DeathIntervisteTechno Death

Intervista a STEVE DI GIORGIO

In occasione della data di Roma del 06/04/2004.
Ero tesissimo, andavo avanti e dietro per i corridoi e le sale dell’Alpheus in attesa del mio turno, a breve avrei incontrato Steve Di Giorgio, uno dei miei 2 bassisti preferiti in assoluto, e non sapevo come presentarmi, speravo fosse disponibile e non una rock star del cazzo che se la tira, ebbene, incontrando Di Giorgio, una persona simpaticissima, disponibilissima, molto loquace e che ha cercato d mettermi a mio agio da subito (dato il mio stato di emozione-commozione-cerebrale in corso di fronte a lui). Di fronte a me si para un tipo alto 2 metri, con capelli lunghissimi biondi, fisicamente un vichingo, con una fascia in testa e dei sandali ai piedi sotto un pantalone un pò a zampa, mio dio, Di Giorgio è un Fricchettonissimo! Diciamo che per come era cominciata ero stato preso dallo sconforto:

Ciao Steve, sono Angelo.
Piacere Angelo, senti devo pisciare beh, cosa avreste pensato voi?
Invece al suo ritorno si è dimostrato un ottimo e simpatico interlocutore.

Ciao Steve

Oh, Aangeeloo, allora, come stai? Tutto bene? (in italiano)

Beh, un pò emozionato cazzo, ho di fronte Steve Di Giorgio.

Vuoi un pò di birra?

Ah, grazie!

Ma quanti anni hai?

21

aaaahhh… mio fratello ha 21 anni e non può assolutamente bere birra! Ovviamente scherzo! (però la birra poi non me l’ha data davvero)

Steve, cosa pensi dei fans italiani? Sei stato altre volte qui, ad esempio coi Testament?

Beh, sono i migliori, già altre volte con i Death e Chuck e poi con i Testament ho provato una sensazione incredibile nel suonare di fronte a gente che ti sta così vicino, allora noi musicisti sentiamo questo affetto e ricambiamo, abbiamo voglia di suonare sempre al meglio e di coinvolgere questa incredibile gente che viene a vederci, spero che stasera sarà un grande show.

Lo spero anch’io ma ne sono certo, senti, il tuo cognome è evidentemente Italiano…

No, è cinese
ahahahaha
ahahahaha

Quali sono le tue origini?

I miei nonni paterni erano italiani.

Di dove?

Di Frosinone

Ah, proprio qui vicino allora!

Già, poi sono arrivati in New Jersey, mentre mia madre ha origini norvegesi.

Così sei europeo al 100%!

Yeah! 50% Italiano e 50% Norvegese!

Che età avevi quando hai cominciato a suonare il basso?

Uhmmm, più o meno 15 anni, in realtà sono cresciuto nella musica perchè vengo da una famiglia di musicisti, ho cominciato da ragazzino con il pianoforte ed altri strumenti classici, poi ho iniziato ad ascoltare gruppi heavy come Maiden, Rush, Jethro Tull, da li è nata la voglia di suonare il basso e iniziai a suonare con le prime garage band.

Il tuo amore per il fretless è celebre, com’è cominciato questo connubio?

Beh, guarda, non suono solo il fretless in realtà, a seconda dei momenti e delle necessità suono coi tasti, fretless, con il plettro.

Differenti suoni, differenti effetti, differenti emozioni, no?

Certo, a seconda della riuscita delle sensazioni e degli effetti che voglio dare.

Che mi dici del prossimo lavoro dei Sadus? Avete scritto e preparato qualcosa?

Si, abbiamo del materiale nuovo, abbiamo lavorato su della roba nuova, abbiamo del materiale già scritto altro in fase di preparazione, però siamo pronti.

C’è stata un’evoluzione dopo sette anni dall’ultima release?

No, il sound è rimasto quello che ci contraddistingue.

Fatidica frase “questo sarà l’album migliore”!?!?!?

Tu credi!? ahahahaha

Che mi dici a proposito della situazione attuale dei Control Denied?

Beh, non voglio entrare in merito alla faccenda tra la label e la madre di Chuck.

No, guarda, non intendevo questo, mi riferivo alla parte compositiva. Siete andati avanti, avete qualcosa in cantiere?

Beh, al momento siamo fermi dal punto di vista delle registrazioni, manca il basso e tante altre parti, quando mi diranno “registriamo” io entrerò in studio e farò il mio dovere, per il momento non abbiamo la minima idea di quando uscirà l’album, ne so davvero quanto te.

Hai suonato in tante band e progetti, Death, Control Denied, Iced Earth, Sadus, Vintersorg, Testament ecc…
Spesso questi progetti sono diversi tra di loro o comunque sperimentali, qual’è la vera anima di Steve di Giorgio?

“This!” (indicando la birra) No, c’è un pò di me in tutti i progetti nei quali prendo parte, non ti nascondo che ci sono volte che sono più vincolato, altre nelle quali ho molta più libertà.

Giunge il momento di foto ed autografi (per provocazione gliene ho fatto anche io uno) e così tra una battuta ed un’altra, tra continui riferimenti alla birra e simpatici siparietti con un tipo buffo arrivato nel salottino dove venivano effettuate le interviste e frasi in italiano tipo “si, mi chiamo Stefno di Frosinooone Cassiiiino, Vaffancuuulo!” finisce la mia chiacchierata con un gran personaggio il cui incontro difficilmente riuscirò a dimenticare.

Angelo Talia

Related posts
DeathNews

OLAMOT: il progetto extreme metal italiano annuncia il debut album "Path of Divinity"

Il progetto extreme metal italiano OLAMOT pubblicherà il suo primo full-length album, “Path of Divinity”, il 29 aprile 2024 su Lethal Scissor…
7.5
DeathRecensioni

MEGHISTOS - The Reasons (Buil2Kill Records - 2024)

Meghistos è un artista a tutto tondo italiano. Polistrumentista, unico compositore e “quasi” unico esecutore di questo “The Reasons” (in quanto ha…
DeathNews

VOLTUMNA: svelano “Vanth”, il nuovo singolo estratto dal nuovo EP “For Death Is Fate”

Esce oggi “For Death Is Fate” il nuovo EP dei VOLTUMNA e in contemporanea viene pubblicato il visualizer del brano “Vanth”. Queste…

Lascia un commento