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GABRIELS – Dragonblood (Damned Melodies) (Diamonds Prod. – 2022)

Avvezzo ai concept album e alle saghe, e lo dimostra la recente sfilza di album dedicati a “Ken il guerriero”, Gabriels (all’anagrafe Gabriele Crisafulli) torna con un album incentrato su Dracula di Bram Stoker. Diciamo che cambia il concept ma non cambia più di tanto il genere entro il quale si muovono sia Gabriels che, di conseguenza, i suoi lavori. Lavori che sono contraddistinti da un melodic heavy metal ricco di virtuosismi che rimandano ad artisti come Yngwie Malmsteen, Avantasia o anche Europe, volendo. Anche in questo album fanno capolino diversi guest musician, alcuni di questi impegnati poi nei vari ruoli che il concept impone, e tutti validi per la riuscita dell’album.
“Dragonblood (Damned Melodies)” si apre con il mid tempo sostenuto ed energico di “I Am a Dragon”, dove davvero sembra di essere catapultati indietro di venti o trenta anni, quando anche per radio il metal passava delle hit melodiche… ma almeno heavy metal nel vero senso del termine! Cori, bei refrain, tastiere in grande spolvero e un bel tiro. Gran bell’inizio! Già con “Mina’s Nightmare” l’album comincia a farsi più interessante e per certi versi più complesso e cupo. Siamo di fronte ad un brano di oltre sette minuti sorretto da ottimi riff di chitarra e dalle tastiere pronti a valorizzarli ancora di più. La prestazione della voce femminile di Chiara Petrelli (Soprano) aggiunge valore ad un brano dal sapore malinconico e progressivo. “Hypnosis” è un brano melodico e dall’andamento romantico e sognante come il concept imporrebbe, e lascia poi spazio a tutta una serie di episodi che seguiranno grossomodo le coordinate di questo inizio album. Da evidenziare comunque i tanti virtuosismi presenti in questo “Dragonblood (Damned Melodies)”, e una traccia come “In the Dragon’s Castle” dimostra sia il valore compositivo che tecnico di quest’opera.
“Dragonblood” (con Caterina Nix & Glauber Oliveira) è un episodio tra i migliori e merita di essere citato. Una traccia che si accosta per certi aspetti al metal sinfonico e che ha davvero un bell’incedere, il tutto sempre ben sorretto da varie orchestrazioni e dalla bella voce femminile. Menzionando ancora episodi che mi hanno colpito di più, direi che la potente, diretta e conclusiva “Your Time Is Up” (con ospiti come Leandro Caçoilo, Chiara Petrelli, Dave Dell’Orto e Patrick Fisichella) lascia una bella sensazione di positività sul finale dell’album, dopo che questo ha attraversato, nel corso di una tracklist corposa, molte emozioni di svariato tipo. Un lavoro classico ma davvero gradevole, che riporta il metal melodico ai suoi periodi migliori. Per nostalgici, ma non solo.


Voto: 7,5/10
Joker

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