Costretti a sanguinare - il romanzo del punk italiano 1977-1984
Autore Marco Philopat
Edizioni Einaudi
Anno 2006
Dalla prima edizione esaurita nel 1997 per la Shake edizioni (di cui l'autore, Marco Philopat, è uno dei creatori) ecco nuovamente edito dalla Einaudi, uno dei documenti più significativi del movimento punk in Italia e, più precisamente, a Milano.
Partendo da una disquisizione abbastanza discutibile sulle acconciature modaiole, e proseguendo nello stabilire le fondamenta dell'anarchismo punk, che avrà la sua base milanese in Via Correggio e con il Virus, Philopat definisce certamente l'ala più "crassiana" (dal gruppo inglese dei Crass, fra i primi ideatori di comuni punk, prese in prestito da modelli hippie) e impegnata che, spesso, nella narrazione, va confondendosi con discorsi sinistrorsi che con l'anarchia hanno poco a che fare.
Interessante il clima che si respira leggendo queste pagine, la nascita di gruppi storici del punk italiano come i Negazione, i Wretched, i CCM e i Bloody Riot (questi ultimi più nichilisti e no future, assolutamente non politicizzati).
Opinabile è stata l'idea di condurre una narrazione totalmente univoca, che non ha lasciato spazio alle altre "voci nel calderone".
Su questo punto, sono da considerarsi certamente migliori libri come "Nel cuore della bestia" (1997) di S.Giaccone e M.Pandini, e "Bloody Riot. Ardecore de Roma 1983-2001".
In ambito straniero, invece, troviamo "Marci, sporchi e imbecilli" di Stewart Home (1996) da poco ristampato.
Questi tre volumi citati hanno, tra parentesi, un pregio : il NO COPYRIGHT.
Discorso differente per "Costretti a sanguinare"; conclusione? Le ideologie passano, purtroppo anche l'impegno sociale.....
voto : 6
Sara Palladino
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