
“Vision Of Infinite Tortures” è un lavoro che colpisce fin dal primo ascolto per la sua intensità brutale e l’atmosfera soffocante, ma allo stesso tempo divide, soprattutto tra chi seguiva la band per il loro stile precedente.
L’album si muove in territori decisamente più estremi rispetto al passato: la produzione è più sporca e opprimente, le strutture dei brani tendono al caos controllato e l’impatto emotivo è molto più nichilista. Si percepisce una volontà chiara di abbandonare certe soluzioni più “accessibili” per abbracciare un suono radicale, quasi alienante. Questo cambio di direzione è coraggioso e, per molti versi, anche riuscito: l’atmosfera è coerente, disturbante e riesce davvero a trasmettere quel senso di tortura infinita evocato dal titolo.
Tra i punti di forza spiccano sicuramente l’intensità delle composizioni e la capacità di creare un mood opprimente senza risultare banali. Alcuni passaggi sono estremamente efficaci, con riff e soluzioni ritmiche che restano impressi proprio per la loro violenza e imprevedibilità.
Tuttavia, non mancano i punti deboli. Il cambio di stile è così marcato da rischiare di alienare una parte del pubblico storico. In alcuni momenti, la ricerca dell’estremizzazione sembra andare a discapito della varietà: certi brani tendono a confondersi tra loro e la mancanza di dinamiche più ampie può rendere l’ascolto un po’ pesante nel lungo periodo. Inoltre, la produzione volutamente grezza, se da un lato aggiunge carattere, dall’altro penalizza la chiarezza di alcuni dettagli.
Nel complesso, però, “Vision Of Infinite Tortures” è un disco che funziona. Non è perfetto e sicuramente non è per tutti, ma la sua identità è forte e il coraggio nel reinventarsi merita riconoscimento. Un lavoro difficile, a tratti estremo anche per gli standard del genere, ma che alla fine lascia un’impressione positiva proprio per la sua coerenza e la sua intensità.
Voto: 7/10
Joker
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