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I SINCOPATICI – La Corazzata Potemkin (Autoprodotto – 2026)

Lo ammetto! Come tutti voi, leggendo il titolo del dischetto, ho pensato alla famosa scena di Fantozzi… Ebbene, i nostrani Sincopatici si occupano da più di 10 anni di produrre ri-musicazioni per le partiture che accompagnano i classici del film muto di primo ‘900 unendo Progressive / Rock / Classica / Elettronica / Ambient e improvvisazione. Sono un ensemble milanese, fondato da Francesca Badalini (pianoforte e chitarra), con la collaborazione di Silvia Maffeis (violino), Andrea Grumelli (basso) e Teo Ravelli (batteria e elettronica) – i due maschietti sono più legati alla scena Prog, al Jazz, al Metal, ma anche le due ragazze si difendono benissimo (esempio: la violinista, ha collaborato con Bocelli, con Enrico Pieranunzi in ambito jazz…).
Il film originale è composto da cinque atti, come cinque sono le tracce in cui sono state divise le musiche – in allegato, ho ricevuto un QR Code per visualizzare il film con le musiche dei nostri ragazzi, davvero un’esperienza notevole. Il Primo Atto (Uomini e Vermi) è un bel mix fra ambient e chitarre/ritmiche nervose (metal), che lasciano presto spazio all’ambient, per anticipare il Secondo Atto (Dramma sul Ponte), musiche drammatiche, con le atmosfere giuste che accompagnano le scene. Anche il Terzo Atto (Il Morto Chiama) è drammatico e riflessivo allo stesso tempo, con le immagini che scorrono con le musiche dei giovani milanesi. Con il Quarto Atto (La Scalinata di Odessa) le musiche diventano più accattivanti e drammatiche – qui, la famosa scena rivista nel già citato film di Fantozzi – che portano a tante riflessioni, per chi guarda e ascolta questo film muto (ripeto, rivisitato musicalmente da I Sincopatici). Nell’ultimo Atto (Una Contro Tutte), le chitarre irrompono prepotentemente, senza stravolgere la drammaticità precedente, anzi, arricchendo di nuove emozioni la visione del film – si sente anche qualche effetto elettronico, che da ancora più suspense alla visione de La Corazzata Potemkin.
Bello anche il violino, che suona divinamente all’interno del dischetto, con quel suono così straziante e ammaliante, regalando questa rimusicazione, dove l’anima classica del film originale del 1925 si unisce al lato più moderno – il film che potete visualizzare anche su YouTube, con i colori aggiunti con l’intelligenza artificiale.
Non è facile giudicare un lavoro simile. Ma non è nemmeno impossibile! Trovo davvero interessante quest’album, originale, fuori dagli schemi (perché ci vuole bravura fuori dal comune per far combaciare i suoni con le scene…): in parole povere, “il cinema come non lo avete mai sentito”.
Insomma, mi ha colpito molto. Certo, abbastanza distante dai dischi che ascoltiamo e che vi proponiamo, ma se amate il rock in tutte le sue sfumature, beh! Non vi dispiacerà questo lavoro. Naturalmente, vi consiglio di ascoltare e guardare questo capolavoro del film muto del 1925. Promossi!

Voto: 8/10
Giovanni Clemente

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