
Tornano i Cyrax, progressive rock/metal band milanese con la prima di tre uscite, tutte sotto forma di EP. “Aeneis: Libri I-IV” è la prima di queste e consegna una band sicura dei propri mezzi, intenta a scrivere pezzi originali e che non esitano nel proporre soluzioni davvero insolite, unendo generi molto distanti tra loro, come il progressive rock, il metal, il punk e altro ancora.
La band – ora ridotta a duo formato dal cantante Marco Cantoni e dal polistrumentista Lorenzo Beltrami – vuole ripercorrere le vicende contenute tra il libro I e IV dell’Eneide. Si tratta del primo concept della band incentrato sulla figura di Enea, e questo avviene dopo un full-length davvero coraggioso, ovvero “Novo Deus”, cantato in 17 lingue. Anche per il mixaggio la band ha fatto tutto in casa, in quanto ha fatto tutto Lorenzo Beltrami. Il master è stato curato invece dal noto Alessandro del Vecchio (Jorn, Hardline, Glenn Hughes).
Il primo singolo estratto è “Liber I – Resurgere Troiae (Regna)”, che poi è il brano di apertura dell’EP, e già in questo pezzo possiamo constatare come i Cyrax rifuggano ogni tipo di classificazione. Non sarebbe sbagliato paragonare il loro approccio musicale a qualcosa di simile ma al contempo diverso, come ad esempio il teatro. Il lavoro certosino e ricco di sfaccettature del reparto vocale, dove spesso abbiamo cori e a altre soluzioni geniali, unito al lavoro incredibile di Lorenzo Beltrami è qualcosa che lascia forse in un primi momento interdetti, data la vastità dei generi toccati, ma poi con più ascolti si riesce a cogliere l’essenza di una band in continuo mutamento, e anche prendendo le altre tracce si può notare il continuo evolversi da inizio a fine di ciascuno di essi.
Certamente la scelta di proporre tre EP e non un’unica release potrebbe risultare singolare, ma ascoltando bene questi quattro brani si potrebbe capire del perchè di questa scelta. La musica dei Cyrax è di difficile fruizione e catalogazione, piena zeppa di spunti e dove la creatività non ha limiti. Forse un album intero sarebbe stato duro da digerire, ma nel caso di questo primo EP possiamo dire che la scommessa è stata vinta e che si può memorizzare bene ogni passaggio di questi quattro brani.
Occorre però attenzione e apertura mentale, perchè questo non è un classico disco rock o progressive, ma un album di breve durata dove si azzarda ciò che per molti risulta impossibile e si riesce a portare il risultato a casa. Un applauso alla band.
Voto: 8/10
Joker
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