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SPECIALE “O.C.HARDCORE: il punk californiano degli inizi”

7 dicembre 1980: Darby Crash “Manimal”, cantante dei Germs, muore di overdose (molti diranno suicida).
Con il suo gruppo finisce la fase caratterizzante il punk rock californiano ma nascono tutte le basi per la musica a venire.
Sequenze storiche a testimonianza di quel periodo restano nel documentario The decline of Western Civilization.
Con MIA – the complete anthology (1993), la Slash records ha immortalato in un doppio cd tutta l’essenza della breve ma fondamentale discografia dei Germs (Lexicon devil, Communist eyes, We must bleed, What we do is secret,…)

Contemporanei ai Germs troviamo i Redd Kross, originari di Hawthorne (California) e formatisi nel 1978 – con uno spirito a tratti demenziale e alcuni brani dalla vocazione vagamente pop, troviamo però in Born innocent del 1982, tutti i “germi” di quel sound che caratterizzerà la produzione di molto del grunge a venire (Hole, Babes in Toyland e gli stessi Nirvana e Mudhoney).
E’ qui che il punk codificato, con postumi dell’esperienza newyorkese (vedi Dead boys, Heartbreakers) prende una nuova forma e assume le sembianze di un mutante: più isterico, più veloce, a tratti impegnato.
In poche parole, hardcore.

Già reduce dall’esperienza di Washington D.C., Henry Rollins entra a far parte dei Black Flag in qualità di quarto cantante. L’album seminale è Damaged (1981) che racchiude in sé tutto lo spirito del nuovo sound, molto variegato, ruvido, ricco di stacchi e cambi di tempo e assolutamente “contro”: Rise above, Gimmie gimmie gimmie, Tv Party, Six pack. L’etichetta SST (fondata dal chitarrista Greg Ginn e dal bassista Chuck Dukowski) sarà una delle più importanti label per l’alternative/indie degli anni Novanta.

Da Fullerton, gli Adolescents hanno forse incarnato maggiormente la vena punk dei Germs, hanno saputo portare un contributo riconosciuto come loro marchio di fabbrica per giri di chitarra e riff codificati (l’ORANGE COUNTY HARDCORE – OC HARDCORE) conditi da testi che designano il disadattamento, la voglia di essere diversi dalla massa e il rifiuto dei clichè maschilisti (I hate children, Kids of the black hole, LA girl, Creatures, presenti nel primo album Adolescents, del 1981).

L’Orange County, oggi considerata il regno dei fighetti figli di papà californiani, era in realtà abitata da moltissimi ragazzi in difficoltà, immigrati e disadattati e senza un futuro luminoso.
Nello stesso ambito troviamo i Circle Jerks, fondati nei pressi di Los Angeles dall’ex cantante dei Black Flag, Keith Morris, con l’album Group Sex (1980).
    Al di fuori di ogni logica (ed è anche questo il bello dell’hardcore californiano) troviamo un gruppo ancora in attività come gli TSOL (True Sounds of Liberty) a tutti gli effetti esponenti del genere ma con tantissime risorse in ambito death rock e dark (vedi Damned, Christian death).
Dance with me (1981) e il precedente demo con Silent majority, You don’t have to die, Superficial love e 80 Times sono una tappa imperdibile dell’hardcore di Los Angeles.

Sullo stesso tenore, i losangelini Fear, veloci, grezzi e sboccati, di cui vale la pena avere The Record (1982) e perlomeno ascoltare lo strepitoso Live in Eugene, Oregon dello stesso anno.
L’hardcore californiano è anche infarcito a volte di ossessioni rock; la parabola dei Social Distortion insegna, scomodando da più parti influenze quali Clash e Sham 69. Il cantante e chitarrista Mike Ness, autore della maggioranza dei brani inclusi nello storico Mommy’s little monster, (1983) da galeotto rimarrà estromesso dalla scena almeno fino al 1988 (data del successivo Prison Bound, dal titolo profetico).

L’hardcore punk californiano ha assunto anche connotazioni decisamente più impegnate e mirate, in special modo grazie a Dead Kennedys ed MDC. Entrambi originari di altri luoghi, rispettivamente Denver e Austin, con rispettivi frontmen di indubbio impatto (Jello Biafra e Dave Dictor), hanno regalato alla scena la connotazione più anti-macho anarchica e militante, grazie a capolavori come Fresh fruit for rotting vegetables (1980) e Millions of dead cops (1982), da cui deriva l’acronimo MDC, poi mutato in più varianti (Millions of dead christians – 1987, More dead cops – 1988).
L’alternative Tentacles fondata da Biafra è a tutt’oggi una delle etichette più rappresentative della scena punk-hardcore.
La slam dance (molto più violenta del pogo) ha caratterizzato le performances live di tutti i gruppi sopra citati, il disprezzo per le mode, per il punk ’77 codificato in mohicane e chiodo che qui in California non ha più alcun senso, fa sì che lo stacco dalla scena europea dell’epoca sia totale: risse a ripetizione, scontri con l’autorità e carenza di luoghi adatti per i concerti ha causato lo sgretolamento della scena che già intorno al 1987 aveva perso totalmente motivazione (Black flag e Dead Kennedys si sciolsero in quegli anni).

Quando il suonare più veloce ha lasciato spazio alla ricerca di una commistione con il metal, l’hardcore californiano si è quasi ripiegato su se stesso. L’unica band hardcore punk per antonomasia che, andando contro la velocità, ha creato una sorta di hardcore-non hardcore porta il nome di Flipper. Formatisi a San Francisco nel 1979, i Flipper hanno influenzato moltissimo i Nirvana.
Generic Flipper (1982) e Gone fishin’ (1984) entrambi per la Subterranean records, sono gli album fondamentali della discografia dei Flipper, oggetto di molti cambi di organico fino alla formazione odierna, che vede al basso appunto Krist Novoselic, ex Nirvana.

Sara Palladino

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