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Archivio recensioni promo 2003
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:: REVOLTONS – NIGHT
VISIONS (LMP 2003)
Tutti gli amanti sfegatati del genere cosiddetto “power”,
forse troveranno quantomeno interessante questo cd degli italianissimi
Revoltons, arrivati al contratto con la label tedesca LMP e distribuiti
dalla prestigiosa SPV. Sembra lecito e comunque doveroso riconoscere
l’eccellente prova offerta da questi cinque ragazzi sotto l’aspetto
tecnico-esecutivo, tuttavia riscontrando una certa prolissità
nell’eseguire schemi di un songwriting non proprio originale,
frutto di un loro stile fedelmente ancorato sui classicissimi standards:
fin troppe e ripetitive le “cavalcate” ritmiche delle
chitarre, mentre le vocals seppur buone e con ulteriori margini di
miglioramento, rimangono ancora su di un livello monocorde.
In generale, una prova sufficiente, ma nulla di più per il
momento…
R
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:: Enemynside - Let the madness
begin - Temple of Noise rec./Frontiers 2003
E' mia opinione che il thrash metal sia uno dei generi più
difficili sia da suonare, che da recensire, proprio a causa dei suoi
stilemi sonori e stilistici abbastanza ripetitivi e standardizzati.
Ma non è cosi che va letto il genere. Bisogna saper sempre
leggere sopra le righe, anche se a volte e neanche poche, mi è
capitato di ascoltare delle vere merdate, indegne dell'appellativo
"thrash". Non è il caso dei capitolini Enemynside,
band dedita ad un buon, sano e caro trash metal molto legato alla
vecchia scuola anni ottanta/primi novanta (PRIMI! Metallica, Slayer,
Pantera, ecc.).
La band vanta quasi dieci anni di attività, in cui si sono
avvicendate molte variazioni di line up(l'unico membro originale della
primigenia formazione è Francesco Cremisini, attuale cantante
e chitarrista). Non sono mancate anche le soddisfazioni: hanno, infatti,
avuto l'onore della top demo su alcune buone riviste: infatti, dall'agosto
'98, da quando entrarono nella top demo di Metal Shock, con il monicker
Scapegoat e con il loro demo "We Roam", se ne sono viste
delle belle.
Devo dire che il primo ascolto di "Let the madness begin"
non mi ha entusiasmato eccessivamente. Si tratta di un classico e
sano thrash, dai classici connotati quali: riff violenti, parti calme
per smorzare, assoli ora veloci, ora più calmi e melodici,
voce di ghiaia stratificata e ritmi tirati.
Ascoltandolo successivamente, ho notato parti che prima mi erano sfuggite,
a causa di un ascolto poco attento. Che dire: è thrash puro,
suonato da gente che lo sa suonare, questo si. Ma l'originalità
lascia un po' a desiderare; infatti le dieci tracce risultano fin
troppo omogenee ed un po' monocorde nel loro complesso. Le melodie
e i ritmi si ripetono frequentemente e questo (vuole essere una critica
costruttiva) può rendere noioso l'ascolto del cd.
Inoltre ho notato che il suono delle chitarre, in alcuni punti, non
era proprio aggressivo.
Buona l'impostazione vocale di Francesco Cremisini ed in generale
di tutta la band.
Buono.
AN
Contact
enemynside@libero.it
www.enemynside.com |
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:: SRL "In Memoria Temporis"
Prodotti dalla “Nocturnal music/Sonic rec.2003” i “S.r.l.”,
arricchiscono i loro otto anni di carriera con questo album. Il cantato
in italiano rende più apprezzabili le tematiche classiche dell’heavy
metal, esaltando l’introspettiva umana. L’opener è
affidata a “2000 anni dopo Cristo”, veloce e mirata al
pensiero di chi ascolta: conduce inevitabilmente a pensare “i
giorni che lasciano giorni…”; il cd si articola in 6 tracce
più una suggestiva rom per pc, facendo apprezzare la passione
di questa “Società a responsabilità limitata”,
inserita in ogni singolo pezzo. Bravi i componenti che, pur venendo
da generi nettamente diversi, riescono ad unificare le menti in un
lavoro di buon valore dove, di fondamentale importanza, è risultata
sicuramente la carriera e l’esperienza. Ascoltando pezzi come
“Il funambolo”, “Arcano XIII”, possiamo identificare
presto una maturità nel songwriting e nel sound che, destando
inquietitudine e mistero, spostano l’attenzione nell’animo
umano, dove i S.r.l. hanno puntato il loro mirino…(colpito in
pieno!)
Ignis Fatuu
Contact:
JERICO BIAGIOTTI
Via Brodolini, 49/C
05100 Terni (TR)
Tel. +39.328.6552875 info@s-r-l.it
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:: FALLING SILENCE - DOG’S
LIFE - VIDEO RADIO
I Falling Silence si formano nel 1995 ed hanno all’attivo
un mini cd omonimo del ’97 e “Shadows, primo full-lenght
del 2001. Nel 2003 esce “Dog’s Life” per l’etichetta
italiana Video Radio contenente ben quindici tracce.
Il loro stile è riconducibile ad un discreto mix tra influenze
di metal alternativo, tipico degli anni ’90, qualche reminiscenza
grunge, tutto riportato a sonorità attuali. Personalmente ho
trovato in questo lavoro alcune similitudini a livello di approccio
con l’ascoltatore con i prime-movers Crisis, dove si respira
in pieno il clima inquieto fatto di ritmiche distorte, un po’
malate e macchiate da sapiente nevrosi, anche se in questo senso i
Falling risultano essere più tranquilli rispetto alla band
guidata da Karyn & soci.
Dicevamo di partiture nevrotiche e ruvide, con voce femminile ben
grintosa e cori “filtrati” i quali sfociano puntualmente
in refrain sempre orecchiabili, non originalissimi, ma che comunque
sanno allentare la tensione.
Per il genere proposto, siamo a buon punto, purchè non si scenda
a compromessi eccessivamente modaioli.
R
Contact
Veri Maurizio
Salita Chiattone, 18
6900 Lugano (TI) - CH maurizio@fallingsilence.ch
info@fallingsilence.ch |
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:: A.A.V.V. - Noise in stereo
vol.1 - Chaos in musicae
Questa compilation prodotta dalla “Massacro records” inserisce:
Undertakers, Five star luxury, Berlusconi Ss, Ze Monsta. Partendo
dagli “Undertakers” è possibile ascoltare “It’s
time to die”, “Bodies supermarket”, “The riot
maker”, “Society vs society” dove la band anarco-grind,
mostra la sua attitudine alla violenza, sia musicalmente che in sede
di testi. I “Five star luxury” continuano a fomentare
il sound malefico dell’approccio, con due pezzi: “Words
of…” e “Sacrifice!”, dove il secondo rallenta
la corsa alla brutalità più estrema solo per un momento…dopodiché
si torna alla distruzione con i “Berlusconi ss” che si
inseriscono con “American dream/nightmare of the world”,
“Mass media”, “Fuck politricks”, “Servan
of the leadershit”, “lie’s boogle” e “Everything
comes to an end”e, si perde più tempo a dire i titoli,che
non ad ascoltare i brani, ma il tempo basta ad assaporare la malvagità
sprigionata dagli stessi. Con i “Ze monsta” e le loro
“Fire generation” e “Formaldeide”, si completa
in bello stile un’opera di ottima fattura, buona per chi cerca
una panoramica sul grind italiano, con delle band di spicco, proselite
a questo sound malvagio.
Ignis fatuus |
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:: GALLERY OF LORE - LIVE
AT THE CAVERN CLUB 28/06/2002 - (PROMO LIVE)
Personalmente, i live, più sono registrati in maniera grezza
e più mi piacciono. Forse perché, in questo modo, posso
assaporare la vera essenza della musica suonata dal vivo e che è,
a sua volta, la vera essenza di un band. Questo promo live, realizzato
dai foggiani Gallery of lore e registrato dal vivo in presa diretta,
è una buona piccola prova per testare il sound della band e
per definirne i contorni e le potenzialità dal vivo. Nonostante
tutto, il lavoro risulta comprensibile e di buon ascolto. Buona parte
del promo è composto da cover dei The Gathering, visto e considerato
che i Gallery of lore sono la tribute band ufficiale del gruppo olandese,
mentre il resto sono brani propri.
La registrazione dal vivo, nel caso dei Gallery of lore, ha comportato,
a mio avviso, due vantaggi: primo, che grazie ad una registrazione
non eccezionale, il sound è rimasto “congelato”
nella sua essenza primordiale e quindi si può parlare di un
sound vero ed onesto; secondo, la registrazione dal vivo è
sempre un’esperienza importante e formativa per qualunque band
a qualunque livello, compresi i Gallery.
Con le debite riparazioni, comunque, il sound è stato conservato
al meglio e reso più pulito.
Tirando le conclusioni, il genere dei Gallery of lore è indefinibile.
Indefinibile perché spontaneo, melodico, introspettivo, mentale
e chissà che altro e proprio per questo difficile da rendere
dal vivo. Una prova dal vivo molto buona, sicuramente non scevra da
piccoli errori di esecuzione e suonata con onestà e passione.
AN
Contact www.galleryoflore.com
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:: IMPENDING DOOM - 1993/2003
“Beyond the altar of obscurity (a Decade in blasphemy)”
- 2003
Gli anni passano per tutti, anche per gli Impending doom che, quest’anno,
festeggiano i dieci anni di attività. Per questa importante
ricorrenza, i ragazzi hanno dato alle stampe una sorta di “Best
of…” con molte chicche interessanti. “Beyond the
altar of obscurity”, infatti; raccoglie i ventotto brani più
rappresentativi della band, più una traccia Rom con foto ed
alcuni video molto casalinghi, delle loro esibizioni live. Nella track
list sono presenti anche alcune famose cover come Raining blood degli
Slayer (abbastanza scadente per l’acustica del posto), Cromlech
dei Darkthrone, Chapanel of Ghoust dei Morbid Angel e Dethroned Emperor
dei Celtic Frost. Quello suonato dai ragazzi teutonici, è un
black metal molto pesante, addolcito solo in lievissima parte dalle
tastiere, impastato con un death altrettanto brutale e pesante. In
tutti i ventotto brani, escluse le cover, sono forti le influenze
dei Death, di Burzum, dei Dissection, dei Marduk, dei Celtic Frost
e di quant’altro può rendere questo cd letale e malato.
Gli Impending doom si sono fatti e ci hanno fatto un regalo degno
dei più blasfemi amanti del death/black; un’antologia
corposa, seria, devastante e ben composta(e ‘fanculo a quelli
che dicono che il black e il death sono solo casino, ascoltate questo
cd e provate a negarlo!!!), suonata con perizia tecnica e con sentimento.
E questo basta ad assicurare agli Impending doom altri dieci anni
e speriamo più di intensa attività.
AN
Contact
IMPENDING DOOM
P.O. Box 1132
07565 Weida
(Germany)
e-mail: hatespawn-inc@gmx.de |
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:: MY SIXTH SHADOW - 10 STEPS
2 YOUR HEART
Romanticismo, decadenza, estrema melodia e passione: questa è
la miscela di cui è composto il sound dei capitolini My Sixth
Shadow, che hanno da poco dato alle stampe uno splendido album intitolato
“10 steps 2 your heart”. Il sestetto in questione propone
un Gothic metal dai contorni ammalianti e melodici, il tutto condito
con un’ottima dose di originalità. Infatti i dieci brani,
contenuti nel cd, dimostrano una maturità musicale decisamente
conseguita, una buona padronanza tecnica degli strumenti ed una notevole
linearità nello stile, per non parlare, poi, delle melodie,
per niente ripetitive o sdolcinate ma anzi molto potenti nella loro
calma e nelle loro intelaiature vocali e strumentali.
Il cd è composto da dieci track, quattro di fresca composizione
più una cover dei Cult e cinque bonus track dal precedente
EP “Sacrifice””
La musica dei My Sixth Shadow è paragonabile ad un oscuro velo
che cala sugli occhi e che fa pensare e viaggiare con lo spirito,
o almeno, questa è la sensazione che ho avvertito al primo
ascolto del cd. “10 Steps…” è probabilmente
uno dei migliori esordi discografici a livello europeo ed esorto tutti
e dico proprio tutti ad avvicinarsi a questo splendido album, che
è capiente di sentimento e di feeling, senza contare gli elementi
su citati. E comunque i My Sixth Shadow non si fermano qui, sono già
in sala prove per registrare il successivo release, che sarà
intitolato “Love fading innocence” la cui uscita è
prevista per il gennaio 2004, e che, a mio avviso sarà un ottimo
successore di “10 Steps…”.
Ottimo.
AN
Track list
1. Intoxicate my heart
2. Death is my rebirth
3. Throw me away
4. Life is nothing for me
5. Rain (the cult cover)
6. Aeteria
7. Sacrifice
8. Carry on
9. Die in me
10. Life is nothing for me
Contact
victor@mysixthshadow.com
www.mysixthshadow.com
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:: GREENFLY - HIDDEN PLEASURES
OF A NONEXISTENCE REALITY
La prima sensazione che mi è venuta in mente, ascoltando questi
spagnoli Greenfly, è stata quella del classico pugno nello
stomaco; in tutti i sensi. “Hidden pleasure…” non
è un lavoro che brilla particolarmente per l’originalità,
però possiede una sua durezza d’impatto ed un suo carattere.
In fondo i Greenfly sono all’opera da buoni undici anni e perciò,
dopo tutti questi anni, una loro personalità se la saranno
certamente formata, anche se non si smette mai di crescere. Il quartetto
iberico è dedito ad un death/grind moderatamente distruttivo,
pesante ed elaborato, di chiara scuola dei Death, dei Napalm death
e dei Lockup.
Le nove tracks, presenti sul cd, denotano una buona padronanza tecnica
degli strumenti, buone idee e molta potenza. Fiore all’occhiello
del cd è la cover di un classico del metal estremo, “born
dead” dei Death. L’originalità, solo, lascia un
po’ a desiderare, in quanto i brani presenti sul cd sono composti
può o meno con la stessa mistura ed in alcuni punti risultano
ripetitivi.
Non male.
Track list
1. Life downwall
2. Ten thousand degrees
3. First world domination
4. Living beyond suffering
5. Crossbreaker
6. Face of the injustice
7. Born dead
8. Fallen empire
9. Hidden pleasure of a nonexistent reality
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APDO 27106
28044 Madrid (Spain)
inoleum@wanadoo.es
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Morbid rec.
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:: HARMONY DIES
- IMPACT
Veramente un ottimo lavoro per questi cinque ragazzi di Berlino chiamati
Harmony Dies.
Undici tracce, tracui una interamente strumentale, di stampo death/grind
inframezzate da riff thrash bay area in stile anni '80, originali
e di impatto.
Il cd si apre con "Narcotic", un perfetto connubio tra thrash
e brutal/grind, riff e assoli thrash sono ben fusi con tutta la struttura
della song che apre la strada ad un lavoro ben composto, di elevate
caratteristiche tecniche, veloce, preciso affascinante da pogare tutto
sensa fermarsi mai, pieno di cambi di tempo.
Gli altri quattro brani che seguono sono tra i più aggressivi
di tutto il cde forse quelli che danno meno spazio alle nostalgiche
sonorità proposte il alcuni momenti nel primo brano, sul quale
è presente anche un urlo alla Tom Araya.
Da qui in poi i brani alterneranno una solittili melodia alle parti
più sfrenate e martellanti fino ad arrivare alla settima e
l'ottava traccia che riproponeranno alcune sonorità del passato
e dei classici riff puramente brutal che potevano essere impreziositi
incastonando, sulle proprie ritmiche esagerate, qualche assolo classico,
peccato.
Ed è la volta del brano strumentale, intitolato "InstruMetal",
non è questo gran che, sembra più una traccia senza
testo, sarebbe stato certamente meglio inserire dei solo.
Si continua con le ultime due tracce che conclude in maniera egregia
quest'ottimo lavoro che non può mancare nella vostra collezione.
Consigliatissimo a tutti.
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Harmony dies
Kai Martens
Archibaldweg 38
10317 Berlin
Gernany
harmony-dies@t-online.de
www.harmony-dies.de
Morbid rec.
Postfach 3
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www.morbidrecords.de |
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:: WACO JESUS - FILTH
Se non amate sfruttare la sessualità femminile a più
di "360°", se amate le situazioni soft, se non siete
dei tipi agressivi in "tutte le occasioni", se siete deboli
di stomaco, allora questa band non fa proprio al caso vostro...
Ebbene si, questa è la miscela proposta da questa band brutal/grind
che ama devastare ani femminili, che gode nel vedere due dolci donzelle
urinare e defecare sulle proprie grazie, forse uno dei dieci titoli
che compongono questo Filth potrebbe far capire ancora meglio di cosa
stiamo parlando, "Blast you in the facewith my semen, blast you
in the with my fist".
Be, credo che sia tutto chiaro, devastazioni sonora al 100%, il sound
è quello classico del genere, nulla di particolare tranne questa
bizzarra voglia di voler devastare qualsiasi "canale" con
la propria barriera sonora.
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Waco jesus
Shane Bottens
103 BBBacon
Dekin, IL 61544 USA
shanebottens@grics.net
www.wacojesus.com
Morbid rec.
Postfach 3
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:: PROSTITUTE DISFIGUREMENT
- DEEDS OF DERANGEMENT
Undici devastanti, caotiche, distruttive, massacranti tracce di puro
death/grind.
Questo risultato sonoro è ottenuto grazie ad un maciullante
susseguirsi di sfrenati e veloci riff, "allucinoggeni" cambi
di tempo e ad una irriverente voce trita tutto che carica il sound
di ulteriore criminosi stupri sonori.
Questa miscela di distruzione non poteva far altro che dar vita ad
un lavoro dalle elevate capacità tecnico-compositive, una barriera
sonora che non presenta alcun calo di tono dalla prima all'ultima
traccia.
Contact
Prostitute disfigurement
Niels Adams
Ketelberg 87
5508EW Veldhoven
The Netherland
stjflijk@hotmail.com
www.aufderaxe.nl/prostitute
Morbid rec.
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:: VAGH - SAND OF TIME
Il chitarrista svadese Robin Vagh forma i Vagh nel settembre del 2000
per realizzare quel sogno nato nella metà degli anni '70, quando
iniziò ad avvicinarsi alla musica e alle sonorità di
band tipo Black Sabbath, Led Zeppelin, Deep Purple fino alla NWoBHM,
l'AOR.
Iniziò a suonare e formò la sua prima band nel 1979.
Oggi con i Vagh cerca di ridare vita in svezia alla NWoBHM e l'AOR,
che ormai sono completamente dimenticati.
Brani brevi e diretti, ben arrangiati, ritornelli che subito si stampano
in testa, gli ingredienti ci sono tutti, peccato che la registrazione,
in alcuni casi, non è tra le più adatte, sono state
fatte delle scelte non opportine per il genere proposto, comunque
tutto sommato può andare.
Spiccano sicuramente le ottime doti di songwriting della band e in
particolar modo di Vagh con gli ottime ritmiche e i coinvolgenti assoli,
perfetto il vocalist, Jonas Blum, riesce ad esprimere il meglio in
tutti i casi con la sua calda e avvolgente voce, affascinante il gusto
del suono proposta dalle tastiere di Tom Rask, in classico stile anni
'70, nulla di estremamente eccitante il lavoro svolto da batteria
e basso.
Tutto sommato un buon lavoro che può essere sicuramente migliorato
in qualche arrangiamente, in alcuni casi alcuni accostamenti tra stili
musicali diversi sono troppo azzardati. Sicuramente meglio la scelta
dei suoni in fase di registrazione.
Per i nostalgici è certamente un lavoro da ascoltare.
BF |
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:: HOW LIKE A WINTER - ...BEYOND
MY GREY WAKE
Secondo lavoro per i molisani gli "How like a winter", prodotto
dall'etichetta americana Martyr Music Group e distribuito dalla italiana
Risingworks.
Gothic doom di pregevole fattura, questa è la proposta musicale
della band che trae il proprio nome dal sonetto XCVII di William Shakespeare.
Oscure e melanconiche melodie per queste nove tracce intense e cariche
di emozioni, gli arrangiamenti sono ben elaborati riuscendo a creare
un'atmosfera veramente personale, a tratti poetica, cosa non comune
ad altre ben di questo inflazionato genere musicale.
Il tutto è supportato da un ottima registrazione che fa rendere
al meglio le atmosfere proposte dai nostri sei molisani, riuscendo
a fondere chitarre, mai fuori luogo ed invadenti, violini, perfettamente
arrangiati, tastiere, al limite del sinfonico, e le tre voci, le due
femminili e quella maschile, in un'unico sound personale e riconoscibile.
Nelle varie composizioni si possono assaporare alcuni fumi di My Dying
Bride, Candlemass, Tristitia e Theatre of Tragedy.
Di solito quando recensisco un lavoro, uso entrare nel dettaglio di
ogni brani, in questo caso non posso descrivere le innumerevoli emozioni
presenti in questa piccola perla gothic doom.
Consigliatissimo a tutti gli amanti del genere e non.
Contact howlikeawinter@hotmail.com
www.howlikeawinter.com
www.risingworks.com
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:: ABGOTT - FIZALA
Veloci e malefici riff di puro stampo black metal, umide voci che
sembrano quasi provenire da una malvagia ed oscura foresta, una batteria
che sembra quasi un M16 usatofino all'esasperazione, questa è
la proposta sonora degli ormai più che rodati Abgott dei soci
Agamoth (6-4 axes & screamer) e Nephilim (war drums).
Sette infernali tracce di enorme impatto sonoro e velocità
di esecuzione, sicuramente nulla di nuovo nell'inflazionatissimo mondo
del black metal, ma eseguite e composte con grande peculiarità
e ricercatezza dei suoni.
Ogni brano è preceduto da un intro ovvero da sette "book"
(così la band li definisce), unici branio dove si possono trovare
suoni campionati, infernali tastiere, voci sussurate, filtrate o registrate
al contrario accompagnate da un sottofondo di pianoforte, sonorità
maligne, blasfeme che danno quel tocco di originalità ad un
lavoro in classico stile black metal proposto da questa band che ormai
è dal 1997 che ci delizia con le loro sfrenate composizioni.
Contact www.abgott
co.uk www.mkmpromotion.tk |
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