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AETHER – III (Luminol Records – 2026)

Aether è un progetto che miscela Progressive, Rock e Jazz, nato nel 2021 dall’incontro di musicisti dalle esperienze eclettiche, con l’idea di integrare il Post Rock/Progressive con il Jazz (e richiami all’Ambient). Hanno inciso già due album, il primo omonimo album è stato registrato nel 2022 e uscito nel 2023 per la Overdub Recordings; nel 2024 esce il loro secondo album “Trans-Neptunian Objects” per la Luminol Records – etichetta, la Luminol, che abbiamo già conosciuto (in passato) con dischi davvero interessanti. E in questo maggio del 2026, esce il terzo disco “III”, registrato presso Il Guscio Recording Studios e mixato presso i Distant Zombie Warning Studios”, un album che spinge fra il Progressive classico e il Jazz contemporaneo (e l’elettronica).
Registrato in presa diretta, è composto da ben 6 brani strumentali, eccezione un “Vagon” con la voce di Claudio Milano (recitar cantando) e con la presenza di Rosarita Crisafi al flauto in “Oort Cloud”, “Panta Rei” e “Swerve” – non solo, nella band ritroviamo Andrea Grumelli (basso) e Teo Ravelli (batteria e elettronica), già conosciuti con l’interessante progetto I Sincopatici (con “La Corazzata Potemkin” che si fregia di un bell’8/10 sulle nostre pagine). Il primo brano che ho ascoltato è “Vogon” che ho trovato su YouTube, un brano che – come avevamo già accennato – si muove fra il Jazz e il Progressive Rock, con la parte recitata di Milano che mi ha ricordato alcune cose del Banco del Mutuo Soccorso. Ma il primo brano è “Oort Cloud”, un pezzo che cambia volto, ma che non nasconde le sue influenze e le sue passioni – fra musica da colonna sonora e Prog Jazz, un brano da ascoltare e riascoltare. “Cinq Teintes, Quatre Cadres” è il secondo brano (Vogon, già citata, è la terza traccia), dove il sound ambient, jazz (quelli che apprezzi nei locali giusti – no radical chic!) si alterna alle sonorità progressive classiche. “La Melancholie du Petit Prince” è un episodio più calmo, un sound ambient, con incursioni di elettronica, a rimarcare la malinconia (come il titolo suggerisce). “Panta Rei” e “Swerve” non deludono, riportando il sound che la band propone e mescola sapientemente.
“III” è un album che scorre: nonostante sia un lavoro strumentale, si fa apprezzare e riascoltare volentieri; album e brani, che presentano cambi di tempo, in chiave sia moderna che classica, fra poliritmie e lidi lisergici… Non è un vero e proprio concept album, ma un compendio delle composizioni maturate nel corso delle sessioni di prova e di improvvisazioni nel corso del 2025, scoprendo un repertorio composito e sfaccettato.
Menzione particolare va alla copertina, con questa figura astratta (ma bella) che sembra riportare alla musica “astratta” dei giovani Aether. Davvero interessante… Non esitate ad ascoltarli, non ve ne pentirete – soprattutto se, vi piacciono gli incontri musicali fra il Progressive Rock settantiano, il Jazz nordico di scuola ECM, le chitarre dei King Crimson, il Jazz Rock di Terje Rypdal, il Dark Jazz moderno del Kilimanjaro Darkjazz Ensemble e il sound lisergico degli Ozric Tentacles.
Voto: 8/10
Giovanni Clemente

Contact
www.instagram.com/aether.band.italy
aether5.bandcamp.com

Valutazione

8.0

Voto

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Cons

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