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Speciale Dockyard1

L’etichetta tedesca Dockyard1 è una delle realtà più interessanti a livello europeo. Con un occhio rivolto al passato, nel proprio rooster può contare mostri sacri come Virgin Steele e Iron Savior, e uno al futuro, ha fatto dell’eterogeneità del catalogo uno dei propri punti di forza. Dal black metal dei Necromantia all’hard core degli Integrity e Shelter. Dal thrash degli After All all’elettrogothic dei Death Star Assembly. Senza scordare i re del corss-over europeo: i Waltari. Non potevamo, quindi, farci sfuggire l’occasione di prendere in considerazione alcune delle produzioni più recenti di questa etichetta.

Day Eleven – Sleepwalkers

Quintetto di origine finlandese, i Day Eleven cercano di farsi largo nell’underground europeo con una proposta che ha in sé i germi dell’originalità. La basse è il grunge degli anni novanta mixato con elementi quali il punk, riffoni heavy, un certo post rock e, perché no, un certo gusto per le melodie pop. Il risultato non è affatto male, anche se è chiaro che non ci troviamo di fronte ad un album maturo, in quanto il lavoro si presenta poco coeso. Ma ci troviamo di fronte al secondo disco della band, le rivoluzioni sono processi lenti e complicati, e la band avrà tempo per trovare la propria identità. Per il momento ci gustiamo pezzi quali “Dissonance Fading” adrenalinico pezzo posto in apertura, oppure  la ballad grunge“Untitled”. Altri pezzi degni di nota sono “Blood Ruins Thick” e “The Absolute”. Buon disco, non ci resta solo che aspettare il terzo album per capire se il processo di maturazione del gruppo è arrivato a compimento.
Voto: 7/10
www.day-eleven.com
www.myspace.com/dayeleven

Necromantia – The Sound Of Lucifer Storming Heaven

Ho sempre provato un sentimento di ammirazione nei confronti della scena black metal greca. Lontana dai clamori scandalisti di quella norvegese, o dalla monolicità compositiva di quella svedese, ha saputo maturare un gusto proprio che affonda nell’orgoglio dell’era dell’oro della penisola ellenica le proprie radici. Se i Rotting Christ sono la punta di diamante del movimento, subito dietro di loro ci sono i Necromantia. La band di The Magus e Makis non è mai stata particolarmente prolifica (se è vero che dal 1990 ad oggi hanno sfornato solo cinque album), ma ciò che ha pubblicato è sempre stato un degno tributo alla fiamma nera (la discografia è sta ristampata dalla Dockyard1). L’ultima fatica in studio non si discosta dalla produzione precedente, black metal senza compromessi con aperture epico-orchestrali. Il basso a otto corde utilizzato al posto della chitarra continua a dipingere scenari cupi, mentre la produzione low-fi non fa che amplificare l’aura maligna di questa opera. I testi trattano i temi di sempre: sacrilegi, dannazione eterna e, soprattutto, mitologia ellenica. Un altro grano oscuro è stato aggiunto al nero rosario di Lucifero…
Voto: 7/10
www.myspace.com/necromantiaband

Shatter Messiah – God Burns Like Flash

Che cd ci si può aspettare da un tizio che ha militato nei Nevermore e negli Annihilator? Tecno-metal, è ovvio! Dopo l’esordio del 2006, intitolato Never To Play The Servant, tornano Curan Murphy con i suoi Shatter Messiah. Ad accompagnarlo troviamo alla voce Greg “Wags” Wagner (H.A.T.E., ex-Breaker, ex-Archetype), alla chitarra ritmica Dusty Holt, alla batteria Robert Falzano (ex-Annihilator) e al basso Jason Chamberlain. Una formazione che raggiunge un livello tecnico a dir poco elevato. Se la base di partenza è il tecno-thrash gli SM lo impreziosiscono con hard core  power metal vecchio stampo, il tutto rivisto in chiave oscura e teatralità (gran merito di questo và alle doti del vocalist). Il risultato è ottimo, certo non ci si avvicina alle vette compositive dei Nevermore,  ma poco importa. L’iniziale “Idolater”, la title track, e soprattutto “Buried In Black” e “Tomorrow Immortal”, sono quanto di meglio mi sia capitato di ascoltare in questi ultimi tempi in ambito thrash, ora non resta che valutare dal vivo la resa del quintetto statunitense.
Voto: 8/10
www.shattermessiah.com
www.myspace.com/shattermessiah

Vanishing Point – The Fourth Season

Partire dall’Australia alla conquista della ribalta musicale non deve essere cosa semplice. Ci sono riusciti gli Ac\Dc e pochi altri. Tra i tanti che ci stanno provando ci sono i Vanishing Point. Per ora i risultati sono discreti se è vero che con l’album di debutto sono riusciti ad aprirsi le porte del Wacken, e se è vero che con la seconda e la terza fatica  hanno conquistato la possibilità di andare in tour con gruppi come Gamma Ray e Nightwish. Questo quarto disco dovrebbe essere quello della consacrazione, e devo dire che male non è visto che contiene una rilettura, se non proprio originale, almeno interessante di quelli che sono i normali canoni in ambito prog. Nel disco ci sono canzoni di tutto rispetto quali “Hope Among The Heartless”, “I Within I” e “One Foot In Both World”. Se il disco avesse mantenuto la media qualitativa dei tre pezzi elencati, sarebbe entrato direttamente nella mia speciale classifica dei dischi dell’anno. Ma invece così non è. Il resto del disco è meno incisivo e non permette alla band di fare il salto definitivo. Questo non vi spaventi, la band rimane una delle migliori promesse in campo prog, ma il prossimo disco non potrà essere fallito.
Voto: 7/10
www.vanishingpoint.com.au
www.myspace.com/vanishingpointofficial

Voyager – Universe

Gli australiani Voyager, forti delle esperienze maturate dividendo il palco con personaggi del calibro di Steve Vai e Yngwie Malmsteen, tornano con un album nuovo di zecca (il secondo, per la precisione). Il genere proposto è un power metal che sfocia nel prog, ma che possiede delle venature dark. Per intenderci, potrebbero piacere ai fans degli Evergrey. L’album è di facile ascolto e ricco di melodia, ma non risulta per nulla originale. Le canzoni son ben scritte, ma non hanno quel quid che dovrebbe garantire loro di andare oltre la sufficienza. Canzoni che spiccano tra le undici proposte sono “Deep Weeds”, “Everwaiting” e “One More Time”. In appendice il cd contiene il video di “Sober”, ma anch’esso non brilla di originalità. Sufficienza stiracchiata.
Voto: 6/10
www.voyager-australia.com

g.f.cassatella

www.dockyard1.com
www.myspace.com/dockyard1

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