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PUNK ITALIANO  - 1977/1983

Il punk come un’epidemia. Che si diffonde inesorabilmente in tutta l’Europa, continentale e non, giungendo qui da noi con una virulenza inaspettata.
In questa sede parleremo quasi esclusivamente dei veri pionieri del 1977, un punk seminale che vive soprattutto della contaminazione di Stooges, Sex Pistols, Slaughter and the dogs, X-ray spex.
Prima dell’hardcore e prima dei “militanz”, prima del crust e prima delle mohicane: un periodo circoscrivibile fino al 1983.

Torino città della Fiat, Torino cupa... nel 1979, in un rigurgito di nichilismo genuino, nasce il primo nucleo dei futuri Blue Vomit, dal 1980 con alla voce il grande Luca “Abort” (dopo il 1984, sempre con il chitarrista Simone Cinotto, fonderà i Nerorgasmo).
I primi pezzi sono un insulto al perbenismo, alla borghesia plastificata e la composizione è spesso squisitamente minimale: “Io non mi alzo in pullman”, “Vivo in una città morta”, “Facile”, “Non sopporto” e, su tutte, “Mai capirai”.
Per molti anni è stato difficile reperire le registrazioni dei Blue Vomit, come il Live a Vanchiglia (quartiere torinese dal quale provengono anche gli storici Kollettivo) del 1982, disponibile solo in nastro; quest’anno è fortunatamente uscito il cd Blue Vomit, contenente tutta l’antologia esaustiva di uno dei migliori gruppi punk dell’epoca, in Italia.
Altra corsa, altro premio.
Nell’estate del 1982 nascono a Roma i Bloody Riot.
Riottosi, appunto, provocatori e portavoce di una gioventù capitolina stufa marcia della politica e dei luoghi comuni.
Con alla chitarra il virtuoso Lorenzo Canevacci, sono fan di Ramones, Damned e Clash.
I Bloody riot sfornano brani indimenticabili quali “Gioventù bruciata”, “Teppa life”, “No eroina”. Un pezzo da museo è il primo 7’’ del 1983 (contenente “Bloody riot”, C.L.S.,”No eroina” e “Naja de merda”).
Gli ultimi concerti - reunion sono segnalati nel 2001, con ospite Jello Biafra dei Dead Kennedys, dopo una storia fatta di incontri (concerti con i Cheetah Chrome Motherfuckers di Pisa, detti anche CCM) e scontri (specie con l’ala militante del Virus di Milano).
Fino a qui tutto bene, si dice ne “l’Odio”...
Nel senso in cui il punk forse dovrebbe essere considerato, ovvero musica per chiunque, il rifiuto delle scale e (qualcuno azzarda) degli accordi “blues”.
- [...]Nessuno di noi sapeva suonare ma ci bastava la rabbia e la voglia di esprimere ciò che provavamo e per sopprimere la noia che ci assaliva ogni giorno[...]-
(i Kollettivo, da “Antiutopia” del 1983).

A Bologna, forse, qualcuno non la pensava proprio così... a parte l’inizio fracassone, infatti, non commettiamo l’errore di dimenticare gli Skiantos, uno dei primi gruppi a far uscire un disco, “Inascoltable” ( inizialmente reperibile solo su nastro e da poco ristampato) nel novembre 1977. Capitanati da Roberto “Freak” Antoni, con alla chitarra il grande “Dandy bestia”, seppur con innumerevoli cambi di organico, gli Skiantos seppero unire testi demenziali ad un rock di chiara matrice punk; si autodefiniscono ancor oggi "l'unico gruppo che è partito dalle cantine per arrivare alle fogne!"
Storici pezzi come “Io sono un pestone”e “Tutti fatti”.
Nel successivo lp Monotono (1978) troviamo poi uno dei migliori pezzi punk scritti in Italia, “Eptadone”.

In realtà, molte e differenti saranno le correnti di pensiero. In questa sede, proseguendo la nostra retrospettiva, nominiamo tutti quei gruppi “meteora”, nati sulla scia del ’77 i quali, pur rapportandosi direttamente con il movimento, non hanno avuto lo slancio creativo proprio di Blue Vomit e Bloody Riot e si sono estinti, giocoforza, in brevissimo tempo ( a volte anche solo dopo un 7’’):
le milanesi Kandeggina Gang (con Jo Squillo ancora ragazzina, alla voce), i romani Petrolio, gli Incesti, i Tampax, i No submission  (i Vice Squad italiani, per intenderci), i Satan 81. Dai nomi, la militanza punk è lampante.
Per raccogliere il materiale di quei primissimi anni Ottanta, altrimenti difficile da reperire, ci viene in aiuto la compilation Killed by death d’Italia (1977-1983) davvero imperdibile.
La cosa molto positiva è il cantato in italiano (a parte qualche eccezione in inglese), i testi diretti e chiari, la volontà di farsi vivi in un mondo sempre e inesorabilmente “marcio”.
-Quale salvezza, quale domani? Questa realtà mi impone la sofferenza- cantano i torinesi Declino in “Coscienza distruttiva”.

Il 1983 è quindi da considerare un sorta di spartiacque; forse è proprio a partire da qui che il punk “’77” si sgonfia della facciata nichilista d’origine, dell’attitudine con borchie e chiodo di pelle, divenendo qualcosa d’altro, un movimento più profondo, sociale, legato spesso e volentieri all’antimilitarismo e all’attivismo.
Anche la musica cambia, si fa più veloce, più dura, incazzata. Non è più punk, è hardcore.
Già nel 1982 nascevano a Milano i Wretched, storico gruppo del filone hardcore italiano. I Wretched conducono attività parallele a quella musicale, nel circuito del Virus: volantini, caoszines, antimilitarismo.
Nel 1983, poi, si formano i Negazione, sempre in quel di Torino; un gruppo famoso a livello mondiale e amato anche dagli appassionati di metal.
Ma questa è davvero un’altra storia...

Sara Palladino

DISCOGRAFIA ESSENZIALE (rintracciabile)
Blue vomit - “Blue Vomit” 2007, SOA records, cd - raccolta/live
Bloody riot - “Disubbidisciti” 2001, Onda rossa, cd - raccolta/live
AA.VV. (Kandeggina gang, Petrolio, Satan 81, Incesti, Decibel, Tampax... ) - “Killed by death d’Italia (1977-1983)” lp - compilation
Nerorgasmo - “Nerorgasmo1993, El paso produzioni, lp - raccolta
Skiantos - “Monotono 2003, Latlantide, ristampa cd + bonus tracks

…A TASTE OF PUNK-HARDCORE...
Declino - “Declino” 1983 , autoprodotto, ep
Wretched - “Libero di vivere libero di morire” 1984, Chaos produzioni, lp
Negazione - “Tutti pazzi” 1985, autoprodotto, ep ristampato su cdSara Palladino

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