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SPECIALE SID & NANCY

A detta di quasi tutti, la comparsa di Nancy Spungen nella vita di Sid Vicious, portò con sé l'eroina - "nauseating" Nancy, come la chiamava Ann Beverly (madre di Sid) era forse la persona che lui mai avrebbe dovuto incontrare.
Non una bellezza ma, nelle parole di Iggy Pop, con "qualcosa di diverso dalle altre" che poteva attrarre.
In realtà, credo che i due si tenessero in piedi assieme. Sid voleva vivere e "andare a dormire con i tacchi alti" come dice Johnny Rotten, evidenziando che il suo compare voleva fare la vita rock n' roll a tempo pieno.
Pochi sanno che Nancy ebbe problemi comportamentali fin dall'infanzia, famiglia ebrea facoltosa che opta per cure psichiatriche a partire dai tre anni, fughe da cliniche e scuole speciali e con qualche tentativo di suicidio alle spalle e una sempre incerta diagnosi di schizofrenia.
Appena può fugge dal piccolo universo di Philadelphia e approda a NY, diciottenne.
Inizialmente collabora con fanzines varie, segue i suoi gruppi preferiti in giro per locali (Bad Company, Aerosmith) e poi diventa ballerina a go go/ prostituta.
Il machismo del rock vedrà sempre di traverso questi personaggi e, come dice David Dalton nel suo "El Sid", l'attitudine unisex del punk non servirà ad arginare del tutto questa tendenza.
Qui non stiamo parlando di personaggi alla Marianne Faithfull o simili, muse che si celano dietro all'arte.
Nancy è un'immagine dura e cruda di una giovane ventenne di periferia cresciuta troppo in fretta e che, a suo dire, non vuole diventare vecchia e brutta. Non è una groupie classica, non "dipende" da nessuno.
Tutto brucia velocemente, attorno ai due, come la loro stanza del Chelsea Hotel che prende fuoco a causa di un mozzicone.
La fine di Nancy è l'epilogo tristemente atteso da tempo, una giovane che nascondeva dietro al trucco pesante, alla droga, tutto il suo bisogno di esistere e allo stesso tempo, di autodistruggersi. Deborah Spungen, la madre, dirà in "And I don't want to live this life" che nel viso di Nancy morta vide la pace. Finalmente.
Il suo Sid la segue a distanza di una manciata di mesi.

La mattina del 13 ottobre 1978, il corpo senza vita di Nancy Laura Spungen (20 anni) fu ritrovato, in posizione accovacciata, sotto il lavandino del bagno nella stanza numero 100 del Chelsea Hotel, New York. Il corpo presentava una profonda ferita all’addome.
Il primo (e apparentemente unico) indiziato dell’omicidio era Sid Vicious, ex bassista del gruppo punk londinese dei Sex Pistols, con il quale la vittima viveva appunto al Chelsea.
Vicious (vero nome John Simon Ritchie) fu accusato di omicidio di secondo grado e sottoposto ad un programma di riabilitazione in carcere, in attesa del processo.
A detta di alcuni testimoni, il suo stato di shock era palese, diceva di non ricordare e comunque di non essere stato lui.
Joe Stevens, un fotografo freelance, tra i primi ad arrivare sulla scena del delitto, disse alla stampa che c’era sangue dappertutto (Nancy era morta per dissanguamento) sul letto, sul pavimento, e accennò al fatto che Sid aveva un patto suicida con la ragazza americana: le braccia del bassista erano visibilmente ferite.
Sid disse che Nancy aveva “piazzato” la pancia davanti al coltello che lui aveva impugnato durante una lite, ma che non si accorse di averla ferita. Una dichiarazione certo poco credibile, considerando che il giovane era sotto l’effetto di alcool e pillole e in evidente stato confusionale.
Il 17 ottobre, Sid Vicious uscì su cauzione ma rientrò in carcere, per rissa, il 9 dicembre.
Scarcerato una seconda volta, morì per una overdose il 2 febbraio 1979. Aveva 21 anni.
Dopo il fatto, il caso Nancy Spungen (archiviato come omicidio dall’NYPD) non fu mai più riaperto, nonostante evidenti lacune che andremo ora ad esaminare.

La sera precedente l’omicidio, la coppia diede una festa nell’appartamento. Molti ricordano un totale affollamento, gente che andava e veniva.
Il musicista Eliot Kidd si ricorda in particolare di un individuo, uno spacciatore del quartiere di Hell’s Kitchen, conosciuto nell’ambiente. Questa persona si trattenne fin dopo la fine della festa, quando Kidd se ne andò era ancora nell’appartamento.
Sid Vicious raccontò che la mattina seguente si era alzato, era andato in bagno e aveva trovato Nancy morta.
Da qualche anno a questa parte, la tesi della rapina perpetrata dallo spacciatore è quella che appare più credibile: Nancy, rimasta sveglia mentre Sid era collassato, si accorse che l’individuo frugava nei loro cassetti alla ricerca di denaro, gli si avventò contro e venne pugnalata.
Dalla camera, in effetti, risultarono mancare 80 dollari.
Qualcuno vide movimenti sospetti attorno alla camera 100 verso le 4 del mattino.
Molti non ritengono possibile che Sid Vicious abbia ucciso Nancy perché, a detta di parenti e amici, lui l’amava profondamente. Dopo la morte di lei, Sid tentò il suicidio più volte.
“Voglio raggiungere Nancy, la mia bambina. Non ho mantenuto la mia promessa”, diceva, confidandosi con la madre.
D'altronde, non esiste alcuna confessione scritta dallo spacciatore, oggi morto. Eppure questa pista fu battuta dalla Squadra Omicidi.
Scagionare Sid Vicious non fu così facile, il coltello era pieno di sue impronte digitali ma, del resto, era suo e lui viveva lì... Lui e Nancy avevano da poco acquistato quel coltello per difendersi da eventuali aggressioni.
A distanza di trent’ anni, questa storia ormai archiviata non sembra farci sperare in una soluzione, considerando che i protagonisti sono quasi tutti morti.
Sid e Nancy vengono spesso ricordati con romanticismo come una sorta di Romeo e Giulietta del punk ma, a dire il vero, questa faccenda ha davvero poco di romantico.
Nel 1986, il regista Alex Cox dedicò una pellicola alla loro storia: SID & NANCY.

BIBLIOGRAFIA  ESSENZIALE
- Con un lucchetto al collo, David Dalton
Sperling e Kupfer, 1999

- Sid’s way, Alan Parker - Keith Bateson
Omnibus Press, 1998 (lingua inglese)

- Please kill me, Legs Mc Neil - Gillian Mc Cain
Baldini Castoldi, 2006

Sara Palladino

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