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Blacky Sabbath – Iron Man (Antonio Pannullo, Autoprodotto - 2014)

Dici Black Sabbath e dici talpa. Un attimo, dici Black Sabbath e dici pipistrello, non talpa: sai, Ozzy che ha staccato la testa di un pipistrello durante un concerto, eccetera eccetera. No, talpa. Perché le talpe sono ovunque. Almeno sono ovunque nel modo immaginato da Antonio Panullo, capace di creare uno scontro epico che in parte dirime l'annosa questione che tiene col fiato sospeso i fan dei Black Sabbath sparsi per il mondo: meglio il periodo Ozzy o quello con Dio? (in attesa che arrivi l'eccentrico saputello alternativo che dica che Tony Martin è il migliore).Come se non bastate l'autore butta sul piatto anche un pezzo grosso, pesante e ingombrante, quell'Iron Man divenuto oramai uno degli eroi più celebri della Marvel. E le talpe? Beh, i personaggi hanno tutte le sembianze di questo simpatico animaletto, ovviamente in versione antropomorfa. Con uno stile chiaro e dal tratto cattivo, con il giusto tocco di ironia e soprattutto un formato, quello di 45 giri, Blacky Sabbath – Iron Man è un fumetto che non solo interesserà a tutti i fan della band di Iommi, ma si rivelerà una piacevole lettura (e un pezzo da collezionare) anche a chi della musica non gliele importa una cippa, ma ama il fumetto d'autore.
Inoltre, Blacky Mole, il personaggio al centro delle storie create da Antonio è versatile, caratteristica che lo porta a muoversi con disinvoltura non solo con le sembianze del Mad Man di Birmingham, ma anche nelle desolate lande del nord Europa o nei panni del più italico ed oscuro Paul Chain. Rock, soprattutto metal, e ironia, quindi Wolwrerine diventa Molerine, e Antonio ne suona il suo blues (ovvio riferimento agli Entombed), così come lo scaraventa tra le strade di Letham City nei panni del Cavaliere Oscuro.
Un piacevole scoperta per il sottoscritto, che si è divertito non poco alle prese con il fastidiosissimo neo (gli inglesi chiamano blacky mole le noiose escrescenze della pelle) di Mr Antonio Pannullo. Non vedo perché non debba piacere anche a voi!

L'autore

Salernitano di nascita, il suo primo lavoro professionale è stato di prestigio: illustrare un libro inedito per l'Italia, l'"Ultimo uomo bianco" di R.R. Howard. Ha sempre partecipato con i suoi disegni a iniziative indipendenti, tipo fanzine quali Demonizzati, Vampiria, Aeon, riviste di tatuaggi (Idea tatoo), al logo dei Lathebra e dell'etichetta Mykingdommusic, flyers per eventi underground. In parallelo ha continuato a esporre in modo indipendente i suoi lavori grafici e pittorici. Dopo svariate collaborazioni con grandi gruppi editoriali della computer grafica, realizzando modelli tridimensionali e tutorial per far apprendere a lettori appassionati le nozioni base per l'utilizzo di software per il 3D, negli ultimi dieci anni grazie alla sua passione per la musica ha prodotto lavori pittorici (olio su tavola), esposti in luoghi di culto dell'arte (Arco di Madrid, Francoforte, Art First di Bologna) e in gallerie accanto a grandi artisti del calibro di Liechtenstein, Murakami, Pettibon, Ramos, che immortalano il variegato mondo delle tribù underground. La sua produzione più recente verte sulle vicissitudini di una talpa mutante.

Titolo: Blacky Sabbath
Autore: Antonio Pannullo
Pagine: 10

Contatti: blackymole.blogspot.it

L'intervista

Benvenuto su rawandwild.com, direi di partire subito presentando a nostri lettori Blacky Mole, la talpa protagonista delle tue ultime opere...
Il mio nuovo progetto consiste in una talpina mutante, irascibile, ironica, irritante, direi incredibile, che, tra realismo contemporaneo e situazioni storiche da saga nordica, prende in giro l'estremismo della musica "dura".

Come è nata l'idea di creare un fumetto epico in cui far scontrare Ozzy, R. J. Dio e Iron Man?
Il titolo Iron Man comprende sia l'idea del fumetto che quella della canzone, lo scontro è inevitabile perché tutte e tre le personalità sono egocentriche.

Il formato scelto per il fumetto è molto particolare, riprende quello dei vecchi 45 giri…
Credo che sia il formato giusto per racchiudere il fumetto e la canzone.

La tua talpa si muove con molta ironia nel mondo della musica, soprattutto metal, i cui protagonisti hanno la tendenza prendersi molto sul serio. Come è stato dissacrare questi miti?
Molto divertente.

Non solo musica, anche tanti supereroi della tradizione americana più o meno recente: Batman, Iron Man, Wolverine. Qual è il ponte ideale tra il tuo modo di vedere il fumetto e quello della scuola statunitense?
Più che il mio modo è l'attitudine che questi due mondi hanno: sempre molto virili, sempre dalla parte del buono, ma spesso contraddittori e molto nazionalisti. Pertanto non esiste un ponte ideale tra il mio modo di vedere il fumetto e quello della scuola statunitense. Infatti io dissacro tali ideali. Preferisco la scuola dei grandi maestri giapponesi come pensiero.

Hai definito le tue talpe le nuove Sturmtruppen: cosa mantengono del fumetto creato da Bonvi e cosa portano di nuovo rispetto a quei simpatici marmittoni?
L'ironia perché Bonvi aveva la capacità di mettere in ridicolo l'ideale nazifascista. Con le talpe spero di ammorbidire il concetto di malefico che la scena black metal esprime.

Come nasce tecnicamente una tua storia?
Spesso è basata sul semplice titolo di una canzone o di un album, talvolta su episodi storici e saghe nordiche che mi appassionano alquanto.

Quel è lo stato di salute del mondo del fumetto made in Italy?
Credo che attualmente sia comatoso e privo di idee originali come in Francia, in Giappone e alcune buone cose americane.

Cosa consigli di leggere a chi oggi si approccia a questo mondo?
L'Approdo di Shaun Tan, che non si legge ma si guarda; Gli occhi del gatto di Moebius, Akira di Otomo, qualsiasi cosa prodotta da Nihei e tutto Alan Moore.

Ti ringrazio per la chiacchierata e per la tua disponibilità…
Grazie a te per il supporto.

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