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Speciale Dynamo Records (Brasile)

Finalmente il Brasile ha un’etichetta discografica di un certo livello. La nazione carioca è un’incredibile fucina di gruppi, anche talentuosi, ma deve far i conti con un assetto discografico strutturato su un insieme di etichette piccole incapaci di imporre sul mercato il prodotto metal “made in Brasil”. La Dynamo Records sembra essere l’etichetta discografica che riuscirà a sdoganare la scena heavy metal brasiana a livello mondiale. E’ capitanata da Eric De Haas editore di Dynamo Magazine e responsabile dell’ufficio brasiliano della Century Media. Di recente ho ricevuto un pacchetto promozionale contenente ben dieci CD. Iniziamo subito la loro recensione.

- Dr. Sin “Bravo”

I Dr. Sin sono un terzetto in attività da parecchi anni (1993) mentre “Bravo” rappresenta il loro ottavo album. L’album mi è piaciuto molto in quanto ben suonato e prodotto. Difficile descrivervi il sound dei Dr. Sin. Non è un suono unidirezionale. Monotematico. A senso unico. Diciamo che prende il meglio del progressive metal e del thrash metal per creare un sound unico, variabile e mai monolitico. Anzi in certi frangenti si permettono pure alcuni sperimentalismi indus e jazz. Un album di valore per un gruppo di sicuro rimarco.

- Hangar “The Reason of Your Conviction”

Formatisi nel 1997 gli Hangar raggiungono la loro piena maturazione espressiva con un doppio CD intitolato “The Reason of Your Conviction”. Si tratta di un esperimento parecchio ardito. Non è facile comporre materiale da distribuire su due CD. Per fare questo bisogna creare un concept che per lo meno amalgami i vari momenti dell’album. Sapete il pericolo è di perdersi e di risultare fin troppo prolissi. Questo non accade agli Hangar che danno alle stampe un album di grande progressive metal che ha il pregio di non pagare alcun dazio ai gruppi leader del settore come Dream Theater, Symphony X, Sieges Even oppure Threshold. Bravi davvero.

- Tempestt “Bring’em On”

I Tempestt sono un giovane gruppo che esordisce proprio quest’anno con “Bring’em On”. L’album è un buon esempio di hard rock americano con sprazzi di progressive e aor davvero ben calibrati. Il risultato è ancora più convincente poiché abbiamo la partecipazione speciale di Jeff Scott Soto! Il che dimostra la voglia di internazionalizzazione del gruppo… Un album di esordio di buon livello. Vedremo in seguito se le promesse…

- Hicsos “Technologic Pain”


Più spostati su sonorità estreme gli Hicsos. Band attiva dal lontano 1990 e che ha suonato assieme a Anthax, Destruction e Napalm Death! Dicevamo più estremi. Si tratta di una definizione appropriata in quanto il gruppo si muove su tonalità che ricordano i Sod oppure i Cannibal Corpse od ancora i Sacred Reich. Naturalmente il sound è più moderno ed qua e la si intravedono collegamenti con certo nu metal alla Korn. Un gruppo indubbiamente potente quello degli Hicos, ma necessiterebbe di un maggiore tasso di originalità.

- Joel Moncorvo “Muito Alem do Som”

La Dynamo Records è una casa discografica completa e, di conseguenza, non poteva non mancare l’album strumentale. Autore di questo particolare tipo di produzione discografica è il bassista Joel Moncorvo. I brani, naturalmente, non sono heavy metal…neanche alla lontana. Piuttosto si muovono sulla strada di un incrocio fra new age e jazz. Nulla di particolarmente innovativo, ma si passano momenti di relax ascoltando il caldo fraseggio del basso di Joel Moncorvo.

- Nitrominds “Verge of Collapse”

Da Porto Alegre arrivano i Nitrominds. Gruppo veterano della scena hardcore brasiliana in quanto sono in attività da ben quattordici anni! Anche la loro discografia è piuttosto consistente: “Vertge of Collapse” è il loro decimo album. Dicevamo hardcore, ma non aspettatevi Green Day o Agnostic Front. E’ un sound tutto loro. Ho, infatti, sentito echi di Killing Joke e di Tankhard. La resa non è davvero male. Finalmente possiamo ascoltare un sound decisamente fuori dal coro. Un gruppo da tenere d’occhio.

- Karma “Leave Now!!!”

Parecchio strani questi Karma di cui non so granché. Anzi sono fatti per disorientare l’ascoltatore. A un primo acchito mi erano sembrati un gruppo nu metal. Genere parecchio inflazionato di questi tempi. Ma l’ascolto di “Leave Now!!!” mi ha rivelato un gruppo di creare un metal ovattato, a tutto tondo, sofisticato, forte e non interessato al clamore. Se dovessi darvi una pietra di paragone indicherei gruppi scandinavi come Rasmus, Him e gli Amorphis. Ma anche dandovi queste coordinate i Karma riuscirebbero sempre a fuggire da qualsiasi catalogazione. Ecco…un gruppo da ascoltare. Punto e accapo.

- Ungoldy “The Same”

Grazie alla Dynamo Records sto scoprendo che il metallo brasiliano è una scena molto varia. E che spinge a sbagliarsi. Questo è il caso degli Ungoldy. Mi aspettavo di ascoltare il solito s-platter black metal ed invece stavo per cadere in errore. Questi Ungoldy sì suonano in modo molto estremo, ma rifuggono da qualsiasi catalogazione. Certamente il loro sound è influenzato da black, thrash e death. Tuttavia riescono a esprimere un momento di sintesi. Mi è parso di risentire echi di un leggendario gruppo australiano: gli Armoured Angel. Da risentire al più presto…

- Temblor “Thousand Hearts”

Decisamente interessante questo quintetto. I Temblor suonano un hard rock forte, generoso, forse un po’ “old fashioned”, ma terribilmente efficace. Il quintetto carioca se ne frega altamente delle mode e ci regala un album pieno di energia e potenza. Diretto e semplice. Finalmente. In più i brani sono cantati in brasiliano. Il che rende l’album ancor più personale e originale. I testi parlano della vita di ogni giorno in maniera semplice e diretta come il sound. Un gruppo che pensa solo a suonare…

- Hard Rocket “Explosive Band Inside”

Molto trendy questi Hard Rocket. Si atteggiano a star, fin troppo, e ci regalano un album pretenzioso e pacchiano. Rileggono i System of a Down con un’impronta pop/alternativa non proprio riuscita. Il risultato è un album regolato al computer, senza spazio per l’improvvisazione e piuttosto monotono. Quando le leggi del marketing musicale impongono delle strade da intraprendere ad ogni costo, l’offerta musicale ne risente molto.

Termino lo special dedicato alla Dynamo Records ricordandovi che il loro sito è il seguente:
www.dynamoprod.com.br

emanuele gentile

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