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Speciale My Kingdom Music

La My Kingdom Music è una delle etichette italiane più attive sul mercato. Nata nel 2001 ad opera di  Francesco Palombo, già noto nella scena musicale Underground come redattore della rivista VAMPIRIA, per dare spazio a tutte quelle realtà underground, nostrane e non, che si muovevano in campo metal e dark, oggi conta un catalogo con più di trenta produzioni all’attivo e un rooster che comprende nomi quali Crowhead, Crest Of Darkenss, Deinonychus e Rain Paint, oltre a realtà italiane di grande spessore come Klimt 1918, Room With A View, e  Even Vast. Da poco l’etichetta campana ha immesso sul mercato una manciata di cd targati New Dawn Series (Orient Express, Aura, Rosa Antica, Shivan e altri), che ne arricchisce l’offerta.
Con questo speciale ci occuperemo delle ultime uscite della My Kingdom Music.

Despairation – A Requiem In Winter’s Hue

Mi tocca ammettere che i tedeschi Despairation sono una piacevole sorpresa per me. Dico che mi tocca ammetterlo perché in realtà il gruppo è al suo quinto disco. Fatta ammenda della mia ignoranza, passo a tessere le lodi di questo dischetto. Le note biografiche che accompagnano il cd indicano alla voce  stile rock melanconico. Non sarò certo io a sconfessare questa definizione, ma un però lo voglio mettere (anche perchè se non lo mettessi che starei a fare qui? Lasciatemi lavorare…). Il però è questo: per quanto triste e melanconica sia la musica proposta dal gruppo alla fine dell’ascolto ti lascia comunque una sensazione di benessere e buonumore. E’ strano a dirsi, ma le tinte oscure usate dalla band sono comunque tenui (quasi pastello) e ti portano in una dimensione dove il dolore è solo un fase temporanea e se guardi bene là in fondo c’è la luce. Dal punto di vista musicale di metal in questo cd ce n’è poco, ma questo non importa vista la qualità della musica. Le band di riferimento sono i Porcupie Tree (i primi, quelli meno impegnati a seguire le orme dei Dream Theater) e gli Anatema più recenti. Se mi è concesso di andare oltre (e mi è concesso visto che la recensione la sto scrivendo io) un parallelismo che si potrebbe fare, tenendo pur sempre conto delle evidenti differenze stilistiche, è quello tra questo album e Nighttime Birds dei the Gathering. Pur scevri delle parti estreme che caratterizzano (o meglio caratterizzavano) la band olandese, i Despairation riescono a creare atmosfere in bilico tra sogno, disperazione e illusione. Non lasciarsi cullare dalle undici tracce contenute in ARIWH è impresa ardua e tutto sommato inutile. Quindi arrendetevi alla disperazione, tanto la luce in fondo al tunnel è ben visibile…

Voto: 7,5/10

www.despairation.com

dperd – Regalerò Il Mio Tempo

Ci  sono dei dischi che iniziano a piacerti solo dopo svariati ascolti. E’ questo il caso di Regalerò Il Mio Tempo, secondo cd  per gli italiani dperd. Il progetto è un duo sorto dalle ceneri dei Fear Of The Storm  ad opera di Carlo Disimone (tastiera, basso, percussioni e chitarra) e Valeria Buono (voce e tastiere).  Il genere proposto è una miscellanea di sonorità dark, gothic, folk e trip pop. La peculiarità più evidente è l’utilizzo della lingua italiana, che all’inizio può sembrare indigesta, ma che a lungo andare va fortemente a caratterizzare l’opera rendendola originale. Gli arrangiamenti sono curati all’inverosimile e la voce di Valeria è in grado di creare passaggi romantici e disperati. Brani di particolare interesse sono: l’iniziale “Cuore Malato” e la successiva “Come Sarà”. Menzione a parte invece meritano la re-interpretazione del classico di Morricone “Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo”, che nella versione dei Dperd diviene “Il Buono, Il Brutto e L’Oscuro”, e la conclusiva “Sogni Persi”, un esperimento che si distingue dalle altre song. In conclusione, un buon disco consigliato a tutti coloro i quali amano le sonorità “notturne”.

Voto: 7/10

www.dperd.com

 Dream Steel – You

Oggi giorno distinguersi dalla marea di band che affolla la scena power non è cosa semplice. Gli italiani Dream Steel hanno provato a farlo inserendo nei propri pezzi influenze progressive, goth e neoclassiche. L’operazione non è di per sé originalissima, però nel caso dei nostri ha prodotto un disco discreto. Nati nel 1999 dalla volontà di Daniele Mozzanti (chitarra), tra il 2004 e il 2006 il gruppo ha sfornato ben tre promo, per arrivare in questo 2008 all’esordio discografico, grazie alla My Kingdom Music. Durante l’ascolto i gruppi che vengono alla mente sono gli Angra, in primis, ma anche i Dream Theater (soprattutto in “The Flight Of A Butterfly”, brano presente in due versioni.) Il problema di questo disco è che vive di sprazzi, ci  sono momenti entusiasmanti e momenti in cui risulta difficile mantenere l’attenzione durante l’ascolto.  Probabilmente, il tutto è dovuto alla voglia del gruppo di miscelare sonorità diverse per raggiungere una propria identità stilistica a discapito dell’omogeneità; se questo è il prezzo da pagare per il raggiungimento della maturità artistica allora  non è nulla di cui preoccuparsi. A noi non resta che aspettare il prossimo disco per valutare se il processo di crescita è giunto a termine o no.

Voto: 6/10

www.dreamsteel.it

Saratan – The Cult Of Vermin

Che diavolo sta succedendo in Polonia? Dimessi gli abiti di terra natia del papa e di allenatori sfigati (Boniek voi come lo definireste?) ecco che il paese che per anni è stato preda ambita del Terzo Reich e unione Sovietica si riscopre paradiso del metal estremo europeo. Quante nazioni possono vantare band quali Behemoth, Vader, Decapited e Hate? Poche… ma la cartina tornasole dello stato di salute di una scena è data dalle band minori, e anche qui non si sfugge se è vero come è vero che a popolare l’underground polacco ci sono band del valore degli Saratan. Nati nel 2003, oggi arrivano all’esordio con un album fenomenale che riesce a fondere su una base thrash, death, black e doom. Quindi niente paura se vi sembrerà di ascoltare i Testament e di tanto in tanto  Autopsy, Suspera e Nile. Infatti la band pur non inventando riesce a fornire una prova maiuscola e soprattutto varia e piacevole. Tutte le undici tracce del disco si lasciano ascoltare con piacere, ma l’apice del disco è la conclusiva “Vermin”, brano in cui confluiscono in modo omogeneo tutte le diverse influenze rendendo il pezzo “misterioso” e senza tempo. Gran bella scoperta questi Saratan!

Voto: 7,5/10

www.myspace.com/saratanband

Thanatoschizo – Zoom Code

Da più d’un decennio i portoghesi Thanatoschizo rappresentano una delle realtà più difficilmente catalogabile della scena metal europea. Questo Zoom Code contiene tutte le peculiarità presenti nei dischi passati: death, progressive, doom e musica etnica. Le influenze world music (arabe in particolare) caratterizzano fortemente  questo album, donandogli un fascino esotico e fuori dal tempo. “L.” è esemplare, sembra di ascoltare i The Gathering del meraviglioso Nighttime Birds in “salsa mediterranea”.  Gli amanti degli Amorphis (periodo Elegy) troveranno pane per i propri denti nella successiva “Hereafter Path”. La bellezza di questo disco sta anche nel fatto che le undici canzoni non solo possono essere gradite dagli amanti del metal, ma possono piacere anche agli ascoltatori di gruppi come Radiohead o, soprattutto, Porcupine Tree.  Ad accompagnare i sei membri del gruppo, compaiono in qualità di guest Timb Harris  degli Estradasphere (violino in “L.”), Zweizz dei Fleurety, Umorale e ex Dodheimsgard (sampling in “The Shift”) mentre Antonio Perreira ha suonato il sax in Awareness. Un disco bello e soprattutto ricco di sapori e suggestioni. Consigliatissimo.

Voto: 7,5/10

www.thanatoschizo.com
www.myspace.com/thanatoschizo

The Void – Vision Of The Truth

Dietro il monicker The Void si celano Diego Fogliaccio (chitarra, voce e tastiera), Giorgio Barroccu (basso e tastiere) e Andrea Di Martino. I tre arrivano all’esordio discografico dopo aver rilasciato due demo e due promo. Il genere proposto è un gothic\dark metal molto simile alle cose di gruppi come Moonspell e Tiamat. Le atmosfere tristi e decadenti create dai tre hanno una capacità di avvolgere l’ascoltatore sin dal primo ascolto, infatti le composizioni presenti in Vision Of The Truth posseggono delle melodie che restano subito ben impresse nella memoria dell’ascoltatore, pur senza perdere un briciolo di oscurità e anche di teatralità La voce di Diego ricorda in parte quella di Fernando Ribeiro dei Moonspell anche se non mancano i richiami al poeta oscuro Nick Cave. Le trame delle tastiere riescono invece a creare un senso di maestosa decadenza.  Non mancano parti aggressive nei brani che riescono a rendere le nove canzoni poco monotone. Su tutte risplende (di luce oscura) “I Need Light (Genere Monologue)”, splendida ballata che tanto deve a Nick Cave. Se siete stufi delle solite proposte in ambito dark e gothic metal, date almeno un ascolto a The Void, certamente ne resterete favorevolmente colpiti.

Voto: 7,5/10

www.into-thevoid.com

Through Your silence – Whispers To The Void

Death metal melodico, ai limiti del metal core, è quanto contenuto nel disco d’esordio degli italianim Through Your Silence. La band attiva sin dal 2005 ha pubblicato nello stesso anno un Ep “Winter Came”. Nelle nove canzoni contenute nel cd il gruppo dimostra una buona perizia tecnica e una buona attitudine a costruire song in egual misura aggressive e melodiche. Se dovessi fare un paragone con altre band, citeri senza ombra di dubbio i Dissenction. Il disco prodotto da Ettore Rigotti dei Disarmonia Mundi suona in modo impeccabile e dà giusto risalto al lavoro delle due chitarre “taglienti”. Brani che ho particolarmente apprezzato sono “Destre”, “The Groom” e “Failure”. La band pecca forse di originalità, ma essendo questo il primo disco di tempo per maturare una propria personalità artistica c’è, visto e considerato le buone basi di partenza. Restiamo in attesa delle prossime mosse del gruppo.

Voto: 6,5/10

www.troughyoursilence.com

Ticket To Hell – Man Made Paradise

I Ticket To Hell sono il progetto solista del messicano Jacobo Cordova (Antiqua e Project Firestar). Oltre a essere il mastermind del gruppo, il buon Jacobo è anche l’unico membro della band. Sin dalle prime note della canzone omonima posta in apertura, diventa chiaro che questo disco è un tributo alla gloriosa scena tharsh\black europea degli anni 80. L’influenza delle triade tedesca Kreator, Sodom e Destruction è palese, così come quella di Bathory e Celtic Frost. Niente menate intellettualoidi qui: c’è solo sudore, passione e violenza… tanta violenza. A stemperare questa cascata d cattiveria ci pensano degli inserti di death metal di stampo scandinavo,  o se preferite di scuola new thrash (The Haunted, Carnal Forge e compagnia tamburellante). Pezzi forti del disco sono l’iniziale “Ticket To Hell”, “A.H.” e “Eyes Of Ire”, durante le quali vi sarà difficile restare fermi con il capoccione. Una piacevole sorpresa questi Ticket To Hell…

Voto: 7/10

www.myspace.com/tickettohellband

g.f.cassatella

Info: My Kingdom Music / P.O. Casella 31 / 84015 Nocera Superiore (SA)
Tel / fax: 081,932306
e-mail: info@mykingdommusic.net
Web: www. mykingdommusic.net
Space: www.myspace.com/mykingdommusic

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