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MESSA – Close – (Svart Records – 2022)

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Non li conoscevo, questi Messa. Babbeo io a non averli cercati prima. Di gothic-doom-sludge-jazz-post new wave si tratta, se proprio amate le definizioni: tradotto, siamo dinanzi a una delle band più originali del panorama mondiale.
Terzo album chiamato “Close” e terzo capolavoro che dovrebbe entrare definitivamente nell’Olimpo grazie ad un approccio sonoro con produzione moderna e a un tasso di originalità che trasuda l’eccellenza. Partono subito con una song capolavoro, un inizio alla Twin Peaks con le atmosfere tanto care ad Angelo Badalamenti (RIP) per l’opener “Suspended” per passare ad un cantato occulto ed efficace centrale e a un finale da erezione musicale grazie ad un jazz nero e brillante. Pesante è “Dark Horse”, mai prettamente metal ma più affine alle sonorità gothic dei Sister of Mercy, eppure lontanissima dal cantato gothic-pop tanto in voga nell’ultimo decennio. Stupisce la bellezza di “Orphalese” con suoni new world, se vogliamo post world… quelle cose tanto care a Peter Gabriel e che tanto ci piacciono. “Rubedo” è ancora più bella, un ibrido puro tra The Cult e anni Settanta. Etnicità e interazione musicale per “Hollow”… si può parlare di stoner-folk? Assolutamente sì e “Pilgrim” ne è la dimostrazione, ulteriore gemma di questo meraviglioso album. Cosa non è la stupenda “O=2”: Tangerine Dream di “Green Desert” allo stato lisergico e acidamente progressive che ti prende fino a portarti negli “Stati di Allucinazione”, stratosferico film di Ken Russel con stacchi finali di sax alla Zorn. Eccolo l’occult-rock di “If You Want Her To Be Taken”, ricavato dall’attitudine dark del film “il Corvo” di cui avrebbe fatto parte a pieno titolo come colonna sonora. Poi arriva la rabbia furiosa di “Leffotrak” quarantacinque secondi di sfogo thrash-death, per finire con “Serving Him”, epitaffio di un disco capolavoro, ove la maestria tecnica resta al servizio della canzone cucita splendidamente addosso alla voce di Sara.
Seppur in chiusura, vale la pena di ricordare che il combo di Cittadella è formato da Sara Bianchin alla voce, Alberto Piccolo alla chitarra, Marco “Mark Sade” Zanin basso e chitarra, Giorgio Trombino ai duduk, Rocco ‘Mistyr’ Toaldo alla batteria. I Messa con questo album “Close” sfiorano la perfezione e danno un segnale al mondo, fatto di passione, di musica, di interazione musicale. Un must per l’Italia dei finti spaccatori di strumenti.
Voto: 9/10
Daniele Mugnai

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9.0

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