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Speciale Pure Steel Records

Pure Steel Records, un nome che dice tutto. Se non fosse ancora chiaro quale siano gli obbiettivi che la casa discografica tedesca si è data, allora ci viene incontro il motto dell’etichetta: “True metal needs closet minds”. Ogni uscita della Pure Steel è un tributo al metal degli anni ottanta. Non troverete band con il mascara o i dread. Non troverete band con il cerone o con l’aria depressa. Troverete solo e soltanto “puro acciaio”!

Sencirow – The Nightmare Within

Nei 48 minuti totali di questo cd i Senicrow regalano un power con venature thrash grintoso e spigoloso. Quarto album della carriera per questi tedeschi guidati dal cantante chitarrista Kensington, primo per la Pure Steel. Se il precedente disco era stato accolto bene da un po’ tutta la stampa europea, per questo le cose non dovrebbero andare diversamente. Non è un disco epocale, sia ben chiaro, ma contiene una manciata di canzani di piacevole ascolto: “Demon Inside”, “Palace Of Bone” e “Deliver Me From Pain”. Le armi a cui si affidano i Sencirow sono un riffing serrato e la voce potente ed espressiva, che ben si adatta allo stile proposto. Se per voi onestà e sudore sono ancora un valore indispensabile per chi suona metal, non potete non dare una chance a questi quattro tedeschi!
Voto: 6,5/10
www.sencirow.de

Steel Raiser – Race Of Steel

Gli Steel Raiser arrivano al  debutto discografico, ma non sono un gruppo di primo pelo. I motori pensanti che stanno dietro a questo progetto sono i nostrani Alfonso Giordano, ex cantante e fondatore dei Noble Savage, e Gianluca Rossi, chitarrista fondatore dei Valkija. Dall’ascolto di Steel Race si intuisce che i due se ne fregano delle mode e puntano tutto su un power metal old style. I punti di riferimento sono i Judas Priest: la voce di Alfonso è tagliente e ruvida come quella di Rob Halford, mentre la chitarra di Gianluca, sue anche le parti di basso, è tagliente. Il risultato è una colata di acciaio (la parola steel compare nel monicker del gruppo, nel titolo del disco e nel nome dell’etichetta!) incandescente che ha poco da spartire con l’ondata di power melodico che ha invaso l’Europa dalla seconda metà degli anni 90 in poi. Originalità in questo disco non ce n’è, passione sì, e tanta. Non mancano i cliché del genere, i titoli dei brani lo testimoniano, ma ogni tanto è piacevole ritrovarli. “Gears Of War”, nono brano del disco, è un palese “tributo” a Painkiller, mentre pezzi meno usuali rispetto agli altri presenti sul disco sono “Princess Of Babylon”, che mi ha ricordato i Black Sabbath fine anni ottanta targati Tony Martin, e “Gloria Perpetua” dal sapore Rhapsody (Of Fire). Ultimo accenno alla copertina che ha più di una semplice somiglianza con quella di Nuclear Fire album dei Primal Fear (altro gruppo di chiaro stampo “pristiano”)…
Voto: 7/10
www.myspace.com/steelraiser

Boomerang – Sonds Of Sirens

I Boomerang, quintetto tedesco con due demo e due album alle spalle, tornano sul mercato con Sounds Of Sirens. Il genere proposto è un tradizionale power metal di stampo teutonico che strizza, però, l’occhio a soluzioni più in linea con le tendenze attuali. Il risultato non strappa la sufficienza data la scarsa grinta che il gruppo mette nel suonare. I Boomerang appaiano come una versione spompata dei Grave Digger. Eppure, pezzi carini nel disco non mancano e mi riferisco all’oscura “Skin Walzer”, alla medievoleggiante “The Blood Of Angel” e alla veloce “House Of Silent Scream”. Poco, veramente poco. A peggiorare le cose interviene la copertina che puzza fin troppo di White Snake. Certe leggende non dovrebbe essere toccate.
Voto: 5/10
www.boomerang-metal.de
www.myspace.com/boomerangmetal

Enchanter – Secret Vol. 1 + Symbols In Stone

L’epic metal americano di metà anni ottanta ci ha lasciato in eredità un pugno di dischi tanto fondamentali quanto di nicchia. Questi piccoli gioielli dimenticati portano la firma di gruppi che rispondo al nome di Manilla Road, Omen, Warlord e Cirith Ungol. Nessuno di questi è stato baciato dalla dea della fortuna, se è vero che la loro carriera è stata breve (non fanno testo le varie re-union dai risultati non all’altezza degli antichi splendori). Però se compaiano molte volte nelle liste delle influenze di gruppi anche importanti, qualcosa vorrà dire… Non saranno un gruppo di grido questi Enchanter, ma si rifanno apertamente a quel filone. Il quartetto si attiene fedelmente a quelli che sono i crismi del genere al punto di optare per una produzione che è tale e quale a quella di quei dischi. Se non ci fosse scritto 2008 sul cd, sfiderei chiunque a capire che non si tratta di un disco anni 80. Questo album contiene due lavori del gruppo originario del New England: Secrets Vol. 1 (2002) e Symbols In Stone (2000). In tutto sono sedici canzoni di metal d’altri tempi. L’epicità è il frutto della semplicità. Le tastiere sono bandite, come i cori ruffiani. Il disco richiede più ascolti, ma poi ti entra in circolo… Se siete amanti delle produzioni patinate state alla larga da ‘sto cd. Se amate l’acciaio puro, qui ne troverete a tonnellate.
Voto:7,5/10
www.myspace.com/thebandenchanter

g.f.cassatella

www.puresteel-records.com
www.myspace.com/puresteelrecordsnew

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Nome gruppo:Bestial Carnage
Titolo: "Demo 2007"
Genere:Death metal
Anno di pubblicazione:2007
URL: www.myspace.com

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