RecensioniRock

GUERNICA – Guernica (Autoprodotto – 2006)

Avendo già recensito il precedente Senza Censure, ho potuto notare una maturità su tutti i livelli, da quello musicale all’affiatamento della band. I Guernica sono un gruppo italiano di cui potremmo andare fieri: melodie spiazzanti, rock forte e deciso, versatilità su più stili.

L’ultima release si apre con “Picasso”, una magia tra rock e melodie misteriose, con la voce di Tony D’Alessio che ammalia l’ascoltatore. Una voce oltre che melodiosa, anche dalle tinte forti dove, in “Venus”, si spalma sul tappeto musicale, che la band stende in maniera impeccabile.

Un aggettivo per definire la band potrebbe essere: raffinata (dal punto di vista musicale); c’è spazio per la riflessiva “Di Raffinata Inconsistenza”, chiusa dalle melodie serene di “Respiro di Noia”, intervallate da momenti potenti, quasi heavy. La classicheggiante “Les Yeux” cantata in francese, apre il sipario a “Adrenocromo”, dai tratti malinconici intervallati da partiture rock. Non è possibile trovare una canzone brutta in questo Guernica e “Mai”, “Ferito”, “Icaro” e “Eden”, avvalorano il testo scritto in precedenza, cioè quello di trovare melodie diverse in un’unica canzone, ammaestrate da questi musicisti per rendere un’atmosfera leggera e spiazzante. Un lavoro fantastico.

Ignis Fatuus

Contatti
www.guernicaband.it

Valutazione

7.5

Voto

Pros

  • +

Cons

  • -
Related posts
6.5
GrooveHard RockHeavyRecensioni

WHO ON EARTH - It Takes The Village (Autoproduzione - 2026)

Leggendo superficialmente le note promozionali dei Who On Earth si potrebbe pensare di essere davanti a un gruppo di nostalgici dediti al…
7.5
RecensioniThrash

DARKHOLD - Centuries of Purgatory (Nadir Music - 2026)

I Darkhold arrivano al secondo capitolo della loro carriera con “Centuries of Purgatory” e lo fanno con un’idea molto chiara in testa:…
8.0
BlackRecensioni

VIA AD MORTEM - Requiem I: Through The Path, over the Ruins (Northern Darkness Records - 2026)

Il black metal continua a vivere soprattutto nel sottosuolo, lontano dalle derive più patinate e dalle mode passeggere. È proprio da quell’underground…

Lascia un commento