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Archivio recensioni promo 2003

:: SIX DAY SONIC MADNESS - compilation
Finalmente un prodotto vincente che traccia la strada per l’underground musicale italiano.
Questa è la compilation di uno degli eventi di maggiore importanza nazionale, che ha saputo dal 1998 ritagliarsi uno spazio importante. Questa compilation non è altro che una selezione delle band alternatesi sul sonic stage di Guardia Sanframondi, paese stile medioevale in provincia di Benevento.
Finalmente una finestra su quello che è il panorama underground italiano, per tutti i gusti.
In evidenza il primo brano un’inedito degli Estra, “The night has begun” gruppo ormai importante per la scena rock italiana con il suo leader “Estremo” (Giulio Casale), e poi la bonu track dei six minute war madness, con la traccia “Uomini cattivi non ho più l’età per lasciarvi vivi”, rende da sola la bontà della compilation e del festival da cui trae ispirazione, e dei celebri One Dimensional Man con il brano “No north”
Ma risulta evidente il crescere del movimento rock underground attraverso le tracce di questa compilation, ma la mia attenzione si è concentrata sul brano “1000 storie”, dei 109 mhz, un bel brano alternative rock originale con alcune linee Afterhouse, ma anche l’aggressività punk dei C9 con il brano “upset”. Una nota particolare spetta al gruppo “The miles apart”, con il brano “the prime mover”, che esprimono un punk energico e frizzante.
Questo è un bel prodotto musicale e soprattutto queste sono le manifestazioni che meritano uno spazio importante nei mass media nazionali.

A

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www.sdsm.it
www.srazz.com
:: Guernica - Senza censura
I guernica, si presentano con questo primo lavoro dal titolo “Senza Censure”, un prodotto del 2002.
Finalmente un buon disco fuori dai canoni dello stile rock italiano, dove l’originalità la fa da padrone. Effettivamente i brani dei Guernica partono tutti da una base pop rock, che i Guernica sono ben riusciti a modellare dandone un proprio timbro affascinante ed intenso, quasi “teatrale”
Con “Nuda” il primo brano della Tracklist, l’impatto è sicuramente dei migliori, dove si evidenziano le varie sfaccettature dei Guernica, sia dal punto di vista vocale che musicale, potrebbe identificarsi questo brano come il singolo trainante di questo prodotto “Guernica”. La seconda traccia “I.U.D.”, ricalca un po’ il primo brano con un po’ meno di brillantezza ed un po’ più di psichedelico. Con “Agrado” il terzo brano, sembra la band dare un volto camaleontico all’intero album, un brano abbastanza tirato che strizza un pò l’occhio all’esperienza passata del gruppo come cover band del genere cross-over. “Medea” è il titolo della traccia successiva, che tende a ricalcare un po’ la tradizione rock alterntiva italiana. “Wrong way” il quinto brano cambia la scena come fosse l’ennesimo atto di un lavoro teatrale, tornando su uno stile più aggressivo un po’ tribale, un po’ cross-over. Il lavoro termina nella melodia più assoluta tra le note di un violoncello e quelle di un pianoforte nel brano “Alba speciale”. Sicuramente non mi risulta facile identificare questo lavoro dei Guernica, però con mia notevole felicità, perché significa parlare di un gruppo che ha raggiunto una sua identità, fuori dai classici schemi. Sicuramente un’opera post-rock dove il cantante dei Guernica, ricorda in alcuni tratti quella di Luca Madonna dei “Denovo” gruppo storico della new-wave italiana anni 80.

A
:: Dianira - ottobrezerodue
“Ottobrezerodue”, è il titolo del primo cd dei Dianira, gruppo partenopeo, un lavoro targato 2003. Dopo varie esperienze come live-band, i “Dianira” escono allo scoperto con questo nuovo lavoro. Nella globalità il disco si pone nella scena tradizionale rock-pop italiana, con dei buoni motivi soprattutto nei ritornelli dove la voce “intrigante” di Faber dei dianira, cerca di trascinare tutto il lavoro. Di buon impatto è sicuramente la prima traccia “Lei”, che può essere sicuramente il singolo trainante di questo cd formato da sei tracce, “Lei” è un pezzo rock melodico dal facile ritornello. E’ facile notare come ci sia notevole differenza tra questa traccia e il resto del disco. L’ascolto di “Mey Dey”, non cattura la mia attenzione, mentre “Il male che mi fa” la terza traccia è il pezzo un po’ più rock ma che anche in questo caso non mi cattura ed incuriosisce per la sua “consuetudine” e “tradizionalità”. Di notevole fattura è la versione acustica della prima traccia intitolata “L’altra lei”, che pone i “Dianira” in primo piano, capaci di recare forti sensazioni anche nostalgiche e cupe. Il lavoro si conclude con due tracce registrate dal vivo “Lady in volo” e “La mia realtà”, che non mi destano notevole interesse come brani, ma che rendono l’idea sulla storia dei “Dianira” che nasce come live-band, e si evidenzia in questi due pezzi come la vera forza della band sia il palcoscenico. E’ evidente per il mio giudizio, come la band è alla ricerca di una sua originalità che per il momento non si evidenzia, in quanto nei loro brani si evince una forte presenza nei loro brani di schemi facenti parte al rock italiano degli anni 80.

A
:: NAMELESS CRIME – Nameless Crime (Nocturnal Music)
Direi ampiamente soddisfacente il debutto di questa giovane formazione partenopea formatasi nel ’98 e con all’attivo un demo cd del 2000 ed un promo “Live In Studio” datato 2001, nonché la partecipazione al tributo ai Manowar edito dalla Northwind Rec.
Otto i brani contenuti più intro, di assoluto power thrash metal incisivo e dinamico, con un songwriting che non sarà originalissimo ma che convince ascolto dopo ascolto con i suoi ritmi vivaci e trascinanti delle chitarre, per nulla impacciate nel passare tra tempi veloci e mosh di chiaro Bay Area style, a quelli più lineari e melodici dell’heavy metal più classico di derivazione N.W.O.B.H.M.
Buona la padronanza strumentale dei cinque componenti che, stando ai risultati ottenuti, con un buon rodaggio live dovrebbero senza grandi problemi togliersi grosse soddisfazioni e ricevere consensi positivi un po’ ovunque.
Da seguire con attenzione.

Contatti:
www.namelesscrime.com

R
:: ICON OF HYEMES - UNPOPULAR
Ho il piacere di ascoltare è recensire il secondo prodotto di questi italianissimi Icon of Hyemes intitolato Unpopular. Un violente e spietato black/death che non giunge mai a compromessi, questa è la proposta musicale di queste fantastiche cinque tracce.
"Start to blame" è il primo fottutissimo brano di apertura, e che inizio, una vera e propria batosta nei denti, calcolatissimo e spietato per poi passare senza quasi accorgersene al secondo brano, "A cruel avantgard", diviso in prima e seconda parte, forse ilbrano più bello e articolato, un ottimo misto di black e swedish death con numerosi cambi di tempo e una discreta e mai scontata melodia.
Il quarto brano, "Take my body to replatemence", forse il meno personale e scontato, si apre con un intro di chitarre arpeggiate per poi crescere con il passare dei secondi del mio display, fino a martellare le cervella e coinvolgere tutto il corpo in incontrollabili spasmodici movimenti che vengono calmati dalla dissolvenza finale del brano, anche unico attimo di tregua in tutto il cd.
Unico perchè subito si ricomincia con l'idilliaco caos sonoro dell'ulima track, "Asphyctic song".
Ottimi gli arrangiamenti, ottimo il feeling che gli strumenti riescono a proporre, sicuramente frutto di molta esperienza, più che perfetta la produzione e l'hartwork.

Un prodotto eccellente che entusiasmerà tutti gli amanti del death di qualità.
Il cd include una traccia CD rom con biografia, foto e video.
Grandiosi!!!!

Contact
www.kickagency.com
manliokick@libero.it

www.iconofhyemes.cjb.net
iconofhyemes@katamail.com

:: MUCUPURULENT - SOUL REAVER
Bizzarra proposta proveniente direttamente dalla germania.
Grind' n' rollers, così amano definire il proprio sound questi Mucupurulent.
Un grind sicuramente non molto personale ma che riesce ad esserlo grazie alla particolare ricerca sonora, non propriamente solita, interfacciata, in alcuni casi, da sonorità elettroniche, che per fortuna non ne fanno da padrone.
Sound molto cupo e accattivate vagamente "american style" a tratti molto cadenzato e corposo.
Undici tracce di pura potenza, forse non originalissime, ma di sicuro effetto per gli amanti del genere.
Interessante l'ottava traccia, "The return of the squad", che si apre con un loop di batteria elettronica, quasi jungle anche se un pò più cadenzata, arrichita da suoni tipicamente elettro e vocine urlanti.
Sicuramente la decima traccia è la più trascinante e forse quella dove si apprezza di più la tendenza n' roll.
Sostanzialmente un bel prodotto, sicuramente consigliatissimo agli amanti dl genere.

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www.kickagency.com
manliokick@libero.it

Morbid records
Postfach 3
03114 Drebkau - Germany
promo@morbidrecords.de

Band contact
Ralph Glaser
Schafgasse 9
74613 Ohringen - Germany
contact@mucupurulent.de
www.mucupurulent.de

:: MUTIILATION - MAJESTAS LEPROSUS
Premetto che sono un paio d'anni che non ascolto più il balack metal, più che altro quello che tende all'elettronica, ai campionamenti e cose simili, preferisco il black anni '80 o quello più raffinato alla Ulver, Arcturus ecc...
Questa produzione tutta francese non mi ha appassioanto in particolar maniera.
Suoni estremizzati al 100%, chitarre zanzarose, batteria campionata, fredda troppo "finta", in alcunio brani quasi distorta, voce tipicamente black.
Nulla di particolare, soliti a scontai brani ascoltati e riascoltati non saprei dire più quanre volte.
Non amo mai parlare male di un lavoro perchè sono consapevole che dietri c'è tanto lavoro, però qui è stato sfruttato male, mi dispiace ma non mi è piaciuto.

Contact
Ordealis Records
Berdugo Elie
25 bd Vauban
13006 Marseille - France
ordealis@hotmail.com
www.ordealis.com

:: NEURAXIS - TRUTH BEYOND...
Band canadese nata nel 1994 oggi ci presenta il loro ultimo prodotto intitolato "Truth beyond", una vera scarica di energia death/grind che non da attimi di tregua.
Ottima produzione di circa quaranta minuti per queste dodici tracce di pura violenza, ben composte, anche se spesso scontate, con numerosi cambi di tempo e molta melodia, intrecciata ai classici mood grind, che riesce a rendere molto gradevole l'ascolto.
Eccellente la performance vocale, ottime quelle del resto della band, anche se ripeto, troppo scontate.
Spero che la prossima produzione sia, dal punto di vista compositivo, più personale per poter far si che il Neuraxis sound sia ben distinguibile dal resto della scena grind.
Comunque buon ascolto.

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www.kickagency.com
manliokick@libero.it

Morbid records
Postfach 3
03114 Drebkau - Germany
promo@morbidrecords.de

Band contact
C.P. 210, Succ. C
Montreal, PQ
HL2 4K1 Canada
neoblast@yahoo.com
www.neuraxis.org

:: BLOOD - DYSANGELIUM
Cazzo che botta!!!
Trentanove minuti di legnate, ventuno oscuri e spietatissimi brani che non superano quasi mai i due minuti, quasi sempre preceduti da intro.
Cattiveria allo stato puro, questa è la proposta musicale dei grinders Blood, semplice e lineare nella sua malvagità, corposa e acusticamente indecifrabile nella sua corposità.
Chittarre molto simili ad un tritacarne adatto solo a smaciullare cattolici, basso cacofonico, un rullo compressore utilizzato come batteria una voce veramente impossibile.
Un prodotto solo per veri grinder, non adatto a power boys e cose simili.
Attenzione, potreste rimanerci secchi.
Da ascoltare assolutamente (non sono stato pagato per scrivere queste cose, sono stato folgorato)!!!

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www.kickagency.com
manliokick@libero.it

Morbid records
Postfach 3
03114 Drebkau - Germany
promo@morbidrecords.de

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Elsenstein
Carl-Zeiss-Str. 4
67346 Speyer - Germany
blood@onlinehome.de
www.blood.de

:: MASTERPLAN - MASTERPLAN - (Painful lust/Audioglobe)
La notizia dell'improvviso licenziamento di Uli Kusch e Roland Grapow dagli Helloween (ad opera di un Weikath sempre più "padre padrone"), devo ammettere che mi ha lasciato abbastanza spiazzato. "The Dark Ride" non è di sicuro Keeper II, ma è pur sempre un buon disco, ricco di brani coinvolgenti e potenti. Allora perchè licenziare due dei maggiori compositori della musica helloweeniana degli ultimi anni? Aspetto con ansia il nuovo disco... Ad ogni modo, chiusa la lunga parentesi "zucchesca", Uli e Roland decidono di rimboccarsi le maniche e mettere su un gruppo tutto loro. Il risultato sono i Masterplan, ed il loro omonimo esordio. Ed è con estremo entusiasmo che mi accingo a recensire uno dei migliori esordi degli ultimi tempi. I Masterplan spaccano... e sul serio! "Masterplan" consta di 11 tracks, una più potente, originale e coinvolgente dell'altra. Non un cedimento, non un calo di tono. Il disco si apre con "Spirit never die", song al fulmicotone che, oltre a mettere in evidenza un songwriting molto vario ed articolato, "presenta" all'ascoltatore uno dei migliori cantanti degli ultimi tempi, Jorn Lande. Il singer (già negli Ark) è forse la marcia in più del combo. Voce rabbiosa, potente sia sugli alti che sui bassi, linee vocali mai scontate e personalità da vendere (addirittura in alcuni punti sembra di ascoltare il singer dei Nevermore). Nei brani a seguire, il pathos sale e coinvolge l'ascoltatore, grazie alle mille sfaccettature delle composizioni. "Enlighten me" (il primo singolo) e "Kind hearted light" pur essendo sempre molto orecchiabili e melodiche, fanno sì che la potenza dei Masterplan brilli, grazie anche ad una produzione impeccabile ad opera di Andy Sneap. Tocca poi a "Crystal night" con il suo incedere ritmato ed imperioso, e a "Soulburn" mettere a ferro e a fuoco il padiglione auricolare dell'ascoltatore di turno; quest'ultima caratterizzata da una prova dietro al microfono di un Lande praticamente perfetto. "Heroes" è forse la canzone più tipicamente heavy del lotto, dove fa la sua comparsa un Michael Kiske in gran forma.; brano trascinante, forse un pò meno vario rispetto agli altri. Si continua con "Sail On", e "Into the light", entrambe molto intense e conivolgenti, arrivando così a "Crawling from hell", forse il pezzo più potente dell'intero album. La canzone si apre con un riff tagliente come un rasoio, per poi lasciare a Lande tutto lo spazio necessario per destreggiarsi al meglio. Grande brano. Segue la pesantissima "Bleeding Eyes" e la settantiana "When love comes close", che mette in risalto l'amore del gruppo per le sonorità rock. In definitiva, un grande grandissimo esordio, coinvolgente e trascinante, grazie alla prova dei cinque musicisti che davvero non si pongono alcun limite, spaziando così dal power metal più oltranzista e pesante a sonorità tipiche del rock dei 70's. E come canta Lande in "Kind hearted light", "...hold up your metal torch...". Geniali.

Tracklist:
1) Spirit never die ; 2) Enlighten me ; 3) Kind hearted light ; 4) Crystal night ; 5) Soulburn ; 6) Heroes ; 7) Sail on ; 8) Into the light ; 9) Crawling from hell ; 10) Bleeding eyes ; 11) When love comes close
Lineup: Jorn Lande (V), Roland Grapow (G), Jan-Soren Elkarth (B), Axel Mackenrott (K), Uli Kusch (D)
Special Guest: Michael Kiske on "Heroes"
Total running time : 50'51''
Produced by: Andy Sneap

IN

:: MERENDINE ATOMICHE - WALK ACROSS FIRE DEADSUN REC. 2002
L'ascesa del metal tricolore di questi ultimi anni, ha prepotentemente messo all'attenzione di tutti, valide promesse a cui i veneti Merendine Atomiche non sono sicuramente da escludere.
Considerando che il quintetto in questione cominciò la sua attività solo come cover band, tra l'altro di indiscusso valore e successo, dei Metallica (tale cammino preceduto solo da un primo demo del '98 che vedeva la band ancora in uno stato embrionale), ha saputo ben presto costruirsi una propria identità pubblicando prima "The Holy Metal", lavoro autoprodotto targato 2000 ed oggi, forti dell'esperienza acquisita negli anni, i buoni responsi da parte di critica e pubblico e la consapevolezza di avere finalmente un contratto discografico, si riconfermano alla grande con questo "Walk Across Fire".
Ciò che ci viene presentato è un compattissimo thrash metal carico di groove e melodia, suonato con saggia esperienza e precisione, alquanto vario e competitivo nel suo genere ed alquanto... distruttivo nel suo ascolto.
Freschezza compositiva la riscontriamo nella trascinante title-track o nell'apparente tranquillità di "The Spirit Of Wolf", brani che colpiscono, convincono e che faranno scuotere la testa ai "metalheads" più sfegatati del genere. Nell'album si trova addirittura spazio per due mega ospiti come Jeff Waters (Annihilator), che suona l'assolo in "Game Over", e Anders Lundemark (Konkhra) lanciato in un vertiginoso duetto vocale.
A completamento, nel cd vi troviamo il video di "Blood For Glory", mp3 e foto. Great!!!

Contatti
www.merendineatomiche.com
merendineatomiche@3000.it

R

:: DISTRIZIONE - Pianeta dissolvenza
Death metal senza compromessi, questa è la proposta musicale degli italianissimi Distruzione al loro secondo CD. Il prodotto è stato realizzato nel 2000 ma solo oggi è arrivato nella redazione di Raw & Wild, peccato!
La cosa che differenzia maggiormante la band dalle altre e quella che i testi sono completamente in italiano, cosa non sempre frequente nelle band di metal della nostra penisola.
Il risultato è gradevolissimo, la poca musicalità della lingua non è per nulla presente nelle liriche che si presenteno compatte ed agressive, senza mai presentare cali di ascolto, forse la componente vincente/penalizzante sta nel fatto che quasi sempre le parole non sono ben chiare.
Però tutto sommato il risultato è perfetto anche se non sempre è chiaro quello che Devid stà cantando.
Eccellenti le performance del resto della band, aiutata da una impeccabile registrazione che rende il più chiaro possibile quello che il gruppo vuole proporre.
Sicuramente consigliatissimo agli amanti del death selvaggio, potrete ascoltare undici tracce, compreso brano strumentale e ultimo brano live studio, di ottima fatture.
Da segnalare su tutte la quarta traccia, "Rimpianti", per il sottoscritto la migliore, e la ottava , "Dentro di me", con un arrangiamento spaccaossa.
Il promo mi stato fatto recapitare accompagnato da una videocassetta contenente il video del brano "Pianeta dissolvenza", video trasmesso anche su Rock TV e MachMusic.
La qualità è quella classica dei video prodotti in Italia, l'unica cosa ad impreziosire il tutto è il supporto audio chiaramente alla Distruzione maniera.

Contact:
Studio Prisma
Via Montanara, 277
43100 Parma - Italy
distruzione@iol.it
www.distruzione.it
:: IV LUNA - Libera mente
"Quarto giorno di luna crescente", questo è il significato del termine latino IV Luna.
La band è al suo terzo lavoro, non ho mai ascoltato i lavori precedenti, non so qual'è stata l'evoluzione musicale della band, ma posso dire con tutta sincerità di aver apprezzato molto questo prodotto veramente molto originale.
Il sound proposto è un sapiente misto tra metal/thrash melodico, rock italiano di ultima generazione, pop rock e rock anni '70, il totale della somma di questi generi è una "raffinato" e personalissimo modo di creare atmosfere sonore impreziosite da colte liriche cantate in italiano.
Ottima la performance vocale e chitarristica di Michele Chessa, eccezionali gli arrangiamenti di chitarra di Luciano Chessa, più che riempitive le esecuzioni di basso di Andrea Caminiti, indiscutibili le doti di Alex Giuliani alla batteria, sicuramente questo "Libera mente" non è facilmente classificabile grazie all'alto gusto compositivo di questi quattro capitolini.
Consigliato a tutti ma in particolare a chi ama ascoltare non il soliti groove, bravi!!

Contact:
Alex Giuliani
Via dei Frassini, 119
00172 Roma - Italy
quartaluna@ciaoweb.it
www.quartaluna.com

:: Coprofago - genesis - Sekhmet records - 9 tks, 36.11 min.
Che mazzata questi Coprofago, combo cileno formato da quattro ragazzi, Pablo Alvarez, Sebastian Vergara, Marcelo Ruiz e Rodrigo Castro, cresciuti, a quanto pare, a pane e Meshuggah, dai quali riprendono (per non dire copiano) molti dei classici trademarks che hanno reso celebre la band di Umea.Grande tecnica( la sezione ritmica è da panico), ottime scelte in termini di arrangiamento( bellissimi gli stacchi simil - Atheist con tastiere e basso freetless), chitarre spacca cranio e una voce che, molto molto spesso, fa pensare che dietro il microfono ci sia Jens"cartavetro"Kidman a perforarci i padiglioni auricolari. Ascoltatevi Chaos(phere), The domain of logic, Empty creature e poi ditemi se non sembrano i figliocci dei mitici svedesi. Infatti, se è indiscutibile la perizia tecnico-strumentale, la produzione e la cura del packaging ( il cd contiene anche una sezione multimediale), ciò di cui la band difetta è la quasi totale mancanza di personalità, elemento non trascurabile se si vuole dare al proprio prodotto la possibilità di spiccare il volo verso l'olimpo dei grandi.

Chris

:: Martyr - Warp zone - Sekhmet records - 11 trks; 46:54 min.
Ottimi questi Martyr ed il loro "Warp Zone", secondo album per la band canadese ( il primo "Hopeless Hope" risale al 1997) che vuole riassumere, in poco più di mezz'ora di musica, tutti i capisaldi del death più tecnico e spaccaossa. Undici tracce (9 in studio e 2 dal vivo) cariche di lucida violenza e quattro musicisti che sanno fare davvero bene il proprio lavoro dietro gli strumenti. Si parte alla grande con la title- track, e da subito si capisce che i canadesi hanno stoffa da vendere( ascoltatevi le parti di batteria del bravissimo Patrice Hamelin, le chitarre dell'accoppiata Martin Carboneau/Daniel Mongrain, che è anche vocalist, il basso di Francois Mongrain e poi ditemi);dopodiché si passa attraverso splendidiepisodi quali "endless vortex" e "deserted waters", per arrivarea quella che, a mio parere, è una delle chicche dell'album: "the fortune-teller", song intrisa di stacchi e parti meshugghose, che già dai primi secondi fa capire che questi ragazzi non scherzano affatto( un altro applauso al fenomenale Patrice). Il dischetto fila via che è un piacere, le songs rimanenti sono davvero belle e mettono in risalto l'ottimo lavoro svolto in fase di arrangiamento e di produzione.Il cd, inoltre, contiene una sezione multimediale ben curata, che va ad aggiungere ulteriore valore ad un prodotto che di per sé non ne avrebbe alcun bisogno.

Chris

:: Korum - Son of the breed - Sekhmet Records - 11 trks; 32:53 min.
"Technical brutal deathcore" il genere proposto dai Korum e, a sentire "Son of the breed", bisogna ammettere che le note di accompagnamento dell'album non mentono. Riprendendo molto di quanto insegnato dai "padri" Cannibal Corpse, unendo spruzzate di finezza strumentale alla Cynic e quel tocco di sana follia tipico dei Dillinger Escape Plan, i Korum danno alle stampe un disco veramente ben suonato e intriso di ottimi spunti, fresco e dotato di quel piglio skizzoide che tanto godere mi fa. Quattro strumentisti francesi: Olivier (vocals), Niko (guitars), Kriss (bass & vocals) e Boban (drums) che spaccano di brutto, forti di una produzione all' altezza e di 10 pezzi ( 11 se si conta l'outro) che faranno la felicità di tutti gli amanti del genere. Schegge come "Cowardice", "Raised upon all men", "Circle is closing" e "Until the end" vi si pianteranno nel cervello per non farsi più tirare via. Bravi quindi i Korum e brava anche la Sekhmet, che da ad un' altra promettente band ( ricordo che sono accasati presso la label francese anche Martyr, Coprofago e Capharnaum) la possibilità di uscire allo scoperto.

Chris

:: WILL'O'WISP - Unseen Beyond prod.
Che i Will'o'Wisp fossero una delle formazioni più interessanti ed innovative del panorama metal tricolore, questo forse lo si sapeva, se non altro perché già con il precedente "Enchiridion", si poteva cogliere l'estrema cura nel ricercare suoni e soluzioni che andassero al di là di ogni prevedibile aspettativa.
Con "Unseen" il quintetto ligure, prosegue in un certo qual modo il cammino stilistico del suo predecessore, con le importanti e gradite novità che oggi il loro prodotto può usufruire di una produzione migliore e di un songwriting maturato, anche con l'esperienza accumulata e che si pone all'ascoltatore in maniera un poco più "digeribile" rispetto al passato.
Le 9 tracce (40 min. circa) contenute, sono il risultato di un concept basato sulle divinità sumere e su alcuni aspetti (oscuri?) del sonno. E' considerevole l'apporto della tastiera, la quale oltre a donare atmosfere tenebrose, arricchisce in maniera convincente il sound, già di per se tecnico e pieno di stacchi e cambi di tempo da infarto (…e qui la lezione impartita da gruppi come Voivod o Cynic ha fatto il suo corso…). Unico appunto, se mi è concesso, riguardano alcune scelte vocali che non mi convincono più di tanto; per il resto "Unseen" è un album che si pone all'interesse di chi ama quel lato del metal di intrigante fascino e di non facilissima assimilazione.
Da tenere d'occhio.

R

Contac:
Paolo Puppo
Via Paulucci, 6/9
16035 Rapallo (GE)
willowisp@libero.it

:: MUTALA - Carnivorous Disposition
Definito dalla band, il loro è mediterranean death metal, così hanno iniziato e così vanno avanti con questa classificazione tutta personale di uno stile che è proprio dei Mutala. Band pugliese al loro primo debut cd sotto la Nocturnal Music propone un full del tutto aggressivo che abbraccia sia parti melodiche che riffs ben più aggressivi e d'impatto. Otto le tracce contenenti in questo lavoro tra cui una strumentale, quattro i malati compositori di questo cd in chiave death metal! Nel complesso solo la produzione non è delle migliori e certo ci si poteva aspettare di meglio, ma per il resto tutto è ben suonato e le idee sono davvero contorte e malate, i brani iniziano spesso con una grossa dose di malvagità come "On A Blind Track" e in seguito sanno poi inserire riffs articolati con assoli di abbellimento che magari si allontanano dalla precedente aggressività per dare spazio ad una diversa sensazione magari malinconica e depressiva tramite arpeggi e voci strane che mischiate a parti melodiche fondono un strano stile musicale che è proprio di questa band. Un discreto lavoro che poteva essere più curato in certi aspetti, ma che soddisfa di certo l'ascoltatore in preda a questo "Carnivorous Disposition"!!!

N

CONTACT:
Mutala
Via Dante, 206
70019 Triggiano (BA), ITALY
mutala@libero.it
www.mutala.cjb.net
:: BLOODYGORE- BLOOD DRIVEN VEHEMENCE
Il trio indonesiano BLOODYGORE ci propone un nuovo mcd dal titolo BLOOD DRIVEN VEHEMENCE :lavoro composto da sei brani che a mio parere poco si differenziano l'un l'altro ;perciò non mi soffermo ad analizzare ogni singola canzone.15 min di puro estremismo sonoro sono più che sufficienti ;infatti più brani avrebbero reso l'album alquanto difficile da ascoltare.Sinceramente ho apprezzato molto più la penultima release di questi ragazzi ,anche se la registrazione di questo BLOOD DRIVEN VEHEMENCE sembra migliorata rispetto al precedente album.Complessivamente l'arrangiamento musicale di questo mcd dimostra una buona tecnica : terribilmente psicopatico il lamento del vocalist RIO e ossessiva la sezione ritmica SONNY/MITHOS. Ciò però non basta per far emergere i bloodygore dagli infiniti gruppi estremi gia esistenti perciò "blood driver vehemence" è un album che considero solo ai fans più fanatici del genere.

FETALSKINNER
:: NILE - IN THEIR DARKENED SHRINES
Nuovo album per una delle più originali band della scena estrema mondiale. I NILE sfornano questo nuovo "IN THEIR DARKENED SHRINES" che a mio parere non si scosta molto dal precedente "BLACK SEEDS OF VENGEANCE" con ciò però non voglio dire che questo album debba essere considerato un clone.Eliminando le lunghe introduzioni che caratterizzavano "BLACK SEEDS OF VENGEANCE" e che ne rendevano molto pesante l'ascolto,questo nuovo lavoro dà l'impressione di essere rinchiusi in una tomba senza alcun spiraglio che dia la possibilità di respirare.Questo è a mio parere l'unico modo per far capire ai lettori l'atmosfera claustrofobica che viene a crearsi in alcuni brani come "KHEFTIU ASAR BUTCHIU" o "WHISPER IN THE EAR OF THE DEAD".Altra caratteristica di "IN THEIR DARKENED SHRINES" è la potenza e la ferocia che meglio si materializza in alcune traccie come "THE BLASSED DEAD" o "WIND OF HOURS"… Inutile dilungarsi ad osannare la tecnica quasi sovraumana di questi ragazzi :sarebbe alquanto scontato…Da anni si è consolidato il binomio NILE/VIOLENZA e questo "IN THEIR DARKENED SHRINES" sarà un ambito pasto per tutti gli ascoltatori di musica estrema : da avere a tutti i costi !!!

FETALSKINNER



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Nome gruppo: Tiago della Vega
Titolo: Hybrid
Genere: shred
Anno di pubblicazione: 2009
URL: http://www.sgrecords.it
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