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AC/DC – Let there be Rock (Atlantic / Elektra – 1977)

Uscito nel 1977, un anno dopo l’ottimo “Dirty Deeds done Dirt Cheap”, “Let there be Rock”. L’album esce in Australia nel marzo del 1977, per poi uscire solo qualche mese più tardi in Americane ed Europee, ed avere un immediato successo di vendite. Inevitabile la reazione positiva degli adetti del settore e non, ancora oggi la band è amata da rockabilly, bluesman, rockers and more…

Personalmente credo che sia il disco con la più alta carica di energia, prodotto dai fratelli Young, riff eccellenti, di grande ritmo, e non ultimo, di un carisma del tutto particolare, che invita chi lo ascolta, in modo anche involontario, a scuotere la testa e far muovere le gambe.

A dir poco fantastiche le graffianti ritmiche del malefico Angus Young che sfoga tutta la sua carica rock blues nella title-track e in “Whole Lotta Rosie”.

Tutto e ben contornato dal classico lavoro degli altri membri della band, Malcom Young alla chitarra ritmica, Phil Rudd alla batteria e Mark Evans al basso.

Grandiosa la performance vocale dell’ormai defunto Bon Scott, che in questo lp da il meglio di se maturando il singolare timbro vocale che raggiungerà il culmine in “Highway to Hell”.

40 minuti di puro Ac/Dc sound che prende il via con “Go Down” canzone potente, molto caratteristici, che apre davvero col piede più che giusto un album che entra di diritto nell’elite massima della band, un inizio carico di energi hard rock.

Segue “Dog eat dog”, dove possiamo ascoltare un più che unico assolo si Young “Let there be Rock” è il terzo brano, per me la migliore, trascinante, sfrenata, eccitante, un vero brano in classico stile rock’n’roll. Eccitantissimo il semplice e diretto assolo che con poche note riesce a far saltare il culo dalla sedia a chiunque si rovasse nelle vicinanze.

Esplosivo è pure l’inizio di “Bad Boy Boogie”, che si sviluppa poi nella medesima direzione della sua intro, ovvero in grande stile, con riff puliti ma energici, un cantato ottimo, e un assolo forse un minimo ripetitivo nella parte iniziale, ma che esplode letteralmente nella parte centrale e conclusiva, per la gioia di tutti coloro a cui piace sbattersi in lungo e in largo.

“Problem Child”, forse il brano migliore per l’esecuzione di Bon Scott. Let there be rock continua con la terzultima, ma non sicuramente per bellezza, “Overdose”, pezzo lentissimo, molto country e bluesegiante, sicuramente una variante al classico stile della band australiana, ma che non per questo manca di fascino e carisma, anzi nella sua particolarità e uno dei pezzi le cui melodie si seguono con più piacere. Con “Hell ain’t a bad place to be si ritorna invece al classico rock preciso e tagliente, ma anche molto ritmato e facile da seguire. Il tema musicale della song è il medesimo per tutta la sua durata, ma non risulta noioso, anche se forse inferiore ad alcuni pezzi antecedenti sì. Il cd si chiude con uno dei brani più trascinanti e travolgenti della band “Whole Lotta Rosie”, un crescendo di energia spaccacasse, semplice diretto e accattivante, un vero e proprio finale col botto.

BF

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www.ac-dc.net 

Valutazione

9.0

Voto

Pros

  • +

Cons

  • -
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7.5
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