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Magister Dixit – La leggenda Esoterica di Jacula e Antonius Rex (Eduardo Vitolo, Tsunami 2015)

Per diletto o per “professione” ogni anno leggo caterve di biografie e saggi musicali. Quindi una certa infarinatura ce l’ho, ma difficilmente m’era capitato di avere a che fare con un’opera come Magister Dixit – La leggenda Esoterica di Jacula e Antonius Rex, scritta da Eduardo Vitolo. Più o meno tutte le biografie hanno degli step comuni: prima del successo, ascesa, successo, declino, rinascita. Intorno a tali fasi si vanno a incastrare i singoli eventi. In questo caso non va proprio così, perché, se è vero che possiamo rintracciare le fasi succitate, però dobbiamo anche ammettere che lo sviluppo è più affascinante rispetto alla norma. La magia sta nel fatto che la storia di Antonio Bartoccetti è quanto di più inusuale mi sia capitato di leggere, tant’è che più volte ho dimenticato che si trattasse di episodi di vita vissuta e non del frutto della penna di uno scrittore gotico. Trovatemi un altro personaggio così ricco di fascino e mistero, la cui crescita è avvenuta a contatto con maghi e castelli maledetti, e la cui esistenza è stata condita da profezie, sparizioni e morti misteriose. Trovatemi un artista moderno con un sì solido apparato filosofico-esoterico e una tale spiccata sensibilità antropologica. Le cui gesta artistiche sono la comunione tra capacità compositive e dettami ultraterreni.
Attenzione, qui però non siamo di fronte a un esoterismo di facciata o domenicale, come accade in buona parte della scena metal, qui c’è uno studio dietro alle composizione, cose che noi comuni mortali non possiamo neanche capire. La bravura di Eduardo sta in questo, nello svelare alcuni dei misteri che circondano Jacula e Antonius Rex e nel sollevare nuovi e inquietanti interrogativi. La ricerca certosina che sta alla base di questa opera ha scandagliato tutte le pieghe della storia di Antonio Bartocetti (mai come in questo caso scindere la vita privata e la vita artistica è impossibile) regalando una lettura del personaggio che va oltre quella dello mago arroccato nella sua dimora, perso in altri mondi e nei suoi esercizi spirituali. La figura che ne esce fuori da questa biografia è più ricca, e mostra come Antonio, invece, sia ben calato nella realtà che lo circonda. Si pensi ai suoi moti ecologisti a cavallo tra i sessanta e i settanta in un Paese disattento (ancora oggi) come l’Italia, o il continuo studio degli strumenti musicali e tecnologici necessari per comporre la propria arte (determinante in questo senso la compagna Doris Notron). Una figura senza tempo, capace di regalare con i primi due album targati Jacula e con l’esordio firmato Antonius Rex capolavori inarrivabili (e non imitabili) di musica. La fase commerciale che risponde ai titoli Zora e Ralefun, sino alla rinascita con Anno Demoni e l’altro capolavoro-commiato Pretenatural. Infine, il lungo silenzio interrotto prima come Antonius Rex e poi, a sorpresa, con il ritorno di Jacula.
Finita la parte squisitamente biografica, ecco la ricca appendice che raccoglie delle nutrite interviste non solo ad Antonio Bartoccetti (ad opera di Massimo Gasperini, che con la sua Black Widow Records ha avuto un ruolo importante nella diffusione delle opere di Jacula e Antonius Rex, oltre a essere uno dei motori che ne ha reso possibile il ritorno sulle scene), ma anche a personaggi vicini alla band, come il misterioso musicologo Steve Combell o i musicisti che collaborano attualmente col Maestro (suo figlio Rexanthony, la medium Monika Tasnad e la vocalist Svetlana Serduchka). Come se non bastasse, un gran lavoro è stato fatto raccogliendo tutta una serie di pareri espressi dalla stampa di settore di tutto il mondo sui due progetti.
Un’opera monumentale che non può mancare nelle biblioteche degli amanti della musica qualità.

L'autore

Eduardo Vitolo è giornalista freelance, autore e speaker radiofonico. Sinora ha pubblicato i saggi Horror Rock, la musica delle tenebre (Arcana Edizioni, 2010), Sub Terra, Rock estremo e cultura underground in Italia 1977 – 1998 (Tsunami Edizioni, 2012), Black Sabbath Neon Knights. Testi commentati (Arcana Edizioni, 2012). È attuale collaboratore delle riviste Classix, Classix Metal e Splatter nonché ideatore e conduttore della storica trasmissione radiofonica Moshpit dall’apprezzata vocazione nazionale e internazionale.

Titolo: Magister Dixit – La leggenda Esoterica di Jacula e Antonius Rex
Autore: Eduardo Vitolo
Pagine: 272
Editore: Tsunami Edizioni
ISBN: 978-88-96131-70-1
Prezzo: 21,50 €

Anteprima scaricabile gratuitamente:
http://www.tsunamiedizioni.com/--00-PDF/MagisterDixit.pdf
Contatti: www.tsunamiedizioni.com
info@tsunamiedizioni.it

L'intervista

Ciao Eduardo, complimenti per la tua opera che finalmente mette un po’ d’ordine nella misteriosa carriera di Antonio Bartoccetti. Jacula e Antonius Rex sono due entità che hanno vissuto sempre lontano dai riflettori, immagino che non sia stato semplicissimo per te raccogliere tutte le informazioni che poi sono finite nel libro…
Ciao Giuseppe e grazie mille per i complimenti. Sì, abbiamo cercato di mettere ordine nei tanti avvenimenti che hanno interessato Jacula e Antonius Rex dal 1969 a oggi. Le informazioni primarie, gli aneddoti più gustosi, i fatti inediti e quant’altro me li ha forniti direttamente Antonio Bartoccetti che ha supervisionato tutto il lavoro di assemblaggio e di scrittura. Qualche vecchia dichiarazione, sempre col permesso di Bartoccetti, l’abbiamo presa anche da siti e riviste, ma il nostro obiettivo primario era quello di costruire un racconto che andasse oltre la narrativa musicale e approfondisse anche il lato esoterico e misterico, da sempre predominante nella vita del protagonista.

Oltre alle necessarie operazioni da topo di biblioteca che accompagnano la stesura di una biografia, in questo caso specifico hai dovuto anche fare degli studi preparatori in materie come filosofia, esoterismo e parapsicologia?
Fortunatamente, da curioso e appassionato, sono da molti anni interessato a certi argomenti “di confine” che ho anche inserito in altri miei libri. Quindi, quando Bartoccetti mi ha proposto la scrittura del suo “Esoteric Book” ho preso di buon grado la cosa e ho approfondito certi temi e certe influenze da sempre evidenti nella sua musica. Ho fatto ricerche su alcuni aspetti dell’esoterismo più ermetici e ombrosi, ma anche su paranormale, demonologia, filosofia, folclore e molto altro. Tutto questo puoi trovarlo in Magister Dixit.

Come ha reagito Antonio Bartoccetti quando l’hai informato della tua volontà di scrivere la storia della sua carriera artistica?
In realtà, come già ho scritto in precedenza, è stato Bartoccetti a informarmi della sua volontà di affidarmi Magister Dixit. Aveva già letto “Sub Terra” ritenendolo uno studio molto interessante e particolare che andava oltre la musica. Inoltre, eravamo già in contatto prima, in quanto avrei voluto inserire, sempre in “Sub Terra”, sia Jacula che Antonius Rex, ma la cosa non è andata in porto per problemi (miei) organizzativi. Da lì abbiamo deciso di lavorare a un progetto più ampio e preciso.

Un aspetto che hai curato particolarmente è l’analisi del testo. Hai portato alla luce anche delle tematiche che normalmente non vengono ricondotte al lavoro di Antonio, dai più circoscritto all’ambito magico-rituale, come per esempio uno spirito ecologista, cosa all’avanguardia per i tempi. Come è stato lavorare su delle liriche così criptiche?
Esatto! Il mio intento, da subito, è stato quello di far affiorare nel libro anche aspetti meno conosciuti della vita e dell’attività artistica di Antonio Bartoccetti. Credo che il lato lirico di Jacula e Antonius Rex sia un ambito ricco di temi e di suggestioni differenti e ho cercato di interpretarli e commentarli nel miglior modo possibile. Sono da sempre interessato, come critico e come fan, ai testi dei gruppi e avevo già scritto un altro libro simile per i Black Sabbath. Da lì la decisione di farlo anche per i progetti di Bartoccetti ed è stato un lavoro duro, ma appassionante. Antonio detesta la guerra, l’inquinamento, il gretto materialismo, l’ateismo e molto altro e tutto questo potete trovarlo nel libro accanto agli elementi magico-rituali che giustamente hai citato.

Intorno al Maestro hanno girato e girano tutta una serie di personaggi quasi mitologici, mi piacerebbe soffermarmi su una figura fondamentale Doris Norton, compagna di una vita. Che mi dici di lei? Un genio non da poco, no?
Doris Norton può essere considerata una pioniera in vari ambiti che vanno dal Dark/Progressive fino alla musica dance ed elettronica. È un’artista di grande talento e di grande intelligenza che ha saputo reinventarsi più volte, capendo in anticipo le evoluzioni della musica di massa. Peccato non abbia partecipato attivamente al saggio. Il suo contributo sarebbe stato prezioso per Magister Dixit.

Rimanendo in famiglia, da qualche anno si è fatto spazio anche Rexanthony, figlio di Antonio e Doris, che per noi cresciuti negli anni 90 è l’autore di alcuni brani celebri di musica techno di quel periodo, ma che oggi è il tastierista ufficiale di Jacula\Antonius Rex. Cosa ne pensi della sua produzione da solista e da membro delle due band su citate?
Penso abbia dato un ottimo contributo alla causa di Antonio Bartoccetti e la qualità delle ultime uscite di Jacula e Antonius Rex sta lì a confermarlo. Sul lato della musica elettronica credo che sia ormai (e non lo scopro io adesso…) un musicista di altissimo livello, apprezzato sia in Italia che all’estero. Personalmente sono più interessato alle evoluzioni sonore che apporterà in futuro nel sound Prog/Dark di Jacula e Antonius Rex che alla sua carriera solista. Questione di gusti…

Abbiamo parlato dell’erede naturale, ma credi che in giro ci sia un’artista/band che abbia in qualche modo ne abbia raccolto l’eredità ideologia, magari sviluppandola anche in ambiti musicali differenti da quelli di Bartoccetti?
Sicuramente ci sono band e progetti che negli anni e in generi diversi si sono ispirati alle trame nerissime e gotiche di Jacula e Antonius Rex. Non a caso, all’estero in primis, Bartoccetti viene considerato un vero e proprio pioniere del Dark Sound assieme a Black Widow, Coven, Bram Stoker e molti altri. In Italia da sempre vengono prodotti dischi che sembrano strizzare l’occhio a sonorità catacombali, oscure, sacre e profane insieme. La lista è lunghissima e sono sicuro che tanti di questi sono dei grandissimi estimatori dell’opera di Bartoccetti. Non credo però che esistano degli eredi.

Tornando ai personaggi misteriosi di cui sopra, non mancano in questo libro due vicende ad oggi ancora inspiegabili che hanno visto come protagonisti Tiring e Goodman, due musicisti che hanno contributo con le loro gesta alla storia delle due band. Che idea ti sei fatto della loro fine?
Credo che il personaggio più misterioso sia Charles Tiring, questo vecchio musicista inglese che appare e scompare nel percorso artistico di Bartoccetti come un fantasma e che nemmeno Antonio sembra conoscerne appieno ogni sfumatura sia artistica che esistenziale. Nel mio piccolo ho cercato di dare un quadro il più possibile completo di questo oscuro tastierista basandomi anche sulla testimonianza di Antonio. E la sua fine a quanto pare è ancora avvolta nel mistero o nel riserbo più assoluto. Goodman, invece, viene raccontato con dovizia di particolari tanto che lo stesso Bartoccetti ha deciso di pubblicare nel libro un (suo) studio inedito sulle pulsioni psicologiche e sessuali del Lord inglese. Si vede che la conosceva bene…E anche la sua fine sembra essere “chiara” così come delineata nel saggio.

Ritornando alla produzione artistica, ti andrebbe di indicare tre album che possono rappresentare al meglio la carriera di Antonio?
Direi il primo album “embrionale” (come definito da Bartoccetti) “In Cauda Semper Stat Venenum” per la sue atmosfere liturgiche abissali e per tutti i segreti che ancora cela a distanza di anni. Poi, scelgo il primo disco di Antonius Rex “Neque Semper Arcum Tendit Rex” per il suo immaginario sulfureo, la copertina demoniaca, i testi inquisitori di Bartoccetti e le musiche da film horror. Infine, per ultimo dico “Anno Demoni” sempre di Antonius Rex: un disco altrettanto ricco di suggestioni e sonorità nerissime che di sicuro non può mancare nella discografia di chi ama quel Dark (Prog) Sound che lo stesso Bartoccetti ha contribuito a creare negli anni.

Il libro contiene anche delle succose anticipazioni delle prossime mosse di Antonius Rex e Jacula, sicuramente un bel colpo giornalistico, ma anche una testimonianza diretta che Antonio dopo più di quarant’anni ha ancora voglia di mettersi in discussione. Mi sbaglio?
C’è un preciso disegno esoterico che riguarda le future uscite discografiche di Bartoccetti e abbiamo fatto in modo di anticipare qualche notizia per i tanti fan che da sempre lo seguono. Ma Antonio è anche un artista imprevedibile e aspettatevi ulteriori novità in tempi futuri. Ci sono in ballo un bel po’ di dischi e progetti e io stesso sono incuriosito e interessato ad ascoltare nuovo materiale spero a breve. Bartocceti in tal senso è instancabile.

Ti ringrazio per la bella chiacchierata, lasciando in coda a questa intervista, non del veleno, ma una profezia, quella in cui il Maestro ha predetto le sorti dell’umanità dal 2018 in poi…
Beh da essere umano qualunque, che ci tiene alla sua pellaccia, spero che Antonio si sbagli e che magari sopraggiunga, invece, un periodo florido e sereno per noi tutti. Ma è innegabile che questi sono tempi bui e pieni di incertezze e Antonio attraverso le sue musiche, forse ha squarciato il velo del futuro e ha visto qualcosa che oggi, innegabilmente, è sotto gli occhi di tutti. E il veleno, come ben dici, lo assaporeremo solo alla fine… Grazie mille per l’intervista e le domande davvero interessanti.

g.f.cassatella

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