampollosità e orchestrazioni).
“Echoes From The Winter Silence” è un disco intenso dall’inizio alla fine, molto in your face e con un bel cantato melodico che fa un po’ da contraltare alla furia che campeggia almeno per il 90% del lavoro. Non mancano alcuni retaggi progressive dei primi lavori di Tezza F. o della sua precedente band, e cioè i Chronosfear, soprattutto nella seconda parte del disco, che culmina con la suite finale “Winter Of Souls”, capace di fondere un po’ il meglio di tutto il filone power/progressive, ma anche flirtando spesso con l’heavy metal in senso più generalista.
Tezza è l’unico al timone di tutti gli strumenti e della composizione e questo album dimostra di che pasta è fatto. In buona sostanza è a suo agio su tutti gli strumenti e anche la sua voce è ben impostata e dalla timbrica certamente acuta ma non fredda. I pezzi riescono a catturare grazia ad una freschezza compositiva tangibile. Non sembra di ascoltare altri artisti, ma questo album è solo Tezza F., e magari pur non innovando il genere riesce a distinguersi per una impronta riconoscibile.
Forse la prima parte di tracklist, costituita dalle varie “For a New Hope” e “The Shining Path” accontenterà i fan del power più galoppante, ma andando avanti ci sarà pane per i denti di chi dal power vuole anche qualcos’altro, e questo si ravvisa in pezzi più strutturati e con parti più tranquille.
Quarto tassello di una discografia praticamente inattaccabile e che conferma un musicista che ha ancora voglia di scrivere pagine importanti del power metal (italiano in primis). Consigliato.
Voto: 7,5/10
Joker
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