Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





I 100 Migliori Dischi Power Metal (Gaetano Loffredo - Tsunami Edizioni, 2016)

Sedotto prima, abbandonato dopo. Così può essere riassunto il mio rapporto con il powermetal. Innamoratomi dei classici firmati Helloween, Rage, Running Wild, al giro di secolo, pian piano ho iniziato a non riconoscermi più nelle nuove sonorità provenienti soprattutto dalla Finlandia e, perché no, dal nostro Paese. A un certo punto il sentimento d’amore s’è tramutato in disinteresse, almeno finché non è stato recapito sulla mia scrivania il plico della Tsunami contente I 100 Migliori Dischi Power Metal di Gaetano Loffredo - opera che non avrà riacceso l’amore, ma sicuramente ha solleticato nuovamente il mio interesse nei confronti di ciò che negli ultimi anni avevo snobbato. Questo tomo, ben più snello e conciso dell’opera magna di Proust, mi ha guidato nella mia ricerca del tempo perduto, attraverso un cammino scandito, comunque, anche da tappe in terre già bazzicate quando ero ancora un metallaro lungo crinito, oltre che in territori inesplorati. Accanto ai dischi storici delle band citate prima, o dei “campioni” dei miei tempi (Angra, Blind Guardian, Hammerfall ecc.) ho scoperto nuove creature interessanti figlie dei nostri giorni – “Passage” dei DGM (2016), “Space 1992 Rise Of The Chaos Wizards” dei Gloryhammer(2015) – a riprova che il genere comunque ha ancora qualcosa da dire. Ho rivalutato dei dischi che in passato avevo sottovalutato al grido di “ormai è tutta melodia e cantato da palle strizzate o da sirene in corpetti in simil pelle striminziti”, come gli esordi dei Demons&Wizards (e dire che sono un fan sia di BlindGuardian che degli Iced Earth!) o dei Falconer. Gaetano ricostruisce il puzzle dosando abilmente classico e nuovo, probabilmente andando anche oltre i propri gusti per salvaguardare la storicità. L’autore ha preferito puntare sulla qualità e non sulla quantità, bypassando quella regoletta non scritta che vuole che nelle opere di questo tipo il disco sia il pretesto per parlare del suo autore e per questo è meglio mettere quanti più gruppi possibili, in rapporto quasi di uno a uno tra album ed autori. 100 schede per 100 album (massimo tre per una band): potremmo stare qui a discutere su chi manca o su chi è di troppo, però, rischieremmo di perdere la visione d’insieme, quella che indica che i capolavori e i buoni dischi non mancano, basta saperli cercare, magari con l’ausilio della mappa del tesoro messaci a disposizione da Gaetano. Tra anelli, fate, elfi, non è detto che nella Terra dei Liberi non possiate trovare i dischi che vi cambieranno la vita. Perché non è mai troppo tardi per tornare sui propri passi, come è capitato al sottoscritto.

L’autore

Nato a Como nel 1978, si appassiona presto alla musica e in particolare a quella celtica, medievale e rinascimentale, di cui scriverà sul portale MinstrelHall.it e sulla rivista Vento Tra Le Fronde. Dopo il colpo di fulmine per l’heavy metal melodico e l’hard rock, diventa redattore della webzine Truemetal.it e in seguito fonda e dirige il portale musicale SpazioRock.it, oggi tra i più apprezzati e diffusi a livello nazionale e internazionale.

Titolo: I 100 Migliori Dischi Power Metal
Autore: Gaetano Loffredo
Pagine: 212
Editore: Tsunami Edizioni
ISBN: 978-88-96131-92-3
Prezzo: 17,00 €

Anteprima scaricabile gratuitamente:
http://www.tsunamiedizioni.com/--00-PDF/100PWM.pdf

Contatti:
www.tsunamiedizioni.com
info@tsunamiedizioni.it

L’intervista

Ciao Gaetano, parto subito con una confessione: io sono uno di quelli che borbottano sostenendo che il power è morto con l’avvento del nuovo secolo. Però, leggendo il tuo libro, è facile intuire che in realtà di roba buona dal 2000 in poi ne è uscita, citi addirittura qualche pubblicazione del 2016. Vuoi forse farmi credere che il power è un genere in piena forma, per buona pace mia e delle cariatidi tedesche che arricchiscono la mia collezione?
Ciao Giuseppe e grazie per l’interesse. Il powermetal non è affatto in piena forma, ma allo stesso tempo non è morto come in tanti credono o dicono. Una dimostrazione lampante, se ci pensi, ne è stata proprio lo SpazioRock.it Festival dello scorso 24 settembre che non è andato molto lontano dal sold out in un Live Club di Trezzo gremito. Si sono alternate sul palco sette band power, alle 16:00 il parterre era già quasi tutto esaurito. Questo significa che l’interesse c’è e non è mai sopito. Certo, la proposta è più limitata rispetto a quindici anni fa, ma ci sono gruppi dalle grandi prospettive (esempi: Twilight Force, Gloryhammer) che si aggiungono ai capisaldi del genere (il nuovo album dei Sonata Arctica è favoloso). Forse è proprio la Germania ad aver ceduto un po’ il passo negli ultimi tempi.

A sto punto direi di fare un salto in dietro: mi daresti la tua definizione di power metal o almeno quella a cui ti sei attenuto nello stilare il tuo elenco?
Il powermetal che ho preso in carico è quello che nasce negli anni 80 con gli Helloween di Kiske, Hansen e Weikath. Power metal europeo (con delle evidenti eccezioni, vedi Kamelot o Iced Earth) che non ha nulla a che vedere con quello americano, di tutt’altra matrice e natura. Genere che tutti riducono a “doppia cassa e melodia”, definizione che, consentimi di scriverlo, calza un po’ stretta.

Nello stilare l’elenco hai tenuto in considerazione i tuoi gusti personali o ti sei basato sul valore storico dell’album: in parole povere, hai favorito quei dischi che a te piacciano tanto, ma che magari non conosce nessuno, oppure hai preso in considerazione soprattutto quelli che vengono considerati dai più dei capolavori anche se a te non convincono?
Domanda interessante. E’ un ibrido di quel che dici e credo di potermi spiegare meglio con un esempio: a me i Dragonforce non fanno impazzire, ma è giusto riconoscerne il valore storico nel genere, così come i Sabaton, Powerwolf e di quello che dovremmo definire “new power metal”. Dopo aver individuato i dischi storici, quelli oggettivamente più importanti per il genere, mi sono sbizzarrito con quelli meno influenti, lì è pesato maggiormente il mio gusto personale. Se chiedi a 1000 cultori del power metal di stilare una lista dei 100 migliori dischi sono certo che non riceverai due elenchi uguali. Ci metto la mano sul fuoco.

Normalmente quando sfoglio un libro contente i 100 migliori puntini-puntini, di solito trovo quasi un rapporto uno ad uno tra album e band. I dischi sono più che altro un pretesto per parlare di chi li ha composti, per questo si cerca di inserire quanti più gruppi possibile. Nel tuo caso questo non accade, come mai?
E’ molto semplice: nel powermetal non esistono 100 capolavori e non avrebbe avuto senso inserire dischi mediocri. C’è qualche capolavoro, diversi buoni lavori, alcuni discreti e poi tanti album mediocri. L’editore, Tsunami Edizioni, mi ha consegnato una linea guida ben precisa: non più di tre dischi per gruppo. E ha avuto ragione, perché altrimenti avrei dovuto inserirne più di tre di Helloween, Gamma Ray, BlindGuardian e così via. Al tempo stesso, però, non sarebbe stato corretto inserire lavori mediocri per il solo gusto di presentare formazioni diverse da quelle già presenti.

Ricco è il contributo italiano al genere, sai spiegarmi perché ci riesce così bene il powermetal?
Tengo a sottolineare che non si tratta di una scelta “nazional-popolare”, in quanto libro con licenza italiana. L’Italia è senza ombra di dubbio una delle tre/quattro patrie del power metal europeo e ha all’attivo alcuni capolavori riconosciuti in ambito internazionale. Io sono sempre stato dell’idea che gran parte del merito debba essere ricondotto ai Rhapsody di Luca Turilli e Alex Staropoli che, dopo i primi due capolavori, stimolarono un sacco di musicisti a seguirne la scia. E’ un genere che fa parte del nostro DNA: nel breve periodo usciranno dischi di gruppi italiani di cui ne andremo fieri per sempre. Te lo assicuro.

Quasi impossibile scindere il power e la fantasy. Altri generi, tipo il thrash o il death, inizialmente trattavano tematiche a fondo fantastico-horrorifico, poi piano sono sorte band con i piedi ben saldi nella realtà che hanno utilizzato un approccio sociale e politico per i testi: questo come mai non è avvenuto per il power? Certo non mancano band che utilizzano la fantasy come metafora della realtà, ma i problemi non vengono mai affrontati in modo diretto.
In effetti, è difficile scindere powermetal e fantasy, a maggior ragione se parliamo di gruppi nati prima degli anni 2000. Qualche eccezione c’è stata, ma sostanzialmente è vero quel che dici: raramente l’approccio politico e sociale emerge nei testi. Mi vengono in mente Stratovarius e Sonata Arctica spesso impegnati nella loro “battaglia ecologica”, ma poi poco altro. Il fervido seguace del genere è quello a cui piace distaccarsi dalla realtà, è lo stesso che si spara la trilogia del film de “Il Signore degli Anelli” in una sola giornata. In un mondo perfetto mi piace pensare all’ascoltatore power come ad un sognatore che distacca dalla realtà di tutti i giorni e che riesce a vivere, premendo il tato play, un’esperienza extrasensoriale in un mondo dalle mille e una notte. I gruppi pare abbiano condiviso questa linea nel tempo: da qui, forse, il legame indissolubile tra il fan del power e i gruppi di questo genere.

Non so da voi in redazione, ma da noi ogni quattro album estremi, ne arriva uno power. Il che è strano, visto che quest’ultimo è considerato mainstream, mentre l’altro un genere di nicchia: vuoi vedere che il death alla fine è il più commerciale dei due?
La redazione di SpazioRock.it copre un range molto ampio di generi e di nomi, dai CannibalCorpse ai Beatles. Il Death Metal, pur non essendo il mio campo, da molti anni non è più da considerare tra i generi di nicchia anzi, si sta evolvendo sempre più e spesso si presenta sotto forma di super-produzioni (cosa impensabile vent’anni fa). E’ un genere inflazionato e pieno zeppo di gruppi interessanti. Il metal origina interesse e ha degli ascoltatori fedelissimi, i concerti confermano un trend estremamente positivo.

Ne hai scelti 100 e li hai organizzati secondo un criterio alfabetico per autore, non ti chiedo di risistemarli tutti in ordine di gradimento, ma mi potresti indicare almeno la tua top 3?
Con molto piacere, anzi, ti do la mia top 5 in ordine di preferenza:
Blind Guardian – Nightfall in Middle-Earth;
Gamma Ray – Land of The Free;
Angra – Holy Land;
Sonata Arctica – Silence;
Rhapsody – Legendary Tales.

Le tue mosse future?
Come autore sono in lizza per scrivere la biografia ufficiale di un artista internazionale davvero importante, ma al momento non posso rivelare nulla di più. I candidati sono tanti, bravi e purtroppo in questi casi il fatto di non essere madrelingua inglese pesa non poco sulla decisione finale. Vedremo. Con SpazioRock.it ci siamo mossi sul mercato dei concerti con le SpazioRockNights che continueremo a promuovere: il nostro primo festival tematico è stato un successo inaspettato e stiamo già lavorando sulla seconda edizione. Il brand (inteso come sito e social) funziona generando grandi numeri e grande interesse: abbiamo tanti progetti in atto, tutti ambiziosi. Se c’è una cosa di cui vado fiero è quella di portare sempre a compimento i progetti in cui, col mio socio Marco Ferrari, decidiamo di investire tempo e denaro.

A te la chiusura…
Ti ringrazio nuovamente per lo spazio che mi hai riservato e per le domande interessanti. Se tra i tuoi lettori ci sono persone a cui piace il power metal, questo libro ne è un buon approfondimento. Di fianco ai gruppi più noti e influenti potrete trovare qualche nome di cui probabilmente non avete mai sentito parlare prima d’ora. E non è detto che tra questi possiate scovare i vostri nuovi idoli. Buona lettura e buon ascolto a tutti!

g.f.cassatella

<<< indietro


   
Scuorn
"Parthenope"
Deadsydän
"From The Ashes"
Kreator
"Gods Of Violence"
Killsorrow
"Little Something for You to Chose"
Old Roger’s Revenge
"The Sea Lane"
An Autumn For Crippled Children
"Eternal"
MalClango
"MalClango"
Meraine
"Meraine"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild