
Beh, non c’è assolutamente nulla da eccepire… un EP come questo “Memoirs of Pain” che inizi con un riff in loop che cita (inconsapevolmente?) “Army of Me” di Bjork non può che avere la mia simpatia. Chiaro, l’opener “Gravity’s Gone” ha il piglio giusto per porsi in maniera accattivante tra samplers, programming e chitarroni, anche e soprattutto per via di un magnetismo vocale a opera di Axel One, sufficientemente multiforme per attirare l’attenzione. Che poi l’attitudine sia quella giusta ce lo dice anche il citazionismo di “Abusive People” (non sarà un caso che abbiano or ora annunciato varie date del Reverendo qui in Italia?) che non si ferma all’ovvio Manson per sfociare anzi sul lirismo caro al Cornell solista (e qui “You Know My Name” che accompagna Daniel Craig viene automaticamente in mente…).
Dunque, che dire del nostro Axel? Le note biografiche parlano di una gavetta come bassista, anche se il videoclip promozionale lo vedrebbe imbracciare un’ascia a coda di rondine, segno di un maggiore cipiglio da frontman (ma non ditelo a Schmier o ad Angelripper, se no mi revocano la licenza da thrasher filoteutonico).
A questo proposito, va detto che il Nostro è di origine berlinese e che sia “Septic Hectic” che “Silence (is a grave)” rivelano quella passione per le sonorità clubbing che tanto caratterizza le piane germaniche dal kraut rock in poi. Chiaro, certe asperità sonore fanno pensare più ai Die Krupps che all’ovvio modello dei Rammstein, ma il twist che Axel One aggiunge è sempre quello un po’ suadente e glamour che lo porta ad alternare un lick di chitarra di matrice Muse a un coretto di sottofondo. Che poi i miei favori vadano su “Septic…” più che su “Silence…”, è un dettaglio che rimanda alle immagini di Lee Altus su MTV, ma non inficia il valore della seconda, anzi. Cos’altro aggiungere? Un artista da tenere d’occhio, sin da ora!
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello
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