Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Il Musicista Underground – Prontuario (Paolo Merenda, Edizioni Il Foglio 2014)

Da grande voglio fare l’astronauta! Io il medico! Io, invece, l’archeologo! Beh, se da piccoli avete desiderato fare una delle professioni elencate, Il Musicista Underground - Prontuario non vi servirà a molto. Probabilmente non vi sarà utile neanche se avete sempre sognato di indossare i panni della rock star, ma se, invece, avete avuto un approccio pragmatico alla musica, allora questo libro fa per voi. Perché Paolo Merenda avrà pur un nome dolce, ma descrive nel proprio opuscolo tutte quelle situazioni brutte e rognose che vi riporteranno con i piedi per terra quando inizierete a fare sul serio con la chitarra, la gran cassa o il microfono (ok, anche col basso…). Perché tutti sanno che nel music biz solo in pochi ce la fanno, ma non tutti sono a conoscenza del fatto che non è tutto oro quello che luccica, anzi, prima di arrivare al metallo prezioso, c’è un lungo cammino da percorre. Secondo Paolo, con un passato e un presente in alcune formazioni punk, oltre che scrittore e recensore musicale, i passi da percorrere sono sette. Vi ci accompagnerà con la pazienza del fratello maggiore, pieno di consigli sì, ma con la consapevolezza che alcuni errori potrete pur farli, perché è l’unico modo per crescere. Il manualetto parte proprio dai quei sette (magnifici) step di cui sopra: Folgorazione; Mettere in piedi una band; Il primo demo –registrazione; Il primo demo –pubblicazione; Le trappole; I primi concerti; Il secondo e terzo album/lo split. E statene sicuri, in un modo e nell’altro ci passerete, quindi questa guida vi darà una mano a farlo nel modo più indolore. Molte dritte vi sembreranno banali, a maggior ragione le dovrete prendere come oro (rieccolo) colato! Perché l’underground è una giungla con delle regole ferree e semplici. Prima lo capirete e meglio sarà per voi.
La seconda parte del prontuario, Autobiografia ragionata\amissione dei propri sbagli, è il classico esempio di passaggio dal teorico al pratico, al vissuto. Perché una cosa è predicare bene, un’altra è razzolare nel modo corretto. Probabilmente più si è razzolato male e si è presa coscienza dei propri errori, tanto più si potrà predicare nel modo meno sbagliato. Questa seconda frazione vi sembrerà più romanzata (magari lo è), però è tutto vero (anche la parte in cui l’autore afferma che un tempo internet non c’era). Quindi la leggerete tutta di un fiato, magari pensando “ma guarda tu che stronzate ha fatto sto tipo”, mentre voi state là a commettere le vostre di cazzate.
L’ultima parte, la terza, quella sui costi della musica, è quella di cui un artista vero se ne sbatte. Salvo poi trovarsi a fare quadrare il bilancio di fine mese, soprattutto quando si campa ancora con la paghetta di papà o le mance racimolate col lavoretto serale tra un esame e l’altro. Quindi leggetevi anche quali sono i costi della musica, perché anche questo aspetto fa (farà) parte della vostra vita di musicista.
In definitiva, un libro tanto piccolo quanto ricco di informazioni, da leggere tutto d’un fiato prima e durante lo svolgersi della propria carriera di musicista. Che poi non si sa mai, magari un giorno diventate delle star, e del buon Paolo e dei suoi consigli manco vi ricorderete più: ingrati!

L’autore

Paolo Merenda, Alessandria 1980. Artigiano per professione, musicista e scrittore per passione. Suona hardcore punk dal 1997. Ha militato nelle band: Kompagni di Merenda, Madido Respiro e Deep Throat. Attualmente canta nei Destroy After Use. Ha pubblicato Le occasioni perdute (Genesi), L'angelo punk (Senzapatria), Frutta fresca per verdure marce (Il Foglio), I don't want to grow up (Il Foglio), Villaggio Shangai (Il Foglio), Qualcosa cambia - rcconti punk (Il Foglio).

Titolo: Frutta
Autore: Paolo Merenda
Pagine: 100
Editore: Edizioni Il Foglio
ISBN: 8876065156, 9788876065156
Prezzo: 8,00 €

L’intervista

Ciao Paolo, bentornato dopo pochi mesi sulle nostre colonne. Questa volta l’oggetto del contendere è il tuo nuovo libro: Il Musicista Underground – Prontuario. Come è nata l’idea di scrivere questa guida?
Ciao! È successo che, l'inverno scorso, non avessi voglia di andare a lavorare. Così per due mattine mi sono chiuso in cantina e ho buttato giù quasi tutto il libretto di getto, pensando ad un figlio che non ho. È stata quindi una motivazione piuttosto altruistica, anche se da tempo ero stimolato anche da una richiesta del mio editore, Gordiano Lupi, che in realtà avrebbe voluto un saggio sul punk hardcore. Non ho iniziato un progetto di quel tipo perché c'è già troppa offerta di saggistica punk e gli autori sono persone che hanno vissuto in prima persona il periodo d'oro del movimento hardcore, mentre il sottoscritto è nato “solo” nel 1980.

Vivendola da quest’altro lato della barricata (preferisco tralasciare la mia infima e stringata esperienza dietro un microfono) mi sono trovato d’accordo con te in più d’un punto. Ma soprattutto ho apprezzato una certa tua volontà di non fare confronti tra la vita del musicista underground di qualche decennio fa e quella di oggi: alla fine per te non c’è un meglio prima o un meglio ora, sono due scene in parte simili e in parte diverse, ognuna con i suoi pro e i suoi contro. Ma non c’è proprio nulla che rimpiangi di allora? C’è qualcosa di “moderno” che se ci fosse già stato all’epoca dei tuoi esordi magari le cose sarebbero andate diversamente?
Mah, ti dico, qualche rimpianto c'è. Nel senso che 13 anni fa mi telefonò (sul fisso) una etichetta indipendente per propormi la pubblicazione di un album. Ora sembra fantascienza. Allo stesso tempo non rimpiango gli sbattimenti che abbiamo per confezionare e spedire 300 cassette – demo del primo gruppo, quando ora puoi fare 300 download in un mese senza muovere un dito, grazie a webzine come “Punk4free”. Tutta questa facilità di esecuzione ha portato inizialmente l'offerta alle stelle, ma ora pare che il meccanismo si stia inceppando e che la passione sia comunque la ragione principale che porti a diventare un “musicista underground”. Diciamo che la selezione naturale sta facendo il suo corso.

Individui sette step nella parabola del musicista underground, ti andrebbe di fare una panoramica veloce?
Ho costruito il prontuario partendo dalla “folgorazione” per la musica. Si parte poi con lezioni, allenamento, studi e saletta in solitudine per arrivare al secondo fatidico “mettere in piedi la band”. Da lì si prosegue il percorso tra “demo – registrazione”, “demo – pubblicazione”, “trappole”, “primi concerti” e infine “secondo / terzo album o split”. Nelle “trappole” si comprende tutto il discorso del pay-to-play e del pagamento in generale per pubblicazioni e/o ufficio stampa. Si esclude a priori tutto ciò che è cover band o band “commerciale”, per evidenti motivi: non c'è nessuna esperienza da parte mia. Il tutto è scritto con un linguaggio semplice e sintetico, il tono è quello di un fratello maggiore e non di un insegnante, perché non voglio insegnare nulla a nessuno, ma semplicemente portare la mia esperienza, cosicché non si ripetano almeno “certi” sbagli.

Nella seconda parte passi dal teorico alla vita vissuta: la tua ultradecennale esperienza. C’è un errore che hai compiuto più volte? Qualcosa che non riesci a evitare, anche se sai che stai facendo una cazzata?
Sì, non sono mai riuscito a controllare l'ansia da pre – palco. Dico “pre – palco” perché una volta che sto sopra mi passa. Il prima mi stressa. Sia il fatto di viaggiare, stando lontano dalla mie abitudine e dalle comodità, sia il discorso “tecnico”. Ci sto lavorando comunque, entro la pensione ce la faccio.

Credi che L’Angelo Punk e Frutta Fresca Per Verdure Marce, i tuo libri precedenti, in qualche modo fossero già un prontuario per i musicisti underground?
Beh, entrambi i libri sono pieni di aneddoti che non ho voluto ripetere nel “Prontuario”. In effetti un'altra maniera di proporlo sarebbe potuta essere quella: raccontare una storia includendo i concetti del “Prontuario”, ma non mi va di ripetere sempre le stesse cose. Sennò mi sentirei già con l'arterio. Il “Prontuario” possiamo dire che concluda una ideale “trilogia punk”, composta da romanzo – raccolta di racconti e saggio. Dopodiché passerò ad altro, per lo stesso motivo. Sto scrivendo storie per bambini, nel 2015 pubblicheremo il primo libro.

Oggi è più difficile essere un musicista underground o uno scrittore underground?
È una bella lotta. In entrambi i casi ci si deve fare il culo a capanna per avere risultati a volte minimi. La passione è sempre la cosa più importante, ma anche i rapporti umani danno grande soddisfazione. Sulla quarta di copertina c'è una citazione che fa al caso nostro... scopritela. Sostanzialmente si fanno entrambi i “mestieri” per conoscere persone meritevoli, con le quali si instaurano rapporti di amicizia profondi, legati dalla stessa passione, destinati a durare anni. È successo come musicista con persone di mezza Italia e non solo, come anche con il mio editore Gordiano Lupi, col quale posso dire di avere ormai un profondo rapporto di stima e amicizia reciproco. Sennò non ci scriveremmo messaggini come fidanzati quando su Rai Movie danno uno dei nostri film preferiti, no?

Qual è il tuo rapporto con la manualistica musicale?
Come ogni punk cresciuto prima dell'avvento della rete ho un sacco di libri sulla storia del punk o biografie musicali. “Marci, sporchi, Imbecilli”, “Il sogno inglese”, “TVOR” e parecchi altri. Insomma tutti i classici, ma anche le autoproduzioni, le fanzine e le riviste che uscivano negli anni che furono e che ora sono quasi svanite, tra cui la più antica che è “Maximum Rock'n'roll”. In più ho letto un sacco di narrativa con protagonisti punk o il termine “punk” nel titolo: anche “Hokey Dokey sono un punk” di Domenica Luciani.

Tra le varie cose, anche tu recensisci musica: quando un prontuario del recensore underground?
Ho recensito per anni dischi sul sito “Staypunk.it” dell'amico Davide Clara, che ora ha aperto un locale molto figo, il “Tolleranza Zero” a Foggia. Per lui pubblicavo anche interviste e live report in cambio di ingressi gratis. Da quando Davide è impegnato col locale il sito non esiste più, per cui mi sono trasferito su “Punk4free”, dove pubblico recensioni, interviste e racconti. Il “Prontuario del recensore underground” mi sembra un po' estremo. Per recensire dischi basta avere “studiato” bene l'argomento e aver letto un sacco di altre recensioni. E soprattutto conoscere Lester Bangs, o aver visto almeno “Almost famous”!

g.f.cassatella

<<< indietro


   
Ancient Empire
"The Tower"
Destruction
"Thrash Anthems II"
Niamh
"Corax"
Death2Pigs
"eMpTyV"
The German Panzer
"Fatal Command"
Appice
"Sinister"
AA.VV.
"Live At Wacken 2015: 26 Years Louder Than Hell"
Salmagündi
"Life O Braen"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild