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Exilium – L'Inferno di Dante (di Kim Paffenroth)

Chissà quante volte vi sarà capitato durante le lunghe ore scolastiche di pensare: "che palle La Divina Commedia, quanto vorrei essere a casa a leggermi un fumetto pieno zeppo di zombie". Chi non si è mai sentito dire: "spegni la tv, smettila di guardare quella porcheria de L'Alba dei Morti Viventi e leggi un buon libro, magari La Divina Commedia".
Fermo restando che la noia scolastica non verrà mai debellata e che gli amici che non si fanno i cazzi loro non si estingueranno tanto presto (anche la speranza Maya è tramontata in questo senso), una soluzione salomonica, che può accontentare un po' tutti, la fornisce il Professor Kim Paffenroth con il suo Exilium – L'Inferno di Dante (titolo originale: Valley of the Dead). L'autore americano salva capre e cavoli, anzi manda al massacro capre e cavoli, creando un'opera che unisce letteratura zombesca e colta. In che modo? Facendo ritrovare nel bel mezzo del camin della sua vita il Sommo Poeta in balia di un'orda di non morti. L'escamotage è semplice: Dante, descritto senza velleità da supereroe, durante il suo esilio capita in una landa dell'Europa dell'est flagellata da un'epidemia (la pestilenza) che riporta in vita i cari estinti. Se l'inizio dell'opera è un po' scricchiolante (colpa dei primi chiodi che saltano via dalle bare?), il proseguo è sempre più avvincente. Pian piano il fiorentino, scortato da tre compagni d'avventura, scoprirà che forse i vivi son peggio dei non morti. I ruoli si ribaltano, gli ottusi (ma poi lo sono realmente tutti?) diventano vittime (schiavi, bestie da guardia, oggetto di scherzi e vendette). Diciamocela tutta, il caro Prof. punta il dito contro la società, proponendo una serie di archetipi di umanità alla deriva e senza valori che, in una situazione d'emergenza come la pestilenza, tira fuori il peggio di sé. Questa visione cinica e critica della realtà è quella che piace tanto a noi metallari, perché ora che stiamo tra noi, posso anche dirlo: siamo dei gran bigotti. Ci atteggiamo a cattivoni, ma siamo sempre pronti a castigare i costumi della società odierna. Kim Paffenroth è questo che fa, e ci riesce anche bene. E sapete perché? Perché è uno di noi! Il libro parte con un estratto da "Nostradamus" dei Judas Priest! Ma le sorprese non finisco qui, perché l'autore oltre ad essere uno studioso delle cose dantesche è anche un esegeta biblico. E' uno di noi, ma anche un nostro nemico! Soprattutto è un abile scrittore che riesce, attraverso una cura maniacale nella creazione dei personaggi, a disegnare un vero e proprio inferno in terra, che nella finzione letteraria fungerà da ispirazione per Dante per la scrittura del primo tomo della sua Commedia. In questo senso è delizioso l'escamotage di porre all'inizio di ogni capitolo un estratto da l'Inferno che ne anticiperà i contenuti. Come va a finire non ve lo dico, però sarebbe carino se un giorno Pafferonth ci spiegasse, in un sequel, cosa ha ispirato Dante per la creazione del Purgatorio e del Paradiso. Sicuro che gli zombie vi interessino - la produzione metal è piena di band che trattano questi temi dai Necrophagia ai Mortician - così come la Divina Commedia (basti pensare agli album di band quali Iced Earth o Sadness dai contenuti danteschi), vi consiglio la lettura di Exilium, certo che non mi manderete all'inferno.

L'autore

Kim Paffenroth è professore di Studi Religiosi allo Iona College di New Rochelle (Ny, Usa) dove insegna dal 2001. È autore di numerosi testi di teologia, sulla Bibbia e, in particolare, sul pensiero di Sant'Agostino. Dal 2006 il suo interesse si è rivolto anche all'horror e, soprattutto, alla figura degli zombie, tema che ha affrontato sia in opere di narrativa che di saggistica. Exilium (Titolo originale Valley of the Dead) è il suo primo testo tradotto in Italia.

Titolo: Exilium – L'Inferno di Dante
Autore: Kim Paffenroth
Pagine: 261
Editore: Nero Press
ISBN: 978-88-907259-3-7
Prezzo: 13,00 €
Contatti: http://gotld.blogspot.it/ - info.nerocafe@gmail.com

L'intervista

Benvenuto su rawandwild.com. Direi di iniziare con la prima domanda che m'è venuta in mente: perché un americano si mette a studiare Dante?
L'opera di Dante è stata importante, sia per il Medioevo che per la dottrina cattolica: ci ha donato un poema in cui indica come mai certi comportamenti siano sbagliati e perché alcuni siano peggio degli altri. Qualcuno potrà ragionare sul come una bugia possa essere anche più abbietta della violenza: questo è un primo passo importante da cui partire per un'autoanalisi.

Come è nata l'idea di scaraventare Dante nel bel mezzo di un'epidemia zombie?
Quando stavo lavorando sul mio saggio, Gospel of the Living Dead: George Romero's Visions of Hell on Earth (Baylor, 2006), mi resi conto di come gli zombie siano l'equivalente moderno dei dannati dell'Inferno – sono schiavi delle proprie voglie e "hanno perduto il ben de l'intelletto" (Inferno 3:18). A questo punto è stato semplice mettere Dante in diretta relazione con loro.

Non temi giudizi negativi da parte dell'ambiente accademico non sempre "entusiasta", almeno qui da noi, della letteratura horror?
Ultimamente negli Stati Uniti c'è stata una crescita dell'interesse degli accademici nell'ambito della cultura popolare. Televisione, cinema, fumetti sono attentamente analizzati e discussi, sia dagli accademici quanto dai fan, soprattutto, poi, se si è accademici e fan. Io non vedo la cultura popolare come qualcosa di distaccato dal nostro normale campo di lavoro: è essa stessa un legittimo caso di studio.

Ogni capitolo è aperto da alcuni versetti dell'Inferno che ne anticipano in parte il contenuto. Durante la realizzazione dell'opera come hai agito: hai buttato giù prima il testo per poi associare il passo più appropriato oppure avevi ben i mente alcuni versetti e da questi hai tratto l'ispirazione per il singolo paragrafo?
Ho lavorato duramente su ogni canto dell'Inferno prima di scrivere ogni capitolo. Ho dovuto interpretare l'immaginario di Dante, analizzarne il pensiero sul singolo peccato e, alla fine, capire come adattarlo a un mondo di zombie.

In Exiluim il confine tra bene e male è labile, quasi inesistente. Gli zombie sono carnefici e perseguitati. Gli umani non sono delle semplici vittime, anzi sono loro che ne escono peggio, descritti come truffatori, avidi, aguzzini, lussuriosi, vigliacchi e via dicendo. Questo mi lascia pensare che tu non abbia una visione propriamente positiva della natura umana, mi sbaglio?
La gente è in grado di compiere tutte le amenità da te elencate, e come cristiano penso che il persistere di certi atteggiamenti alla lunga faccia perdere di vista i valori importanti della vita, perpetuando, così, all'infinito questi atti mostruosi e peccaminosi. Può apparire triste, però nel libro ci sono anche momenti di gentilezza, coraggio e generosità, così come accade nella vita reale, anche nelle circostanze peggiori.

C'è un personaggio a cui ti senti più legato?
Senza ombra di dubbio Dante, anche se temo che abbia perso il proprio ruolo di protagonista, visto che a tutti piace di più Bogdana (Beatrice)! Ma lui è il più profondo, e in fin dei conti io mi considero un osservatore dei comportamenti umani.

Secondo te c'è un disegno divino che ha portato alla pubblicazione del tuo romanzo proprio qui in Italia o più prosaicamente ritieni che sia una cosa normale che nel nostro Paese ci sia un maggiore interesse per il tuo libro? Per farla breve: credi nel destino o sei un tipo pragmatico?
Credo nel fato!I Non nel senso più stretto del termine: non ho iniziato il libro con la convenzione che il mio destino fosse scrivere un romanzo e che questo sarebbe stato pubblicato in Italia! Però riconsiderando tutti gli avvenimenti e le circostanze che si sono combinante e che hanno portato a questa felice conclusione, non posso non pensare che dietro ci fosse un "piano"!

Raw And Wild è una webzine metal, la presenza di una strofa di una canzone dei Judas Priest all'interno di Exilium mi lascia pensare che anche tu sia un appassionato di Heavy Metal. Da fan a fan ti chiedo: come mai zombie e Dante hanno sempre colpito l'immaginario del metallaro? Mi vengono in mente una miriade di canzoni che trattano di zombie e una manciata di album ispirati dall'opera del fiorentino.
In Dante, nelle opere che vedono gli zombi come protagonisti e nell' Heavy Metal, c'è una forte fascinazione per il corpo: ci si focalizza sulla sua bruttezza, decadenza e violenza. Dante però in ultima istanza vuole distaccarsi da questa visione e si concentra su Dio. Molti film sugli zombie e gran parte della musica metal saltano questo passaggio, ma io non posso negare che ci sia sicuramente un'affinità.

A quale band affideresti il compito di creare un'ideale colonna sonora per il tuo libro?
Sicuramente ai Judas Priest! Anche gli Iron Maiden, anzi pensando al passato, posso affermare che loro sono stati più che un'ispirazione!

Hai illustrato le esperienze che hanno stimolato l'inferno dantesco, un giorno narrerai anche quelle che hanno fornito la base per la scrittura del Purgatorio e del Paradiso?
Solo Dio lo sa! Ma penso che sia una cosa molto probabile!

Ringraziandoti per la tua disponibilità, lascio a te la conclusione…
Keep rocking!

g.f.cassatella

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