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It might get loud (USA - 2008)

Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 2008
Durata: 98 min
Genere: documentario musicale
Regia: Davis Guggenheim

Un chitarrista guardando questo docu-film potrebbe davvero raggiungere il nirvana senza alcun bisogno di sostanze stupefacenti. Novantotto minuti firmati Davis Guggenheim, in cui Jack White (White Stripes) Jimmy Page (Led Zeppelin) e The Edge (U2) parlano di quello che sanno fare meglio: Il Rock.
Visto da angolazioni differentissime, dall’amore per il minimalismo vintage di White, al Delay cosmico di Edge passando dalla chitarra di Page che ha inventato gli anni 70. Il documentario si apre con White che con una bottiglia di vetro suona una corda fissata su un pezzo di legno collegata con un pick up ad un ampli per chitarra...non potevamo iniziare meglio.

Il film è un susseguirsi di ricette di rock, pensato sicuramente per palati fini, ma che regala tantissime sorprese. “Ho solo comprato questo delay e l’ho portato in sala prove” dice Edge parlando di come è nato il suono U2.
E’ incredibile poter vedere i tre fare jam suonando insieme Kashmir come dei ragazzini che imparano dall’amico esperto il riff del momento. Un documentario che riporta dei mostri sacri della musica alla dimensione di umani, con delle storie da raccontare. Straordinario il momento in cui Page parla del suo periodo da turnista in alcune swing-band londinesi. Lo avreste mai detto?

Ma ciò che di più profondo restituisce senz’altro It might get loud è l’umiltà e la semplicità di persone che hanno realizzato i propri sogni, ma che continuano ogni giorno a sperimentarsi, con nuovi suoni, nuove ricerche e nuove idee per dare sempre il meglio di loro stessi e comunicare sempre più quello che sono al mondo. Il film è il grande fratello che ogni musicista avrebbe voluto vedere, irrompiamo nella vita delle persone per cui quella volta, per la prima volta, tanti anni fa, abbiamo preso uno strumento in mano e abbiamo iniziato a parlare finalmente nel linguaggio che da sempre abbiamo sentito nostro, quello della musica. Purtroppo anche questo splendido film non è mai stato doppiato in Italiano, ma è disponibile solo in versione sottotitolata. Cinque stellette e se potessi anche un abbraccio e un sentito grazie all’ideatore di quest’opera che non solo merita di essere vista da appassionati e addetti ai lavori, ma andrebbe studiata come manuale di vita, per giovani che hanno ancora il coraggio di sognare.
Communication breakdown!

Stefano Cece

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