Meghistos è un artista a tutto tondo italiano. Polistrumentista, unico compositore e “quasi” unico esecutore di questo “The Reasons” (in quanto ha partecipato su qualche pezzo il chitarrista Andy Bull Panigada dei Bulldozer). Siamo di fronte a materiale violentissimo, ed i brani contenuti in questo suo secondo album impressionano per veemenza e spietatezza, ma anche per tecnica e pulizia del suono.
Un artwork di copertina che raffigura qualcosa di vagamente riconducibile ad un ingresso (che sia la bocca della verità o qualcosa di ancora più oscuro?), una musica che non da tregua dall’inizio alla fine, per quasi trentacinque minuti di death metal brutale e progressivo al tempo stesso, che chiama in causa tutti i nomi più importanti della scena americana, come Morbid Angel, Deicide, Monstrosity e con un tocco particolare dato dall’impiego delle tastiere, che riescono nel difficile intento di colorare ancora più di nero un album di incredibile distruttività.
La voce gutturale e splendidamente retrò di Meghistos accompagna riff taglienti e saturi, e talvolta viene usato anche lo scream. Il suo chitarrismo è pura goduria per chi ha amato le prime produzioni delle band che ho elencato in apertura, mentre le tastiere potrebbero far pensare ad incursioni nel dark sound italiano degli anni Settanta/Ottanta (Goblin, PFM, ecc) come anche a band quali Pestilence, Cynic e Nocturnus.
Insomma, a parte un drumming palesemente non umano che forse appiattisce leggermente le dinamiche di alcuni passaggi, questo è un disco da non perdere per ogni death metaller che si rispetti, soprattutto per coloro che non amano le derivazioni “melodic” applicate a questo genere. Oscuro, cinico, bastardo, questo è Meghistos!
Voto: 7,5/10
Joker
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