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DIMMU BORGIR + AMON AMARTH + ENGEL (Alcatrraz, Milano – 14/10/2007)

Il 14 Ottobre si è svolto a Milano ( più precisamente all’Alcatraz) il concerto dei Dimmu Borgir e Amon Amarth due delle band metal più amate della regione nordica europea, ed io ero presente lì per voi! Alle 19.30 varco i cancelli dell’Alcatraz subito gli Engel, band svedese chiamata a sostituire gli Hatesphere che per problemi di line-up non hanno potuto presenziare, presentano il loro spettacolo a base di death metal melodico per una durata di circa venti minuti. La band presenta il nuovo album intitolato “Absolute design” in uscita per fine ottobre. Premetto che è la prima volta che li ascolto e non mi hanno attratto in maniera particolare, li ho trovati abbastanza scontati, spero che in studio siano più interessanti.

La maggior parte del pubblico dell’Alcatraz non sembra essere interessato al loro show (c’è da dire inoltre che ancora molte persone fuori a fare la fila per poter entrare nell’area concerto), sono quasi tutti al bar e ai vari stand delle band a fare shopping. C’è comunque da dire che l’esibizione non è stata affatto male.

Dopo circa 20 minuti dalla fine dello show degli Engel, in attesa che gli Amon Amarth, i tecnici salgano sul palco per intrattenere il pubblico, in sottofondo c’è “Seek And Destroy” dei Metallica, e durante i riffs iniziali si sente una chitarra che dal backstage segue il brano ed una voce che durante il ritornello canta in growl, il pubblico capisce subito che la band svedese è pronta e la incita a salire sul palco. Senza neanche aspettare la fine del brano dei Metallica, la band viking entra in scena partendo subito con una energica Valhall Awaits Me e Runes To Memory (brani estratti dalla loro ultima fatica With Oden On Your Side). Il brano meglio riuscito dello show è Death In Fire dove la band si diverte a coinvolgere il pubblico.
Nei 50 minuti a loro disposizione regalano davvero un’esibizione soddisfacente, molto energica, proponendo brani che ripercorrono un pò tutta la loro carriera. Buoni i suoni durante la loro esibizione.

Esattamente alle 21.30 salgono sul palco i Dimmu Borgir accompagnati da un maestoso intro in chiave sinfonica e da due incappucciati muniti di incensiera. Primi brani della serata sono Progenies Of The Great Apocalypse e Vredesbyrd (brani estratti dall’album Death Cult Armaggeddon). Lo spettacolo prosegue con una manciata di brani tratti dalla loro ultimo lavoro in studio In Sorte Diaboli (che io non ho per niente gradito).

Il fonico durante la loro esibizione si è dato “alla pazza gioia” l?’pice del suo ottimo lavoro ce lo ha regalato durante il brano Puritania alzando al massimo i volumi della grancassa e qui il buon Tony Laureana da dietro le pelli notando che il volume della grancassa era a palla, ciò che avrebbe dovuto fare con la grancassa lo ha sostituito facendolo con le mani! Dopo una breve pausa riparte la macchina infernale proponendo con The Sacrilegious Scorn, Puritania e naturalmente per concludere la mitica Mourning Palace (uno dei brani che più preferisco) dove tutto il pubblico presente, compreso il sottoscritto, si impegnerà a pogare non immaginando che fosse questo il brano di chiusura. Dopo questo brano la band saluta il pubblico e lo fa accompagnare all’uscita dell’Alcatraz dal brano The Fallen Arises (altro brano presente in In Sorte Diaboli).

In conclusione lo show è stato spettacolare, la band ha dato il meglio di se, presentando una scaletta (che ha proposto brani presi da Enthrone Darkness Triumphant e degli album successivi, tralasciando così tutti gli altri capolavori presenti negli album precedenti) davvero brutta che si sarà fatta odiare da tutti i fans più affezionati di questa band. C’è da dire che Tony Laureana (già atterista degli americani Nile che già precedentemente aveva fatto il turnista con la band norvegese) dietro le pelli si è dimostrato un ottimo sostituto di Hellhammer, che per motivi fisici non ha potuto suonare in questo tour.

Pax (Antonluigi Pecchia)

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