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Come Lupi Tra Le Pecore – Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista (Davide Maspero – Max Ribaric, Tsunami Edizioni 2013)

L'opera


Come Lupi Tra Le Pecore è un monumentale balenotto di circa seicento pagine contente un'attenta disamina di uno dei sottogeneri più controversi del metallo: il famigerato NSBM, ovvero il black metal nazionalsocialista. I coraggiosi autori sono Davide Maspero e Max Ribaric. I due sono stati capaci di sezionare in modo capillare questo fenomeno tanto oscuro quanto poco classificabile. Perché se c'è una cosa che appare subito chiara, è come l'etichetta NSBM, in realtà, abbia dei confini abbastanza labili che vanno dalla semplice voglia di shoccare, sino alla vera militanza ideologica. Tra questi due estremi possiamo trovare di tutto e di più: nazismo in salsa satanista, darwinismo, white power, odinismo, paganesimo, hitlerismo e via dicendo. Ma come se non bastasse ogni singola sfaccettatura prima elencata viene modulata in base alle singole esigenze di chi vi aderisce, arrivando anche a veri e propri paradossi ideologici e storici. Ciò che salta fuori è una massa informe di persone che ha una mitologia propria (Hitler, Nietzsche, A. Crowley, M. Serrano, R. Wagner, J. Evola e Savitri Devi), eroi controversi (D. Lane, B. Klassen, J. Mason, Unabomber) e simbologia eterogenea (effigi nazisti, pentacoli, rune).
Ovviamente il tutto parte da una lettura della genesi del black metal, almeno di quello inteso in senso moderno, sorto qualche decennio fa nelle fredde lande nordiche (Inner Circle, BM Mafia, omicidi e chiese devastate). Gli autori tracciano un percorso abbastanza definito del passaggio da BM di matrice satanista a quello nazionalsocialista, individuando nei Burzum i padri più o meno consapevoli del genere. Da lì in poi, il caos; per questo motivo in modo chirurgico i due iniziano un giro del mondo che porterà alla scoperta di band, fenomeni e storie che molte volte travalicano l'ambito prettamente musicale e sfociano in quello della cronaca nera. Omicidi, latitanze, arresti, sequestri, abiure e quant'altro fanno da corollario all'attività prettamente discografica. Anche per questo, non è semplice procurarsi dei lavori delle band che bazzicano questa scena, soprattutto perché ritenuti proibiti in gran parte de mondo.
La disamina parte dalla Germania e poi passa dalla Polonia e dalla Grecia. Queste tre nazioni rappresentano il vero e proprio cuore 'nero', pulsante del movimento. Pur avendo caratteristiche ben distinte fra loro, notevoli sono gli scambi e le collaborazioni fra i gruppi, tanto da creare un vero e proprio network. E sono proprio queste correnti sotterranee, non necessariamente legate alla musica, a mantenere vivo e vegeto un fenomeno che esiste nella clandestinità. Pagan Front, Blood & Honour sono l'entità più grosse, ma non mancano esempi di reti nazionali o, addirittura, regionali.
Accanto ai tre stati cardine, ci sono poi realtà meno sviluppate, ma comunque interessanti come Francia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia e Paesi dell'ex blocco sovietico, nazioni di origine slava. Ognuno di loro ha entità al proprio interno che rileggono i fatti storici in modo peculiare, così da individuare scappatoie, tanto ingegnose quanto ingenue, per poter rivendicare un'autentica appartenenza al ceppo ariano, alla stirpe vichinga oppure al Terzo Reich! Tant'è che c'è anche chi, durante la seconda guerra mondiale, è stato vessato dai nazisti e oggi se ne dichiara diretto discendente!
L'idea che se ne ricava è quella di un Nazionalsocialismo che ormai vive di vita propria, lontano dalle radici tedesche.
Il fenomeno, però, non è circoscritto al solo territorio europeo, anzi è diffuso ovunque dal Continente Australe agli Usa, dal Canada all'America del Sud. Quelle contraddizioni di cui sopra, appaiano ancora più evidenti quando più ci si allontana dal Vecchio Continente.
Ma non è tutto, in coda trovano anche spazio anche altri fenomeni attigui al NSBM, tipo il Red & Anarchist BM (vera e proprio movimento antagonista) e l'Hatecore.
Il volume è arricchito, infine, da diverse schede di approfondimento, alternate a interviste ad alcuni dei leader del movimento: piccoli preziosi tesori, vera fonte di conoscenza per chi è interessato ad argomenti controversi e non sempre alla portata di tutti.
Le considerazioni finali sono precedute dalla disamina della situazione italiana, ovviamente legata al retaggio fascista.
Un'opera che ho già definito monumentale, non vi spaventi la mole, perché caso raro nella saggistica musicale, il tomo è scritto in modo perfetto, cosa che garantisce una certa scorrevolezza nella lettura (nonostante ci siano delle inevitabili ridondanze). Consiglio a tutti l'acquisto, magari nella lussuosa edizione cartonata limitata a 199 copie, di questo libro: chi cerca degli spunti semplicemente musicali, troverà delle indicazioni sugli album da comprare; chi invece preferisce andare oltre, scoprirà un mondo sotterraneo inquietante e affascinante.

Gli autori

Davide Maspero: Classe 1980, lavora come grafico e web designer, anche in ambito musicale. Appassionato di letteratura weird, apocalypse culture e musica estrema in ogni sua declinazione, dal black metal alla power-electronics, negli anni ha collaborato alla realizzazione di un programma radiofonico e ha scritto per diverse fanzine on-line e cartacee.

Max Ribaric: Classe 1977, da oltre quindici anni si occupa di editoria curando articoli e contributi per testate musicali e di natura tecnico-legale. Appassionato di generi underground (industrial, ur-folk, power-electronics), è autore della biografia del gruppo americano Blood Axis, intitolata Day of Blood (2008), recentemente tradotta in Francia per i tipi di Camion Noir (2012).

Titolo: Come Lupi Tra Le Pecore – Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista
Autore: Davide Maspero – Max Ribaric
Pagine: 560
Editore: Tsunami Edizioni
ISBN: 978-88-96131-48-9
Prezzo: 22,00 €
Contatti: www.tsunamiedizioni.com - info@tsunamiedizioni.it

L'intervista

Ragazzi benvenuti su rawanadwild.com, come e quando è nata l'idea di scrivere un saggio sul NSBM?
Max: Innanzitutto grazie per lo spazio e per l'attenzione rivoltaci. L'idea di questo libro ha acquisito una prima forma embrionale durante la primavera del 2010. Tutto è nato piuttosto fortuitamente ma nel contempo lo sviluppo del progetto si è dimostrato oltremodo spontaneo. L'input, la scintilla da cui si è scatenato questo tomo incendiario, è prima di tutto opera della stessa Tsunami: senza il coraggio e la forza di volontà di questa casa editrice Come Lupi tra le Pecore non avrebbe mai visto la luce.

Il NSBM è un genere che prolifera nella clandestinità: quanto è stato complicato per voi raccogliere il materiale necessario?
Davide: Una certa difficoltà nel reperire il materiale l'avevamo messa in conto sin dall'inizio, ma in parte è stata proprio la sfida di portare a termine una ricerca tutt'altro che banale a rendere interessante (a tratti, come ovvio, anche frustrante) la redazione del libro. Non c'è – a mio modesto avviso – nessun interesse o valore aggiunto nel trovarsi tra le mani un testo frutto di un taglia e cuci di informazioni carpite dal web. Nel nostro caso specifico la volontà di reperire quanta più documentazione originale possibile è quindi frutto di una scelta ponderata oltre che di una necessità: l'NSBM affonda infatti le sue radici in quel marasma di eventi che si verificarono dopo l'esplosione del black metal, ma prima della diffusione capillare della rete. La memoria storica di quegli anni l'abbiamo rispolverata rovistando in una corposa quantità di pubblicazioni più o meno amatoriali in cerca di fatti, riscontri, dichiarazioni e date da incrociare per cercare di tracciare un quadro organico e verosimile. Ha giocato a nostro favore quello spirito di archivisti che ci ha fatto immagazzinare di tutto e di più sin da tempi non sospetti, senza mai buttare via nulla. A questo si è aggiunto il supporto di altre persone in giro per il mondo che giocoforza abbiamo coinvolto nel progetto, chiedendogli gentilmente di rimestare nei loro patrimoni cartacei, e ovviamente il ricorso ai consueti canali del collezionismo. In definitiva, più che della ricerca di un introvabile Santo Graal dell'NSBM, si è trattato di ricomporre pazientemente un puzzle i cui pezzi giacevano sparpagliati ai quattro angoli del globo.

Nel libro mettete subito in chiaro come non possa essere data una definizione precisa di NSBM, ma vi andrebbe di riepilogare per i nostri lettori le caratteristiche principali del genere?
Max: Il semplice fatto che questo libro consista in quasi 600 pagine di materiale suddiviso tra ricerca, interviste e approfondimenti penso possa dare la misura di quanto la realtà dell'NSBM risulti variegata e tortuosa. Troppo spesso le categorizzazioni di comodo hanno reso ancora più intricato il fenomeno, addizionando o escludendo fattori (a volte superflui, a volte vitali) senza soluzione di continuità, e ciò fino a giungere al risultato finale di un'improbabile creatura informe al cui interno convive tutto e il contrario di tutto. O almeno così sembrerebbe a una prima occhiata superficiale. Per molte persone l'NSBM fa rumore, in termini di audience, più per questioni di eccessi propagandistici che per consolidati meriti musicali. Parliamo di una scena estremamente frammentata, ricca di invettive violente così come di contraddizioni altalenanti. Tutto questo però non significa che la stessa possa essere relegabile all'angolo. L'NSBM gode di buona salute, perdura, si diffonde. La sua caratteristica antisociale gli garantisce uno status "di culto" e la sua ghettizzazione (spesso esercitata per blanda convenzione più che per effettiva convinzione) assume le forme di un ulteriore titolo onorifico per tutte quelle band che scelgono di aderire al suo verbo, distinguendosi così dal black metal di stampo mainstream, da anni ampiamente sdoganato dalle major. Si tratta di un conflitto perpetrato a più livelli che a nostro avviso valeva la pena di esporre e, per quanto possibile, approfondire.

Nel libro non mancano le interviste, questo mi lascia credere che almeno alcuni dei personaggi coinvolti abbiano dimostrato una certa disponibilità. Ma in generale come è stato accolto nell'ambiente NSBM, non propriamente aperto all'esterno, il vostro libro?
Max: Al momento, visti i primi feedback di ritorno, direi bene. Certo è che ha pagato l'aver esposto il progetto in maniera chiara e diretta, senza improbabili sotterfugi o mezze verità nello stile di un certo giornalismo a caccia di scandali telefonati. È stato apprezzato il tentativo di dare spazio ai protagonisti in forma di cronaca evitando carrellate di (pre)giudizi gratuiti. A mio avviso la qualità principale di un saggio risiede nella sua consistenza documentale e nel suo essere scevro da paternali non richieste. Abbiamo cercato di garantire a ciascun lettore il dovuto grado di libertà affinché potesse formarsi un proprio giudizio indipendente, e ciò a prescindere dal nostro pensiero sulla realtà trattata.

È stato complicato trovare un editore disposto a investire su una materia così controversa?
Davide: La verità? Per niente. Volendo anzi ribaltare la questione potremmo dire che è stato più complicato per la Tsunami trovare qualcuno che avesse tempo e modo di scrivere questo libro. L'input per il libro arriva infatti da Max Baroni ed Eugenio Monti che, essendo attenti al mercato per ovvie ragioni lavorative, hanno riscontrato un evidente vuoto informativo sull'NSBM e compagnia cantante, nonostante i ricorrenti – e spesso confusi – dibattiti che animano la Rete. Da qui l'idea di provare a fare un po' d'ordine e vedere se sussistevano le condizioni per mettere insieme un libro che gettasse un po' di luce sul fenomeno. Noi abbiamo semplicemente accettato l'onore e l'onere della cosa. Battute a parte, mi sento di dire, senza campanilismo editoriale, che la Tsunami ha dimostrato negli anni un occhio di riguardo e una prospettiva decisamente lungimirante sul tema della letteratura musicale, trattando l'ecosistema non solo da un punto di vista strettamente artistico, ma anche sociale e culturale. Basti pensare ad alcuni dei lavori pubblicati come Lords of Chaos, Industrial [r]Evolution, Come to the Sabbat, Sub Terra o Swedish Death Metal, tutti testi che cercano di andare oltre e analizzare in profondità generi musicali di confine, raccogliendo testimonianze, contestualizzando gli eventi per delineare i contorni di alcune sottoculture estreme consolidatesi negli anni. Qualcosa che nell'editoria italiana, quantomeno in questo ambito, non era mai stato fatto.

Domanda fantapolitica: se il III Reich avesse vinto la guerra, quanto avrebbe tollerato dei giovani lungo criniti, tatuati e adusi alla composizione di musica "rumorosa"?
Max: Affermazione curiosa, che però tradisce una forma di implicita retorica. Troppo facile (e banale) uscirsene con la frase: «Se Hitler avesse vinto la guerra questa gente non sarebbe durata un giorno…». L'ucronia da edicola rimane un semplice vezzo d'intrattenimento, mentre considero molto più importante tenere a mente il fatto che ogni evento storico si manifesta in qualità di figlio – per quanto illegittimo – del suo tempo. Nessuno è in grado dire quali evoluzioni od involuzioni musicali avrebbe potuto avere una Germania A.D. 2013 a quasi settant'anni dalla sua ipotetica vittoria sugli Alleati. Nella tua domanda suona come assodata l'idea di un futuro distopico imprigionato in una sorta di gabbia con sopra scritto: "1945 in perpetuo", mentre in realtà le nostre stesse odierne democrazie occidentali, se paragonate a com'erano appena sorte dalle ceneri del conflitto mondiale, si dimostrano profondamente diverse. Per questo e per molti altri motivi non è possibile rispondere a questa domanda, se non a mezzo di una banalità come quella accennata prima.

Per quanto sia importante il bagaglio ideologico, il NSBM è pur sempre un sotto-genere musicale: vi andrebbe di stilare una sorta discografia essenziale?
Max: Senza voler uscire troppo dal seminato, alcuni titoli imprescindibili provengono sicuramente dalla Grecia, tipo A Banner Greater Than Death dei Der Stürmer e Töten für W.O.T.A.N. dei Wolfnacht. Dalla Russia vanno segnalati l'album di esordio dei Moloth, By the Wing of Black, e Triumph Des Willens dei Branikald. Per quanto eclettica non si può inoltre ignorare la discografia degli australiani Spear of Longinus, soprattutto lavori come Nazi Occult Metal e The Yoga of National Socialism.
Davide: Difficile sintetizzare così tante anime in una singola lista. Abbiamo incrociato dischi musicalmente scarsi, ma essenziali da un punto di vista storico, e viceversa. Cercando un equilibrio tra album manifesto del genere e lavori qualitativamente validi, direi che non si può prescindere da Asgardsrei degli Absurd per la valenza iconografica, così come da United Aryan Evil dei Fullmoon, entrambi rappresentativi di una stagione particolare e capaci di proporre qualcosa di diverso dai canoni musicali scandinavi. Ampliando un po' la prospettiva e distaccandoci anche da categorie stringenti non si possono dimenticare Wolves Amongst the Sheep degli americani Before God, la raccolta commemorativa Blooddrenched Memorial 1994-2002 dei francesi Kristallnacht e Blodsband (Blood Religion Manifest) dei Sigrblot. E volendo uscire dal seminato del metalo nero, un platter di massiccio death metal come Incorrigible Bigotry degli Arghoslent merita certamente un ascolto così come il black metal nazionalista dei Forteresse con il loro seminale Métal Noir Québécois.

Quale pensate che possa essere la prossima frontiera dell'estremo nel metal?
Max: Se ti riferisci al comparto tematico la cosa ripone tutte le sue valenze nell'opposizione a un determinato status quo. Nel libro abbiamo accennato alla scena metal anti-islamica propugnata da gruppi provenienti da Paesi a maggioranza musulmana il che, guardando la cosa rispetto al contesto specifico, si dimostra dannatamente estremo. Converrai che fare gli "anticristiani" in un Paese europeo dei nostri giorni non implica certo il medesimo grado di esposizione e di pericolo. Al momento non sussistono ulteriori tabù invisi alle democrazie occidentali, sembra che l'NSBM si sia preso l'ultimo jackpot della riprovazione collettiva ancora disponibile, e ciò tenendo anche conto del fatto che altri generi (come la power-electronics) hanno già fatto man bassa di tematiche a base di abusi sessuali e violazioni di diritti umani assortiti…

Quali sono i vostri progetti futuri?
Davide: Non siamo né giornalisti né scrittori di professione, non abbiamo scadenze o contratti da onorare, meno che mai necessità alimentari da soddisfare. Questo per dire che non ci sono progetti in cantiere. Come Lupi tra le Pecore è stato un lavoro impegnativo, quasi totalizzante, che per due anni ci ha tenuto occupati, ma resta frutto di una serie di "coincidenze favorevoli" – a patto che uno ci creda – che potrebbero anche non ripetersi. Per ora torneremo a occuparci solamente di Occidental Congress, una fanzine che da anni autoproduciamo curandone ogni aspetto. Il resto, se ci sarà, verrà da sé.

g.f.cassatella

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