DeathInterviste

Intervista a TREVOR dei FAMILI

Dalle ceneri dei geniali Sadist prendono forma gli inquietanti e perversi Famili. Abbiamo scambiato alcune considerazioni sull’album, sulle paure, e su casi di follia, con il singer Trevor.

Allora Trevor, parlaci un pò di questo nuovo progetto che vede coinvolto te ed altri componenti di quella che era la formazione dei Sadist.

Il progetto Famili era in cantiere da qualche anno, tuttavia, per vari motivi, come ad esempio gli impegni di Tommy Talamanca con il suo studio di registrazione e il suo lavoro come fonico nei vari locali, si è sviluppato solo adesso.

E’ giusto definire i Famili come il seguito di ciò che erano i Sadist?

Per quanto riguarda il discorso Sadist, beh, se ti dico come metafora che per noi era come andare a letto con una donna e poi scoprire di non averci più voglia, capisci tutto. Dal lato caratteriale tra noi non c’erano problemi, ma il tutto era da ricercare a livello di stimoli e di emozioni che non vi erano più. Con Famili è tutta un’altra cosa, perchè, anche se tre quarti della band deriva dai Sadist, già il fatto di cambiare nome ci ha stimolato molto e ci ha dato nuovi input; è una band tutta nuova ed è un progetto che si avvicina al mio modo di essere. Musicalmente invece, siamo un pò distanti da quello che erano i Sadist.

Quindi vuoi dire che non ci sono speranze di rivedere i Sadist?

Per i Sadist abbiamo ricevuto recentemente offerte per le ristampe dei primi tre album, oramai difficili da trovare in giro, mah, chi lo sa, la giornata è ancora lunga e poi come dicevo prima non abbiamo avuto tra noi problemi di livello caratteriale. Non scarterei l’ipotesi.

L’ultima volta che ci incontrammo, ovvero durante la tournee di Lego, mi raccontasti di una tua esperienza passata all’interno di un ospedale psichiatrico, dove trovare ispirazione e ricavare del materiale su cui scriverci qualcosa. Tale esperienza la ritroviamo per caso in Famili?

L’ospedale psichiatrico di cui parli è vicino casa mia, no, quello era il materiale che avevo preparato per i Sadist dell’immediato futuro (poi come tutti sanno i Sadist si sciolsero). Si parlava di malattie mentali e si andava anche un pò a toccare l’argomento “scomodo” dell’ospedale. Su questo ho voluto fare anche delle ricerche per vedere anche ciò che succede all’interno, come ad esempio la vicenda di un infermiere che violentava le pazienti sotto anestesia, da qui ho ricavato diversi racconti e ho voluto fare così delle schede.
Una cosa del genere la facemmo per il brano “Fools and Dolls” dove si parlava di queste persone, a cui tengo a precisare che non vanno assolutamente derise, ma anzi vanno capite. Pensa che, tra visite di parenti, i quali provano solo compassione e infermieri che addirittura li picchiano o li riempiono di psicofarmaci, tralasciando il fatto che da loro non esce mai una parola buona per riuscire perlomeno a confortarli, capisci la situazione.

Accennavi al materiale scritto per l’ultimo album dei Sadist mai realizzato. Ci potrebbe essere allora un segnale concreto per il ritorno di quella band?

Mah, io credo di si, anche perchè come ti dicevo le offerte che abbiamo ricevuto delle ristampe dei primi tre dischi potrebbero dare il via alla ripartenza e comunque questo inedito di cui si parlava prima sulle tematiche di ospedali psichiatrici, magari anticipato dalle ristampe, credo che la cosa non precluda l’ipotesi, anzi per noi musicisti se vuoi campare di sola musica non puoi permetterti di avere solo una band, anche se Famili e Sadist le vedo due band differenti e separate.

Da chi è nata l’idea Famili?

Possiamo dire che l’idea è nata da me e da Tommy, ma un grosso apporto poi l’hanno messo anche Alessio il nostro batterista già ai tempi dei Sadist che ci ha dato una grossa mano e Alessandro, il quale prima figurava come rodie dei Sadist e poi si è calato nelle vesti di bassista, ma il progetto è principalmente nato dalle menti trainanti del gruppo, cioè io e Tommy. Per quanto mi riguarda avevo pronti i testi riguardanti le tematiche sui serial killer, mentre Tommy aveva preparato delle musiche; abbiamo fuso le due cose e si è sviluppato l’album.

Musicalmente parlando, a mio parere lo stile di questo album richiama in parte alcune caratteristiche di Lego.

Secondo me questo album è più “convinto”, è più “incazzato”, più “deciso” rispetto a Lego. E’ ovvio che abbiamo tutti qualche anno in più dal duemila a questa parte e siamo maturati di più. Poi quando la gente chiede se il progetto The Famili mi ricorda i Sadist, beh, essendo tre quarti di quella formazione possono essere inevitabili le circostanze che possono far ricordare il nome Sadist. Per quanto ci riguarda non abbiamo fatto altro che suonare thrash metal in chiave moderna. Tutto qui!

Giusto per rimanere in tema, rifaresti ancora oggi Lego, un album forse un pò troppo controverso e che spiazzò non poco il vostro pubblico?

Parlare a posteriori è sempre brutto, posso comunque dire che non è quel disco che ha fondato il successo dei Sadist e poi noi eravamo forse già un pò sgonfi, scarichi, stavamo evidentemente trascorrendo una fase di stanchezza compositiva e mentale che ci portò allo scioglimento. Tuttavia lo rifarei perchè nella vita, di rimpianti non ne ho ed anche a livello sessuale, le cose che ho potuto fare le ho fatte. Al massimo direi, dopo cinque, sei anni non azzarderei più a fare alcune cose che forse sono risultate indecise o controproducenti, non convinte, però sono ancora contento di averlo fatto, ci sono dei pezzi che mi piacciono e oggi ogni tanto ho piacere di riascoltarlo. Certo che a posteriori mi rendo conto che quell’album � piaciuto meno degli altri, ma penso che la gente doveva capire ciò che era la prerogativa dei Sadist, perchè se ascolti Tribe, capisci che è diverso da Above The Light, e Crust a sua volta ancora differente dai suoi due precedenti lavori.

Tornando a parlare della nuova release, sono stato incuriosito dalla copertina; da dove è saltata fuori?

E’ nata dalle menti di alcuni bambini. Ho in pratica chiesto loro di raffigurare le loro paure attraverso dei disegni. Il risultato è quello che vedi e a mio modo di vedere mi ritengo molto soddisfatto della sua riuscita.

Con Famili ti ritroviamo nelle vesti di un’inquietante cantastorie. Quale tipo di messaggio vuoi fornire all’ascoltatore?

Prima di tutto ci tengo a precisare che sul concept dell’album, di cui tratto di serial killer, non apprezzo, non approvo e non giustifico quello che hanno fatto codeste persone. Diciamo che sono solo interessato a livello di una mia curiosità personale a queste tematiche. Sono quasi sedici anni che leggo libri di saggistica sul tema, seguo i processi, mi interessa capire il pensiero di questa gente e cosa li spinge a uccidere, però ripeto, non approvo quello che hanno fatto.

Si, ma non pensi che qualcuno sia puntualmente predisposto a male interpretare ciò che scrivi nelle tue liriche?

Si, senza dubbio può accadere e noi tutti siamo abituati a sentirne parecchie di storie che ci vengono attribuite solo perchè ascoltiamo il metal. Qualcuno può dire che non sto dando un buon messaggio, ma il mio non è un messaggio che esorta ad uccidere. Nel booklet del cd ho inserito solo delle schede personali di alcuni noti serial killer ed ho dettato un saggio dei testi che anche un Lucarelli (che tra l’altro ci conosciamo) può dettare in un suo libro.

Sappiamo della tua passione per le pellicole horror, thriller, ecc. e poco fa abbiamo accennato a tematiche di serial killer. Quanto credi sia breve il passo tra finzione e realtà?

Se parliamo di cinema è un conto, se poi parliamo di cronaca nera è un altro. Nei film questi personaggi li vogliamo fare apparire quasi affascinanti; prendi ad esempio “Il Silenzio degli Innocenti”, dove il mostro (Hannibal Lecter) appare affascinante agli occhi dell�agente Starling e magari anche al pubblico. Quando si parla di fatti realmente accaduti invece, bisogna innanzitutto osservare un doveroso rispetto nei confronti delle vittime e dei loro famigliari.

Quindi, con questo mi sembra di capire che tu non stia dalla parte di chi sostiene che un certo tipo di pellicole possano in qualche modo condizionare una fascia di pubblico psicologicamente debole.

Io credo assolutamente di no. Come me, conosco tante persone che amano il genere e poi credo che in tanta gente ci sia una certa curiosità e attrazione nell’horror, vedi il successo del personaggio Freddy Krueger, accette, motoseghe, sangue ovunque ma poi non è che andiamo a uccidere ad esempio delle suore di notte ecc. Non lo facciamo grazie a dio, penso invece che dietro ci siano altri problemi più seri. So ad esempio di una persona (divenuta in seguito un serial killer) che non gli piaceva neanche il genere horror, e magari ascoltava musica classica o andava a vedere film tipo Via col Vento. Non credo dipenda dalle pellicole horror che nascano i serial killer.

Ho letto le storie da te scritte, sul sito www.trevorweb.com e mi chiedo se c’è in te l’intenzione, un giorno, di pubblicare un libro.

A volte mi sembra di essere presuntuoso per dire di scrivere un libro, mi sembra troppo. In realtà avevo cominciato a scrivere un romanzo, sempre su tali tematiche, anche se non propriamente sull’horror, ma indirizzato maggiormente sulle paure, sull’inquietante. La storia parla di due serial killer che agiscono in coppia, fratello e sorella; ho scritto parecchie pagine, però non sono più andato avanti. Adesso sto riprendendo a scrivere e sai anche che scrivere per fare musica ci vuole l’ispirazione giusta. Al momento mi sto un pò rilassando sperduto nelle mie colline dove abito, per prendere spunti, da solo, d’estate col cantare dei grilli e d’inverno circondato dall’inquietante rumore assordante del silenzio della neve.
Questo romanzo di cui ti parlavo spero di riuscirlo a finire, anche se so che sarà dura per trovare un editore che te lo pubblica, come è dura trovare qualcuno che ti stampa i dischi. Chi lo sa, male che va io lo voglio fare per una questione personale, magari leggerlo da solo, nei boschi, qualcuno dirà che sono pazzo, fa niente.

A questo punto non avresti un sogno nel cassetto come poter dirigere un film, giusto per dare libero sfogo alle tue fantasie?

Ci sono dei registi come Dario Argento che ammiro molto e a volte penso di peccare di presunzione anche se solo nell’attimo, perchè ci tengo a dire di non essere una persona presuntuosa, quando vedi un film e magari dici, cazzo io lo farei meglio, ma poi metto i piedi subito a terra e mi dico che forse sarebbe meglio che continui a suonare e cercare di migliorarmi nella musica. Ognuno è meglio che faccia il suo mestiere. Credo che l’avventura cinematografica sarebbe veramente troppo, mi piacerebbe, certo, perchè vedendo certe persone passare da un divano, stese tutto il giorno e poi rivederle a fare gli attori, quindi, anche lì mi viene da dire la mia solita battuta, la giornata è ancora lunga, chi lo sa, con Dario sono in contatto e spero in una mini parte per un suo film, non so, se gli serve che una faccia inquietante, ha ha!

E per quanto riguarda i Famili cosa c’è nel futuro?

Per Famili io e Tommy stiamo già scrivendo del nuovo materiale perchè entro la primavera del 2006 vogliamo uscire con il nuovo album.

Forse è un pò presto per fare resoconti, ma quali responsi ha ricevuto finora l’album?

Le risposte finora sono positive per quanto riguarda magazine e tutto il resto, poi sai, per certe cose mi basta la telefonata di uno dei più quotati musicisti della scena come Tommy Massara degli Extrema, il quale col suo accento milanese mi dice “cazzo Trevor in questo album hai cantato da paura”, magari la soddisfazione diventa doppia!

Roberto Pasqua

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