
Ormai di questi lavori ne giungono a frotte in redazione. Completamente senza mordente e ripetitivo, mette in risalto le idee di Icy heart, che suona completamente tutti gli strumenti che si ascoltano attraverso una produzione approssimativa.
Per quanto le idee si accostino molto al genere black metal cercando sprazzi di originalità, le canzoni danno la noia dopo l’ascolto, già delle prime “There is a Tainted Smile”, “Knife” e “Sub-Human”. “Hulks”, “Cold Summer” e “Impaled in the Forest With the full moon in the Sky” non cambiano certo la scia di queste note mescolate senza nessuna geometria.
Chiudono “Transilvanian Hunger” (Darkthrone cover) e la titletrack, unici momenti discreti di un disco povero di contenuti. Poco interessante e molto rumore.
Ignis fatuus


