DeathInterviste

Intervista ai NECRODEATH

Bene, direi di cominciare dal titolo di questo vostro quinto album; cosa si cela dietro di esso, come può essere interpretato?

Beh, il titolo ha un doppio significato come avrai notato dal gioco di parole. La parola Tones significa note, tonalita’ mentre Tons significa tonnellate, comunque la vuoi interpretare sempre di odio si parla, le tematiche sono diverse l’una con l’altra ma hanno tutto lo stesso filo conduttore, questo sentimento che investe la vita di tutti giorni tutti quanti o da semplice spettatore o da protagonista.

A differenza dei due precedenti lavori, quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto a voler fare questa volta tutto in “casa”?

Durante la fase di composizione abbiamo capito che il sound della nuova produzione doveva essere diverso, per dare maggior risalto alla sezione ritmica che definirei fondamentale nell’approccio con cui sono stati concepiti i brani, basso e batteria dovevano perciò essere più presenti rispetto ai lavori precedenti, per cui non avremmo potuto registrare di nuovo in Svezia dove c’è una concezione impostata tutta sulla chitarra, quel sound e’ ottimo per “Mater” e “Black” ma sarebbe stato uno sbaglio soffocare i pezzi di “Ton(e)s” con una produzione non consona.

Dopo una sfuriata della portata del precedente Black As Pitch, era lecito e forse prevedibile aspettarsi un qualcosa di diverso da questo lavoro, ed in effetti sembra evidente che abbiate questa volta dato spazio a certe sperimentazioni pur rimanendo legati al vostro trademark.
In tal caso quanto può essere difficile in fase di songwriting, per una band come la vostra e del vostro genere, riuscire a creare sempre un qualcosa che non vada a scontrarsi con il ripetitivo?

La verità e’ che siamo ormai piuttosto vecchi per continuare a fare dischi che mazzolano dall’inizio alla fine, ehehehhe, mah, non saprei, e’ sempre difficile comporre e cercare di fare un qualcosa che non vada a scontrarsi col ripetitivo.
Con Ton(e)s abbiamo voluto solamente concepire i brani da un altro punto di vista, il groove che spiegare a tavolino mi viene impossibile…!!! Il risultato e’ comunque quello che senti, non ha alterato il marchio di fabbrica della band ma ha aperto nuovi orizzonti.

Essendo proprio tu l’autore della maggior parte dei testi, puoi farmi una breve panoramica sui temi trattati su ogni song?

I testi spaziano dalla realtà alla fantasia, “queen of desire” parla di un’aristocratica irlandese vissuta nel ‘700, che durante la sua vita ne ha combinate di belle. “The mark of doctor z” parla di un ginecologo americano arrestato qualche anno fa per aver inciso nell’utero delle pazienti il suo marchio, “blood stain pattern” parla di come scotland yard sia riuscita a scoprire un assassino dall’alibi perfetto..o quasi e infine un testo molto duro e fastidioso e’ “mealhy-mouthed hypocrisy” che parla di come qui in Italia, quando due anni fa e’ scoppiato lo scandalo dei preti pedofili, i mass media siano stati messi tutti a tacere e tutto sia stato insabbiato e dimenticato in un attimo, del resto e’ meglio dare in pasto agli italiani programmi come “grande fratello” o “bisturi”.
Pare che siano tutti piu interessati a questo genere di cose no?
Incredibile.

Il remake di “The Flag” risulta ancora più bestiale dell’originale. Cosa ti senti di dire su quel pezzo di storia? E ci dovremo aspettare altre songs ripescate dal passato?

E’ una cosa che volevamo fare. Claudio l’ha proposta e tutti noi abbiamo accettato con entusiasmo, del resto in ogni album della venuta reunion abbiamo sempre ripreso un pezzo vecchio e riarrangiato.

Una cosa che mi sono sempre chiesto è il motivo degli inserti in latino nei vostri testi che è diventata una costante. Puoi spiegarcene la ragione?

Non c’è una ragione precisa se non che suona bene in qualche parte, le abbiamo sempre inserite sin dall’inizio, per cui ancora oggi quando componiamo stiamo sempre attenti a dove potremmo incastrare qualche somma parolina.

Puoi farmi una breve e personale considerazione sui vostri ultimi tre album?

In tutta sincerità e senza falsa modestia devo ammettere che siamo stati bravi… ci aspettavano in tanti al varco e non tutti avrebbero scommesso su di noi…del resto di reunion flop se ne sono sentite parecchie. Credo che la nostra arma vincente sia il fatto che non avendo pressioni di nessun tipo ed essendo molto legati tra di noi, abbiamo sempre lavorato in maniera serena e divertente.
Sono contentissimo di questi tre lavori, non avrei potuto chiedere di meglio.

Con cinque album all’attivo non credi che sia interessante a questo punto offrire al vostro pubblico una testimonianza live?

Non siamo una band che fa tournèe con al seguito uno studio mobile professionale per cui escludo a priori un live, piuttosto invece sto pensando a qualcosa di interessante in occasione del nostro ventennio il prossimo anno.

Conoscendo la tua passione per gli Slayer ed ovviamente per il tuo collega Dave Lombardo, che ne pensi del suo ritorno nei ranghi e delle ultime prove offerte dal combo californiano?

Sono fierissimo e non vedo l’ora di ascoltare il nuovo Slayer con “papa’” Lombardo dietro le pelli!!!

Per concludere, come vi state organizzando con la promozione live di Ton(e)s Of Hate?

Vorrei precisare che noi non facciamo promozione, ma suoniamo dal vivo per il nostro piacere.
Attualmente ci aspettano tre date: il 19 marzo a Milano Transilvania, il 27 marzo a Bassano del Grappa alla Gabbia, e a maggio il 21 al Transilvania di Reggio Emilia. Questa estate mi piacerebbe partecipare ad un grosso festival, ma poi vorrei anche andarmene in vacanza per un pò e non toccare la batteria per almeno un mese. Grazie per il tuo supporto e a tutti coloro che ci seguono da sempre.

Roberto Pasqua

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