GlamInterviste

Intervista ai L.A. GUNS

Ciao Phil, grazie per l’intervista. Per prima cosa vorrei chiederti la novità più evidente che riguarda gli L.A. Guns di oggi. Dov’è Tracii?

Oh, cominciamo bene?! Ha ha…guarda, posso dirti che lui oggi sta lavorando ad un progetto con Nikki Sixx dei Motley Crue e John Corabi chiamato Brides Of Destruction. Non c’è stato alcun problema per la sua scelta, anche perchè noi stiamo procedendo con questo tour che sta andando molto bene. Ognuno fa le proprie scelte, noi proseguiamo per la nostra strada. Tutto qui.

Quindi vuoi dire che il suo split è da considerarsi definitivo?

Nella vita, del futuro non si può mai sapere; oggi lui non c’è, domani…

Nel frattempo la line-up si è arricchita di nuovi musicisti come l’axeman d’eccezione Keri Kelly o Brent Muscat (Faster Pussycat)…

Sono tutti ottimi musicisti, da Steve Riley che è nella band dal principio, fino a Keri che è l’ultimo arrivato. Il suo contributo è fondamentale, anche se alla fine di questa tournè sarà occupato con altri progetti. Comunque non dimentichiamo Brent Muscat che non ha certo bisogno di presentazioni e Adam Amilton, un ragazzo straordinario.

Per te che sei inglese, come giudichi l’ambiente e l’audience qui in Europa per il vostro genere musicale?
Trovi delle differenze tra i vostri fans americani ed europei?

Mi fa sempre un enorme piacere venire qui in Europa, soprattutto in quei paesi dove i fans sono particolarmente calorosi e “pazzi” come gli italiani, ha ha. Se parliamo di differenze di audience, non ne vedo comunque molte tra europei e americani…il nostro pubblico è abbastanza tradizionalista, però mi piace constatare che ai nostri concerti ci siano anche molti giovani fans.

Comè’ cambiata oggi la famosa scena musicale di Los Angeles del periodo “thrash’n’glam” degli anni ’80 a livello di live clubs, underground bands, ecc…?

Certo che molto è cambiato attorno a noi da quel periodo di cui tu parli…mah…i clubs ci sono ancora le undergroud bands anche, sicuramente il “giro” si è pù ristretto. Personalmente credo che ci sia ancora una buona scena dalle nostre parti, ma per quel che mi riguarda, canto nella mia band e mi piace pensare di andare per la propria strada senza farmi tanti problemi se la gente segue un determinato trend. Anch’io ascolto alcuni nuovi gruppi, ma ciò che mi piace fare veramente è solo fottuto rock’n’roll.

Sembra che con il tuo ritorno, la band abbia reagito positivamente ed abbia iniziato un nuovo ciclo, vero?

Ti ringrazio per quello che dici, ma devo dire che è merito di tutta la band e naturalmente di tutti i nostri fans che non ci abbandonano mai. Che sia iniziato un nuovo ciclo non lo so, dipende da come ognuno veda le cose. Secondo me, con il mio ritorno abbiamo fatto dei validi lavori, ma anche prima lo erano…

“Waking The Dead”: perchè questo titolo?

Basta dare un’occhiata in giro o accendere la tv per renderti conto di tutto quello che ci circonda…

Molte bands “street/hard rock” che iniziarono con voi questa avventura, sono scomparse, mentre voi siete sempre rimasti costanti nella vostra attività e, “Man In The Moon” e “Waking The Dead” sono anche due ottimi album. Qual’è il segreto dei L.A. Guns?

Nessun segreto diamo semplicemente il massimo in tutto ciò che facciamo e sentiamo più vicino. Nessun segreto di eterna giovinezza comunque ha ha ha.

Per concludere: “Sex, drugs & rock’n’roll”. Puoi raccontarmi qualche sregolatezza bizarra che vi è capitata in passato?

Oh, tante…forse troppe…

Roberto Pasqua

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