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Speciale Listenable Records

L’etichetta francese Listenable Records è una delle più attive a livello europeo. Sempre attenta alle ultime tendenze metal estremo la LR può vantare ormai un rooster sostanzioso e ben assortito. Aborted, Anorexia Nervosa, Exuhmed, Scarve Lyzanxia, Immolatio e Incantation, sono solo alcuni degli artisti sotto l’ala protettrice della Listenable.
L’obbiettivo di questo speciale è quello di fare una panoramica sulle numerose uscite che l’etichetta francese ha immesso sul mercato in questi ultimi mesi.

Asesino – Cristo Satanico

Finalmente disponibile anche in Europa il secondo capitolo della saga Asesino, gruppo capeggiato da Dino Cazares. Più vicino a quanto fatto con i primi Brujeria che alle cose dei Fear Factory, questo dischetto è di gran lunga migliore dell’esordio dei Divine Heresy, ultimo progetto messo in piedi dal paffuto chitarrista messicano, e dai più spacciato come capolavoro (a mio parere un buon disco e niente più). Il brutal\death degli Asesino è quadrato, marziale e tritatutto. Il tocco del buon Dino è riconoscibile e soprattutto è a livelli stratosferici, non lo si sentiva così informa da decenni.  L’uso dello spagnolo dona un fascino esotico e misterioso al tutto. Anche questa volta i testi narrano le vicende d’uno oscuro personaggio messicano (assassino, spacciatore e tanto altro) realmente esistito, ma se il primo capitolo ne narrava le vicende (più o meno reali) della vita  sino alla morte, questo platter narra il suo ritorno dall’Inferno, per soddisfare la propria fame di vendetta. Menzione a parte merita la conclusiva “Y Tu Mama Tambien” che esula dal concept e che narra di una ragazzo messicano che per conquistare il cuore della propria amata si esibisce in una serenata durante la quale decanta le doti amatoriali della di lei mamma… La speranza è che Dino accantoni i DH  per dare maggiore spazio agli Asesino e che venga a farci visita nel Vecchio Continente…

Voto: 8/10

www.myspace.com/asesino

Bloodjinn – This Machine Runs On Empity

Per nulla esaltante questo This Machine Runs On Empity dei Bloodjinn. Il gruppo, attivo da qualche anno e con alle spalle uscite targate Goodfellow e Tribunal, torna con un disco pieno di quei cliché che tanto vanno di moda dall’altra parte dell’oceano e che, ahimè, tanti proseliti sta facendo anche nel Vecchio Continente.  A differenza però di altri gruppi che pur non avendo in sé il seme dell’originalità, ovviano al gap con la passione e il sudore, i Bloodjinn danno l’idea di essere svogliati e di essere arrivati al disco solo per caso… Almeno che non siate dei patiti del metalcore ad ogni costo potete stare lontani da questo disco.

Voto: 5/10

www.bloodjinn.com

www.myspace.com/bloodjinn

Hate – Morphosys

Quando si parla di Polonia in ambito metal il pensiero corre subito al death metal dei Vader dei e Behemoth (a mio avviso quanto di meglio la scena death mondiale proponga, unitamente ai Nile e a gli Hate Eternal). Subito dopo ci sono gli Hate. La formula è la stessa delle band su citate, la classe è di certo inferiore, però a questo gap gli Hate hanno cercato di porre rimedio facendo ricorso a una certa dose di elettronica che permette loro di non risultare dei meri cloni delle big band made in Poland. Le otto tracce di questo disco mostrano una band in ottima salute che sa come si suona death senza ricorrere a soluzioni melodiche per rendere il prodotto più appetibile. Il disco è suonato in maniera impeccabile e prodotto in modo ineccepibile, il gruppo di par suo è abile nel costruire ritmiche quadrate e riff assassini. Il ricorso all’elettronica non è mai eccessivo e non risulta mai troppo invasivo. Non un ottimo disco ma sicuramente un buon lavoro. E’ anche grazie a band come questi Hate che l’underground europeo riesce a competere con la scena death statunitense.

Voto: 7/10

www.hatesatanic.org

www.myspace.com/hatepoland

Mahatma – Perseverance

Coreani d’origine, ma americani nello spirito. Questi sono i Mahatma, autori di Perseverance, uno dei migliori album thrash (classico) che mi sia capitato d’ascoltare ultimamente. Attivi sin dal 1993, arrivano con questo secondo album (il precedente The Endless Struggle Against Time è targato 2005) su Listenable Rec., il che dovrebbe garantire al gruppo la giusta esposizione anche nel nostro continente. La ricetta dei Mahatma è semplice: picchiare e urlare! Non sono originalissimi, ma con la propria grinta (e perché no, perseveranza) sono riusciti a pubblicare un album degno di nota, a cavallo tra Death Angel e Megadeath. “Beginning Of The End” e “Unseen Enemy” sono dell belle “botte” poste in apertura. Ma è tutto il disco a garantire globalmente un ascolto piacevole sino alla conclusiva “Despair Overcome”, discreta thrash ballad. Difetti? La cover di “Painkiller”, dovrebbero proibire ai gruppi di suonarla… ok, è un grande pezzo, ma è presente su un disco sì e l’altro no… Premiate la perseveranza di questi coreani dando almeno un ascolto a questo cd!

Voto: 7/10

http://cafe.daum.net/MAHATMA
www.myspace.com/mahatmametal

Marionette – Spite

Un nome come Marionette a noi italiani non può non apparire strano visto e considerato che il gruppo in questione viene dall’algida Svezia. Il gruppo è nato nel 2005 ad opera del bassista Mikael Medin, il quale voleva combinare death metal melodico svedese e musica Giapponese (in particolare la scena visual-kei). Il risultato? Un disco discreto, niente più. Se amate il death metal melodico questo disco vi piacerà senz’altro, anche perché le influenze giapponesi sono ridotte all’osso. Troverete tanta melodia, parti aggressive (di stampo hard core oltre che death) e parti più oscure, ma novità particolari no. Nei momenti migliori i Marionette ricordano gli SYL, ma con meno classe. Per il momento  mi sento di attribuire una sufficienza, se pur stiracchiata, a questo disco. Magari il tempo mi farà cambiare idea in meglio o… in peggio.

Voto: 6/10

http://www.marionette.se/
http://www.myspace.com/marionettesweden

Textures – Silhouettes

Sin dall’iniziale “Old Days Born Anew” si capisce che questi Textures non scherzano. Giunto al terzo album, il gruppo propone un metal moderno e  “modernista”, che tanto deve a band quali Machine Head, SoulFly, Strapping Young Lad e, perché no, Voivod. La band sa quando picchiare duro, ma sa anche quando rallentare per creare soluzioni “malate” e stranianti. Il suono è ricco e saturo come va tanto di moda oggi e non mancano neanche le tanto odiose voci pulite, anche se ridotte al lumicino. Ciò che distingue i Texture dalla miriade di band che popolano l’universo metallico è la capacità di creare pezzi intricati e mai banali, certo la notevole tecnica individuale dei sei membri aiuta molto in questo. “The Sun Architect” non sfigurerebbe nel repertorio dei primi Machine Head, mentre “Awake” ha un’apertura melodica che ricorda i migliori SYL. E’ un carrarmarto impazzito “Laments Of An Icaraus” che ti lascia respirare nella parte centrale per annichilirti definitivamente nel finale. Notevoli sono anche “State Of Disobedience” e “Messengers”. In conclusione, non possiamo che affermare che questo è un album da ascoltare assolutamente e che i Textures sono un gruppo da tenere sott’occhio!

Voto: 7,5/10

www.myspace.com/textures

Treponem Pal – Weird Machine

Industrial, tossici, pischedelici, metallici, etnici, ipnotici, questi sono alcuni degli aggettivi utilizzati da sempre per descrivere il sound di questa band transalpina. La realtà è una sola: i Treponem Pal sono i Treponem Pal, ovvero un frullatore di generi e idee. Questo Weird Machine non fa che arricchire d’un altro capitolo la gloriosa discografia della band, che infischiandosene  delle mode continua a portare avanti il proprio discorso creativo. Le undici tracce contenute in questo dischetto (alle quali vanno aggiunte tre bonus track) sono l’ennesimo schiaffo alla decadente società in cui viviamo. La musica dei Treponem Pal è il suono delle metropoli allo sbando, è la triste fotografia del presente. E’ il funesto manifesto di quel che sarà. “Dirty Dance”, “Hardcore Massive Solider” e “Mad Box” sono le tre delle perle (nere) che risplendono maggiormente nella “collana” Weird Machine.  Sarebbe bello vedere i TP  in tour dalle nostre parti, magari in compagnia dei loro epigoni d’Oltroceano: i Ministry… ma il mondo sarebbe pronto a un evento del genere?

Voto: 8/10

www.myspace.com/treponempal

g.f.cassatella

www.listenable.net
www.myspace.com/listenable

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