
Un funerale di suoni cupi e lentissimi, una voce catacombale e tanta, tanta sofferenza: questi sono, in poche parole, i Doomenicus, una two men band, dedita ad un funeral-doom metal molto angoscioso e ricco di spunti interessanti.
Innanzi tutto i Doomenicus sono l’unico esperimento doom metal, qui a Foggia e penso in tutto il sud italia, quindi un plauso a mr. Caruso (Doomenicus) ed al blasonato bassista Francesco Rinaldi in arte Baron Frankenheimer che in questa cosa per la terza volta nella sua vita non suona il basso ma la chitarra, per essersi cimentati in un genere per niente appetibile dal punto di vista commerciale e anche un po’ preso in giro dagli amanti di tutto ciò che è più “speed”.
I tre pezzi risultano molto interessanti e offrono delle soluzioni ritmiche e melodiche degne di un certo interesse anche se le parti risultano molto minimali.
Ma il minimalismo non è un male, anzi, sono sempre stato dell’avviso che, è in una struttura (in questo caso musicale) scarna e stilisticamente ermetica, che si vede la creatività e l’intelligenza di un musicista, calcolando poi che il doom, fatta eccezione per alcuni sporadici episodi, non è pieno di variazioni progheggianti, n’è tantomeno di particolari virtuosismi; in ogni caso, sonorità e frequenze bassissime e tempi estremamente lenti, riescono a riempire largamente tutti i vuoti possibili, nonostante il su citato minimalismo.
I brani risultano molto coerenti e lineari, arricchiti da poche varianti che rendono il lavoro di buon ascolto e di godibile scorrevolezza. E’ un demo molto interessante. Un buon acquisto per gli amanti del doom più oltranzista e funerario.
Alessandro Nespoli


