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Speciale Trazeroeuno

La Trazeroeuno (www.trazeroeuno.org) è una realtà attiva sin dal 2001. Parlarne come di una semplice etichetta discografica sarebbe riduttivo. Probabilmente un termine più generico come contenitore è quello più appropriato. Contenitore di cosa? Di idee ovviamente. La musica è solo una delle espressioni attraverso la quale la Trazeroeuno si esprime. Basta vedere uno qualsiasi dei suoi prodotti per capire come la ricerca del bello sia una priorità. Ogni cd ha un packing particolare ed unico nell’industria discografica.

Ecco alcune produzioni targate Trazeroeuno.

Asofy – ebYm (2004)

Asofy,  progetto che vede coinvolto il  solo polistrumentista Tryfar, è nato nel 2000  e vanta l’inclusione di un proprio brano (“Luce”) nella compilation Asymetry, edita dalla TotalRust. Con ebYm arriva all’esordio discografico (in realtà il disco risale al 2001 e stato poi ristampato nel 2004 dalla TraZeroEUno) e si presenta come una commistione di suoni black tradizionali e doom metal. L’album nei suoi 44 e passa minuti si presenta oscuro come la pece e lascia trasparire un’attitudine nichilista. Le parti più lente e angoscianti sono quelle che a mio avviso donano maggior fascino all’opera e la produzione scarna non fa che amplificare il senso di disagio che si prova durante l’ascolto.  Tutto sommato un disco ancora acerbo e non proprio originale ma che lascia trasparire buone potenzialità future.
Voto: 6/10

Asofy – Lento Procedere Prima Del Sonno (2007)

Questo secondo album è stato scritto in quasi due anni, e che ci sia voluta una lunga gestazione è facilmente intuibile durante l’ascolto, visto e considerata la cura negli arrangiamenti. E’ sicuramente un notevole passo avanti rispetto all’esordio e mostra il realizzarsi delle potenzialità che in ebYm potevano solo intuirsi.  Per descrivere questo disco mi vengono in mente solo tre oggettivi: delicato, notturno e intimo. I suoni (le parti cantate sono ridotte all’osso e sono comunque il lingua italiana) sono delicati e trasportano l’ascoltatore in una dimensione fuori dalla realtà che lo circonda. Il susseguirsi di suggestioni pisichedeliche, ripetitive e ipnotiche  sono il mezzo scelto dal gruppo per intraprendere il proprio cammino in quattro tappe (esterno, interno, percorso e infinito) nell’esistenza quotidiana dell’individuo e del suo relazionarsi con il mondo che lo circonda. Tema non semplice, ma che riesce a trovare nelle note suonate da Tryfar la giusta colonna sonora. Se siete in cerca di musica che non soddisfi solo il vostro udito, questo disco fa per voi.
Voto: 7,5/10

Contact
www.diramazioni.it/asofy

Cervix - In The Red Night, A Roar… Slowly, A Chant Began…

Tornano i Cervix e lo fanno con un album grandioso. Messe da parte le scelte stilistiche (al limite del rumorismo) che avevano reso eccessivamente criptico il precedente album Contemplating Death, oggi il gruppo ha spostato l’attenzione verso brani che possiedono la forma di canzone. Sia ben chiaro, il termine canzone va preso con le molle: ogni brano è una lunga litania doom\\drone dal sapore notturno e cerimoniale. Quindi niente ritornelli o parti da memorizzare, ma solo musica da interiorizzare. Dopo l’intro “…” parte il secondo brano “The Path Of Oirat”, il miglior pezzo del disco, drone condito da suoni etnici che danno al brano un’aura di sacralità, mistero e incubo. Il successivo “Oboo” è una lenta marcia verso il nulla; lenta e sofferente ‘sta canzone scandaglia l’anima dell’ascoltatore. Il cd si conclude con “The Water Of Life” il brano più “notturno” del disco che a me ha ricordato in parte gli Anathema del capolavoro Pentacost 111, pur mantenendo le peculiarità dei brani precedenti. Una nota di merito va all’etichetta che ha prodotto questo album in packing particolare: quasi un Lp in miniatura, veramente bello. Grande prova per i Cervix, disco consigliatissimo.
Voto:8/10
 
Contact
http://cervix.altervista.org
 
Un Cri Silencieux – Fuoriluogo O.S.T. (2004)

Un Cri Silencieux è un progetto sonoro, e non solo, nato a Milano nel 1999. L’esigenza dell’ensamble meneghino è quello di strutturare un qualcosa che non sia solo musica, ma espressione più complessa di sentimenti, colori, emozioni e immagini. Fuoriluogo è una colonna sonora che attraverso la creazione di immagini musicali trasporta l’ascoltatore in un mondo fatto di parola (poesia) e teatralità. E’ quasi un audiobook, dove la voce narrante è musica di per sé e dove sono i suoni a descrivere l’esigenze più intime e personali dell’uomo. Il progetto che inizialemte potrebbe apparire “pericolosamente” snob alla fine invece risulta essere digeribilissimo, anche se richiede una buona dose di attenzione. Il tappeto sonoro è ricco di suggestioni ambient, noise e jazz. Se siete ascoltatori coraggiosi o più semplicemente curiosi, ascoltate questo progetto. Il cd contiene anche la traccia video “Fuori Luogo”
Voto: 7/10

Un Cri Silencieux – Scarlet Room (2005)

Rispetto a Fuorilugo, Scarlet Room è un disco più canonico. La musica riacquista la tradizionale forma di canzone. E’ sicuramente un disco di rock raffinato ed elaborato con suggestioni psichedeliche. Ancora una volta il gruppo attraverso al musica vuole aprire uno squarcio sulla sfera percettiva più intima, il risultato è raggiunto anche stavolta, nonostante l’utilizzo di “strumenti” diversi rispetto al disco precedente. Ancora una volta l’album si apre con il tributo a Fernando Pessoa e al suo “Libro Dell’Inquietudine di Bernardo Soares” (sul precedente album la canzone iniziale si chiamava “Monocromi” su questo si intitola “Monocromi In Autunno”).  Le voci delicate di Sara Morconi e Oscar Belasso danzano sulle note soffuse delle chitarre di Stefano De Ponti e Lucio Mondini. Probabilmente meno coraggioso e particolare di Fuoriluogo, ma sicuramente un ottimo album di rock “dotto”.
Voto:7/10

Contact
www.treazeroeuno.org/ucs

Dharma – Barriera D’Aria (2005)

I Dharma nascono a fine anni 90 a Ivrea. Le sonorità contenute in questo esordio non sono di facile catalogazione. La tentazione di definire semplicemente rock la musica del terzetto è forte, ma non sarebbe esaustiva.  Le cinque tracce contenute in questo cd mostrano l’abilità del gruppo nello scrivere canzoni dal forte sapore acido e psichedelico. Siamo ai limiti dello stoner, anche se di quest’ultimo il gruppo non ha le sonorità “grasse”. L’uso della lingua italiana richiama alla mente certi lavori di rock italiano che tanto andavano di moda nella prima metà degli anni 90. A mio avviso la traccia migliore è “Immobile” seguita a ruota dalla conclusiva “Barriere D’aria”.
Voto: 6,5/10

Hue – Un’Estate Senza Pioggia (2006)

Dietro il progetto Hue si cela l’estro creativo di Matteo Uggeri (Der Einzige, Normality/Edge e Sparkle in Grey). Un’Estate Senza Pioggia raccoglie tutta una serie di fields recordings, datate 2003, effettuate durante un viaggio in solitaria di Matteo attraverso l’Italia centrale (Emilia, Toscana, Lazio e Abruzzo). Solo l’anno successivo, con l’apporto di Davide Valecchi (Aal), queste registrazioni sono state riorganizzate e musicate. Il risultato è uno strabiliante viaggio nella vita quotidiana accompagnate da soffuse e malinconiche  melodie acustiche ed elettriche.  Rumori, suoni, voci che normalmente neanche notiamo in questo dischetto diventano protagonisti assoluti. Certo il tutto non è di facilissima assimilazione, ma superata la sorpresa iniziale, tutta l’opera diventa affascinante. Per ascoltatori curiosi e con una buona apertura mentale.
Voto: 7,5/10

Contact
www.greysparkle.com

Kailash – Kailash (2006)

Per gli orfani degli Opeth dei primi dischi o degli Edge Of Sanity, questo cd degli italianissimi Kailash può essere un prodotto più che interessante. Se è vero che questo disco non brilla di originalità è anche vero, però, che il songwritng è più che dignitoso. Il gruppo infatti è abilissimo nel costruire atmosfere oscure e opprimenti che si fondono con sonorità più soffuse e notturne. Le buone doti tecniche del quartetto permettono la costruzione di strutture intricate che però non perdono mai di vista la forma di canzone e quindi l’ascoltabilità. Valore aggiunto è il suono del sax di Marcello Allulli e del piano Fabio Recchia. Entrambi gli strumenti riescono ad aggiungere calore e pathos alla musica del gruppo. Emblematica in questo senso è la track “Spectrum” dal fascino canterburyano. Probabilmente tra le uscite targate Trazeroeuno, questo cd è uno di quelli canonicamente metallici e per questo più appetibile per i lettori di R&W. Consigliatissimo.
Voto: 7,5/10

Passo Uno - Presenze O.S.T. (2005) - Il Passato Riemerso O.S.T. (2006)




I Passo Uno nascono a Milano nel 2005. L’idea alla base del quintetto è quello di unire musica e immagine. Chiaramente il tutto non può non sfociare nella composizione di colonne sonore. Grazie alla Trazeroeuno il gruppo ha dato alle stampe ben due cd, Presenze e Il Passato Riemerso. Attraverso l’uso di fileds recording e di strumenti quali chitarra (acustica e jazz), violoncello, clarino, double bass e percussioni, i Passo uno riescono a creare atmosfere suggestive, delicate e “notturne”. Non per questo mancano passaggi più inquietanti. Presenze è la colonna sonora di un documentario prodotto in collaborazione con il settore cultura del Comune di Vurmecate, mentre Il Passato Riemerso è la soundtrack del omonimo film realizzato da Stefano de ponti e Michela Mozzanica.  In quest’ultima composizione appare anche un’altra vecchia conoscenza della Trazeroeuno, Hue (suoi sono infatti i felds recording, il missaggio e il mastering finale). Il gruppo prossimamente curerà la sonorizzazione del "Tartuffe" film muto del 1924 firmato F.W. Murnau (“Nosferatu”). Ancora una volta due produzioni che pur non rientrando nelle canoniche sonorità trattate in questa sede, possono interessare i gli ascoltatori più curiosi. Perché di non solo metal si vive.
Voto: 7,5/10

Contact
www.passouno.org

g.f.cassatella

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