:: SPECIALE STYGIAN CRYPT
Le case discografiche mi amano troppo, questo è poco… Prendete per esempio la Stygian Crypt. Ricevo un loro pacchetto e vi trovo dentro una decina e più di promozionali. Bello, penso… Un incubo perché il tempo per ascoltare compiutamente il materiale è davvero scarso. Quindi, si cerca fra un tempo “morto” e l’altro di dare un’ascoltatina ai Cd e, di conseguenza, di approntare le recensioni. Certamente il poco tempo va a detrimento di una recensione completa, ma altro non si può fare…
La Stygian Crypt è un’etichetta russa specializzata in sonorità doom con un’incredibile varietà stilistica. Infatti, non si deve credere che il doom sia un genere monolitico, ma, anzi, è vieppiù polivalente e cangiante. Questo lo si denota dall’ascolto dei Cd inviati. Ascoltando i Cd ci si accorge come quanto sia vivo questo genere musicale che spesso è considerato, a torto, legato al passato e privo di interesse.
Le proposte della Stygian Crypt ci permettono di dare uno sguardo molto “up-to-date” sul genere. Andrò in ordine sparso. Ad esempio, i russi The Ethereal sono campioni assoluti del doom più classico e pachidermico. Il loro recente album consta appena quattro brani per quasi 60 minuti di musica lenta, ipnotica e raggelante.
Ben altra cosa sono i Folkearth, gruppo formato da musicisti appartenenti a una decina di paesi, Italia compresa. Questa band suona doom metal sul versante viking e pagan in modo assolutamente devastante. Sembriamo all’interno del Nord perenne e non troviamo la strada per uscirne.

Più sognanti i Sea of Desperation che preferiscono veleggiare verso sonorità coldwave e dark melodiche con sempre quel feeling doom a creare la cornice ideale per il loro playing. Davvero notevoli e con idee per nulla banali.
Con i Comatose Vigil, invece, siamo sull’orlo della schizofrenia più devastante. Il loro è un sound straniante e pieno di psicosi angoscianti. E con un background black metal che non vi dico…
Più aperti al dialogo con l’esterno sono gli Autumn che sviluppano un doom metal onirico e metafisico capace di disegnare preziose trami musicali. Gruppo molto preparato tecnicamente, in possesso di un’incredbile fantasia compositiva e aiutato da una registrazione impeccabile.

Più spostati sul territorio del power progressive i Tears of Mankind. Interessante esempio di come il doom riesca a diventare più terreno e a dialogare con generi musicali accessibili e meno tetragoni.

Assolutamente eterei gli Amber Tears che cercano di mediare fra una concezione doom e sonorità che molto devono a certo black metal psichedelico e onirico. In alcuni frangenti possono accostarsi ai Mortiis.

Con gli Arcanar, invece, ci si addentra in percorsi di thrash metal che flirta con il doom metal. Il sound è potentissimo e pieno di forza devastante. Un sound molto svedese che viene rielaborato con modalità molto vicine a InFlames o Dimmu Borgir.
Decisamente epigoni dei My Dying Bride i libanesi Kimaera che producono un debut album bello e dalle fortissime suggestioni ossianiche. Il controcanto femminile da un feeling particolare e sognante ad un sound molto doom ed epico… Un gruppo da tenere d’occhio…

Se volete saperne di più su questa etichetta molto interessante andare sul link riportato qui sotto e buon viaggio…
http://stygiancrypt.cjb.net
EMANUELE GENTILE
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