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Wake Up! – I numi tutelari di Jim Morrison (Francesco Guadalupi – Firenze Libri, 2010)

L’opera


“Dimmi cosa hai letto… e ti dirò chi eri”. Questo potrebbe essere il sunto di “Wake Up! I numi tutelari di Jim Morrison”, opera del giornalista freelance Francesco Guadalupi. Il libro in questione, vincitore del Premio Letteraio-Editoriale “L’Autore”, si rivela un’ottima guida per capire cosa c’è dietro il Jim Morrison icona pop e prodotto di consumo, che ha affascina tanto i rocker più esigenti quanto i tamarri più molesti (basti pensare alle tendine per auto con l’effige dell’ex singer dei Doors). Chi non si accontenta della solita biografia, troverà in questo libro pane per i propri denti: la vita del Re Lucertola viene passata alla lente di ingrandimento a partire dalle influenze giovanili, per lo più scolastiche, sino ad arrivare ai personaggi a lui contemporanei che ne hanno condizionato il modo di essere. Perché alla fine ciò che appare lampante, quando si termina la lettura di questa opera, è che Morrison non è stato un mero teorico, ma ha fatto proprie (consapevolmente o inconsapevolmente) le teorie dei suoi numi tutelari, rendendo la propria vita un opera d’arte. Guadalupi traccia attraverso la narrazione delle biografie dei diversi autori, interessanti parallelismi con la vita di Morrison. Strabiliante come le coincidenze non si fermino soltanto agli aspetti strettamente artistici\filosofoci, ma ricadono anche nell’aneddotica. Ma quali stati i numi tutelari del cantante dei Doors? Nomi illustri vissuti prima della sua nascita: William Blake, Friedrich Nietzsche, Arthur Rimbaud, oltre ai classici greci. Personaggi contemporanei, come Carlos Castaneda, Allen Ginsberg, Jack Kerouac e Aldous Huxley. Il libro contiene, inoltre, un interessante appendice che tratta il mito di Dioniso, una parte intitolata “documenti” e la cronistoria dei Doors.

L’autore

Giornalista freelance, Francesco Guadalupi ha pubblicato “Arthur Rimbaud, un poeta maledetto”, “Light my fire. Versi poetici e dichiarazioni di guerra di Jim Morrison”, il racconto “Il padrone del mondo”, nel libro “Officina. Scuola di scritture”. Ha fondato la rivista di letteratura “Maudits”.

Titolo: Wake Up! – I numi tutelari di Jim Morrison
Autore: Francesco Guadalupi
Editore: Firenze Libri
ISBN: 9788872561669
Prezzo:  € 14,60

Contatti:
www.arthurrimbaud.it

L’intervista

Ciao Francesco, di biografie di Jim Morrison e\o dei Doors in giro, ce ne sono a bizzeffe. Come è nata, invece, la tua idea di analizzare i numi tutelari del cantante americano?
L’idea è nata dalla constatazione che ben poche pubblicazioni riguardanti Jim Morrison sono di livello qualitativo apprezzabile. Ogni anno vengono dati alle stampe in tutto il mondo decine di libri sui Doors e sul loro leader, assurti ormai a Leggenda, ma raramente si scava a fondo nel fenomeno per coglierne la reale essenza. In particolare, nessun biografo si era mai premurato di approfondire la formazione “intellettuale” del Re Lucertola, autentico divoratore di libri.

Wake Up! sfata il mito del rocker ignorante…
Jim Morrison è da sempre un’icona di rivoluzione universale che infiamma ogni generazione. Tuttavia questa immagine viene sovente affiancata a quella stereotipata del “bel tenebroso” tutto eccessi e trasgressione. Jim Morrison è in realtà una figura di intellettuale ben più complessa, dall’acculturazione pressoché sconfinata, che spaziava dagli autori classici a quelli della Beat Generation, passando per Blake, Rimbaud, Nietzsche, antropologi, psicologi, sociologi e via dicendo. Nelle interviste con la stampa ti poteva citare con estrema disinvoltura gli archetipi junghiani, il superuomo nicciano, il villaggio globale di McLuhan e lo sciamanesimo di Castaneda. Prova a paragonare, per esempio, un libro di interviste di Freddy Mercury (con tutto il rispetto per quest’altro grandissimo artista) a uno di Jim Morrison, e nota l’abisso che c’è quanto a elaborazione e profondità di pensiero.

La cosa che mi ha impressionato maggiormente è come Morrison non sia stato un mero “teorico”, ma abbia messo in pratica i dettami dei propri numi tutelari…
E’ vero, ha cercato di mettere in atto l’imperativo urlato dai suoi referenti culturali, ossia quello dell’ampliamento della coscienza (un tema peraltro molto in voga in quegli anni), dello scardinamento di ogni regola e convenzione, della disinibizione totale dei sensi in nome di una Libertà assoluta e incondizionata cui l’uomo deve aspirare per poter vivere veramente, e non invece limitarsi ad esistere dominato e guidato da forze “esterne”: le convenzioni sociali e culturali, le istituzioni, le leggi. Il suo fu uno sforzo costante, consapevole, a tratti esasperato e forse anche un po’ ingenuo, - il cosiddetto “furore dionisiaco” - che lo condusse lentamente a “bruciare” la sua stessa energia vitale.

Credi che ci sia una canzone che possa essere considerata il sunto del “Morrison pensiero”?
In Break on through (to the other side) è presente, fin dal titolo della canzone, l’esortazione ad “andare oltre”, ad aprirsi “un varco dall’altra parte” oltrepassando qualsiasi confine, limite, inibizione personale, che era appunto il traguardo ideale da raggiungere secondo Morrison e secondo tutti gli artisti che operarono nel fervido periodo della Rivoluzione psichedelica. Del resto, come diceva William Blake: “La strada dell’eccesso conduce al palazzo della Saggezza”. Ad ogni modo, ogni singolo brano dei Doors spalanca prepotentemente visioni, ti trascina in una dimensione surreale e quasi “metafisica”. Complice di questo effetto “straniante” era anche la voce intensa e ipnotica di Morrison, che pareva provenisse direttamente dalle ancestrali profondità cosmiche.

Mito centrale su cui si dipana la tua opera è quello di Dioniso. Ti andrebbe di accennarne in breve i contenuti?
Dioniso è una figura cardine della vicenda esistenziale e artistica morrisioniana. Jim era affascinato dal concetto nicciano del conflitto apollineo-dionisiaco. Apollo significa: misura, armonia, limiti. Dioniso: ebbrezza, caos, dissolutezza, abbandono degli istinti. Soltanto da un giusto equilibrio fra questi due impulsi basilari, affermava Nietzsche, è possibile porre le basi per una sana esistenza senza essere divorati dall’impetuoso scorrere del tutto, che ha una natura puramente dionisiaca e selvaggia. Gli antichi Greci cristallizzarono questo equilibrio nella tragedia, in cui l’elemento dionisiaco e quello apollineo erano perfettamente controbilanciati. Dioniso è il dio ubriaco, sorridente, che si fa beffe di ogni ordinamento artificiosamente eretto dall’uomo, colui che infrange le barriere, che spezza le catene, che manda in pezzi l’identità soggettiva che riveste l’uomo. E’ l’essenza assoluta e irrazionale del creato nel suo perenne e caotico fluire.

C’è un personaggio della nostra epoca che possa essere considerato il novello Dioniso?
Ne vedo pochi in giro. La nostra è un’epoca culturalmente e spiritualmente agonizzante, sprofonda in un’oscurità sempre più fitta. L’aveva preconizzato anche lo psicanalista Jung negli anni Sessanta: il progresso tecnologico ci sta strappando dalle nostre radici e spingendo verso un abnorme buco nero. La nostra essenza interiore ne viene stritolata, soffocata, e in effetti a guardarsi attorno vedi una massa spropositata di gente concentrata sul proprio cellulare, o sullo schermo del computer o dell’iPad. Ossia ipnotizzata dal nulla. O dal quasi nulla. Vedi gente ansiosa, nervosa, depressa, insoddisfatta, tremendamente infelice. E’ un panorama veramente spaventoso e scoraggiante: l’infelicità della gente è palpabile e dilagante. Gli sguardi sono tesi, angosciati. L’equilibrio psichico di ognuno si fa sempre più precario, labile, ed è aggravato anche dalla terribile crisi economica che si è abbattuta sull’Occidente. Dunque, in un ambiente culturalmente così arido e travolto dai falsi valori dell’immagine e dei beni materiali, è sempre più difficile che nascano artisti “rivoluzionari”, innovativi. Lo dice anche il sociologo Alberoni: l’ambiente culturale in cui vivi e cresci stimola e condiziona la tua creatività. Non è un caso, in effetti, che quarant’anni fa, in un ristretto arco di tempo, abbiamo avuto: i Beatles, i Doors, i Rolling Stones, Bob Dylan, i Pink Floyd, Hendrix ecc. Adesso, nel 2011, vi sembra possibile un improvviso fiorire di talenti del genere?

Domanda opposta: pensi che ci sia un artista\filosofo contemporaneo che avrebbe potuto influenzare Morrison se oggi fosse stato ancora vivo?
Penso che Jim Morrison sarebbe caduto in una profonda depressione se avesse lanciato una rapida occhiata all’epoca odierna, di conseguenza il suo abuso di alcolici sarebbe, se possibile, aumentato! A parte gli scherzi, Jim sarebbe stato molto intrigato dalle nuove scoperte e tendenze nell’ambito della psicologia: penso alle neuroscienze, o alle nuove terapie cognitivo-comportamentali. E sarebbe stato attento anche alle più recenti pubblicazioni in ambito sociologico, filosofico e antropologico. Al contrario, paradossalmente, l’avrebbe molto deluso il campo letterario e quello artistico. Ve l’immaginate Jim Morrison di fronte all’agghiacciante dilagare dei talent-show?! Oppure smarrito in un megastore Mondadori dove anche i libri perdono l’anima e sono proposti come puri prodotti di consumo? O ancora: alle prese col sito Amazon di vendite online oppure con Facebook? Credo che, per sopravvivere, si sarebbe rintanato in un circolo di intellettuali emarginati e “controcorrente”, - roba di nicchia insomma, - oppure avrebbe fondato qualche casa editrice “clandestina” o finanziato iniziative sui generis di questo tipo.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e ti auguro un “in bocca al lupo” per i tuoi progetti futuri?
Nel futuro prossimo ho in progetto la pubblicazione di un giornale “sovversivo” online. E’ una vera e propria testata giornalistica registrata al tribunale. Si chiamerà Maudits (www.maudits.it), un nome che è un richiamo ai poeti maledetti francesi, e vuole essere un elemento di “disturbo” nella placidità di quest’epoca narcotizzata, un elemento di contrasto che dia una poderosa sferzata alle coscienze, che scuota l’ambiente cercando di “risvegliarlo”. Wake up! appunto. Svegliatevi! Ovviamente sei caldamente invitato a scrivere anche tu su questo giornale! Ho avuto modo di apprezzare i tuoi articoli e i racconti pubblicati su internet. A presto.

g.f.cassatella

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