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Ronin di Frank Miller

- La farfalla che sogna di essere un uomo o è un uomo che sogna di essere una    farfalla che sogna di essere un uomo?-

Premetto una cosa: i disegni di questo fumetto non sono belli anzi, sono bruttini,  per quanto abbiano uno stile già in pieno sviluppo. Per i paragoni vi rimanderei a un “Sin City” o un “Elektra vive!” dello stesso Miller, e vi renderete conto di quello che intendo. Credo che buona parte del risultato (in negativo) sia dovuto all'inchiostrazione a volte davvero grossolana che acuisce il senso di grezzo, non la trovo incisiva come in “Sin City”, coi suoi bianchi e neri netti e affascinanti.
Ma l'impostazione delle vignette, il loro ritmo e la storia sono ineccepibili e davvero sorprendenti. Tutto funziona, è leggibile, è godibile fino all'ultima immagine. E nonostante i colori che, specie nella prima metà della storia, sinceramente fanno schifo.
Del resto un fumetto è disegno e storia ed uno non può escludere l'altro.

Una delle caratteristiche delle storie, o di alcune storie, di questo autore è che il futuro che ci dipinge non è mai -dico- MAI un luogo allegro. E siamo in pieni anni '80! E' un futuro (a volte prossimo) davvero cupo, decadente, anzi già decaduto, e senza speranza; senza possibilità, classista, pieno di veleni e delle loro conseguenti piaghe, pieno di tecnologia e di violenza, di mostri degenerati fuori e dentro .
Miller qui parte dal passato, in un altro tempo, un Giappone medioevale dove samurai dall'incrollabile senso dell'onore sono pronti a morire pur di mantenere la promessa fatta al loro signore. Ed è così che un giovane diviene Ronin (samurai senza padrone) per vendicare la morte del suo signore uccidendo il suo assasino: il demone Agat con la spada magica a lui appartenuta. Attraverso un Giappone fantastico, il giovane rintraccia e affronta il demone che uccide trapassando entrambe con quella spada a cui i loro spiriti saranno così legati nei secoli a venire, attraverso il tempo fino a questo futuro cupo, quasi sul baratro della fine.
Siamo in una New York che ricorda la Manhattan di “1999 - Fuga da New York”  ma sovrastata da un enorme complesso ipertecnologico chiamato “Aquarius” che si distacca -in tutti i sensi- da una città che è una via di mezzo tra il post-bellico ed una discarica, dove i cadaveri si confondono coi corpi dei vivi e questi conl e macerie e l'immondizia.

Poche scene e dialoghi ci mostrano che il fondatore ed il suo gruppo di scienziati sono mossi dalle migliori intenzioni, nulla che viene costruito in “Aquarius” deve finire agli eseciti, usato come arma ma solo per il bene della società e dell'ambiente da risanare eppure quando la spada giunge in questo luogo i due spiriti in essa vengono liberati ed Agat penetra nel cuore del complesso e lo possiede, contagiandolo a partire dal computer-madre, Virgo. Ma anche Billy,  un giovane senza arti ma dotato di poteri telecinetici unici, usato per esperimenti bionici per curare il prossimo, anche lui viene posseduto, dal Ronin ed anche lui ne viene trasformato nel corpo e nella mente, anzi, sembra costringere Virgo per far si che gli vengano creati nuovi, forti e proporzionati arti, il suo volto muta aspetto, diviene il Ronin e fugge la morte portata da Agat, giù nelle fogne.
Confuso in un mondo violento e idiota, il giovane vaga apparentemente senza meta, alla ricerca di un qualcosa mentre Agat distrugge e ricrea il corpo del direttore del complesso “Aquarius” che lentamente diviene la caricatura di un burocrate con un ridicolo aspetto da imperatore, con tanto di coroncina tecnologica e presto mostra le sue nuove intenzioni: vendere nuove armi con la nuova e misteriosa biotecnologia che Virgo ha appena creato, con la quale pare poter creare ogni cosa e che lentamente di radica nel profondo del complesso ed ingloba ogni cosa, città inclusa. E quelle armi, si sa, sarebbero incontrollabili.
Attraverso una serie di vicissitudini, il nostro ronin recupera la sua spada e con essa la consapevolezza della sua presenza, la vendetta finale verso Agat e dunque finisce coll'allearsi con il capo della sicurezza -Casey- colei che avrebbe dovuto catturarlo e riportarlo al complesso, salvandola da una fine orribile. Questo è un tempo ed un mondo dove nessuno crede ai demoni o alle maledizioni, dove forse anche le fiabe sono scomparse, il pensiero che possano esistere davvero mette a dura prova le menti logiche dei volenterosi scienziati, alcune di queste menti poi, sono rese più fragili dalle amorevoli cure di Virgo. Ognuno di loro si aggrappa ad a qualunque possibilità pur di far qualcosa, di poter dare un lascito a chi ignora quanto accade realmente pur se turbato dagli eventi insoliti che si sviluppano in “Aquarius” specie quando il personale lentamente viene sostituito da robot biotecnologici...

Continuando rischierei di raccontarvi tutta la storia e svelarvi il finale e invece no!
Mi fermo qui, perchè ve lo dovreste godere e assaporare più di altri, il sorpresone è troppo gustoso per rovinarvelo, no, questa è la classica storia che non va rivelata, non si deve narrare troppo e nulla del finale.

Di pagina in pagina le vignette svelano un ovvio debito ai manga giapponesi - all'epoca vera rivelazione- e anche se scade in certi momenti, il disegno migliora  (ed un pochino l'inchiostratura) diviene più leggero e leggibile, migliorano anche se personalmente certe soluzioni grafiche (tipo questa sorta di materia biotecnologica che pare un brutto blob con dei ghirigori geometrici a imitazione di circuiti di computer) mi lasciano davvero l'amaro in bocca. Scelte di impostazioni sia di vignette che di impaginazione sono comunque vincenti e valide, sia che la narrazione e le scene d'azione siano o frammentate o dilatate, esteticamente non sono sempre godibili eppure si lasciano guardare e non posso che pensare che Miller sia migliorato. Del resto questa storia fu creata tre anni prima di “Batman, il Cavaliere Oscuro”  -dove già vediamo il tratto di Miller evolvere al meglio e come in questo troviamo un assaggio di quel che sarà il suo stile grafico sia in “300” che in “Sin City”- eppure è già un gioiellino che ci fa presagire nuovi tesori che godremo in fututo (attuale presente).

Isapaper

Ronin
Sceneggiatura e disegni: Frank Miller.
Pagine 302
Editore: Magic Press
http://www.magicpress.it

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