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WHITE SKULL + VIPER VENOM (NordWind, Bari – 01/11/2007)

E’ un Nordwind rinnovato quello che accoglie il ritorno in Puglia dei White Skull, finalmente è stato risolto il problema annoso del posizionamento del palco, oggi la visuale dello spettacolo è più che soddisfacente.
Il compito di aprire la serata tocca ai baresi Viper Venom, che da poco hanno pubblicato il loro primo album “Reborn from Lies”. Il loro è un metal dalle svariate sfaccettature e di difficile inquadramento. Il quartetto dimostra di trovarsi a proprio agio sul palco e la frontwoman, Miriam, si dimostra un’ottima intrattenitrice oltre che una discreta cantante. I brani proposti sono stati nove, di cui tre cover: “Them Bones” (Alice In Chains), “Message In The Bottle” (dei Police nella versione dei Machine Head) e “Find The Real” (Alter Bridge). “Drug Ritual”, “Angry Grace”, “For A Friend”, “Hypocrisy Club”, “God Of Small Things” e “Rise Me” sono stati i brani, di propria produzione, proposti. Gran bella prestazione la loro.

Quando salgono i WS sul palco tutti gli occhi vanno sulla nuova arrivata Elisa “Over”. Sgombriamo subito ogni dubbio dicendo che l’esame è pienamente superato. La sua prova è stata eccellente sia dal punto di vista canoro (nonostante qualche intoppo tecnico a livello di suoni) che da quello della presenza scenica. L’esibizione del Teschio Bianco inizia con il classico “Tales From The North” e già si intuisce il grande affiatamento della band e l’entusiasmo con cui il gruppo vive il concerto. “The Roman Empire” anticipa il primi estratti dall’ultimo lavoro del gruppo, l’ottimo The Ring Of The Ancient,  “Guardians” e “Headhunter”. Il pubblico pian piano si scalda e il gruppo regala un trittico di canzoni tambureggianti: “Anubis The Jackal”, “Kriemhild Story” e “High Reason”. Le atmosfere tornano più rilassate con “The Terribile Slaughter” che precede l’apice del concerto: l’esecuzione di “Marching To Alesia” che vede tutto il pubblico intonare a gran voce il ritornello. “The Killing Queen”, “Cleopathra” e “The Dark Age” precedono il brano di chiusura “After The Battle… The Bottle”.

Il pubblico reclama il gruppo sul palco per il bis e i WS non si fanno pregare più di tanto e regalano altri due pezzi “Embittered” e il classico dei classici “Asgard”. I WS si sono confermati una delle più belle realtà del panorama italiano, un gruppo che ha sempre lavorato in silenzio e che non è mai salito sul quel carrozzone da circo che è il movimento power italiano cercando di imitare i Raphosody. Tony Mad e compagni hanno cercato sempre di mantenere una propria coerenza stilistica, mossa questa che non avrà portato a grandissimi risultati commerciali, ma che ha garantito una produzione discografica di alto livello qualitativo.

Giuseppe Cassatella

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