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Reviews - Yattafunk
:: Yattafunk - Yattafunk Sucks - (Ghost Record Label/Crashsound - 2016)
I survived the Nineties! Così recita il motto che prima o poi mi farò stampare su un po’ di T shirts, magari rigorosamente infarcite di loghi e copertine di Type 0 Negative, Faith No More, Alice In Chains e Pantera! A giudicare dal basso scoppiettante e “slappante” posto in apertura, anche gli Yattafunk sono usciti indenni dal decennio in oggetto, se sono qui a raccontarcela con questo dischetto dal nome impertinente come il filone a cui si ispira, “Yattafunk Sucks”. Otto pezzi di scoppiettante funk/metal che fanno pensare ai fasti di Robert Trujillo nei seminali Infectious Grooves (e perché no, anche nei Suicidal Tendencies) a partire dalla coinvolgente “Yattafunk”, che sciorina da subito momenti di ottima tecnica strumentale (un plauso al lead guitarist, sin dal primo pezzo), per giungere al minimalismo di “Hell Yeah”, una track dal pattern ritmico essenziale che fa capolino in uno scenario più “recente”, per così dire. Vi ricordate di quando gli H Blockx si vestivano da formiche per devastare questa tranquilla casettina immersa nel verde? La sensazione è quella, in effetti, e il disco scorre così, tra le folli “Pullover” e “Leggins & Knives” (l’argomento aiuta, in effetti…), le variazioni arpeggiate di “Hypocondria” – qualche momento soffuso su “Squirtinado”, una track concettualmente molto vicina all’operato di Mr. Patton e soci (Mr. Bungle e primi Faith No More a go-go) – e immancabili episodi dissacranti: “Hallowed By The Funk”, che non poteva non concludersi con il finale del celebre pezzo dei Maiden da cui mutua il nome, e “Mr. Ball (The Clochard Killer)”, con la sua scanzonata citazione di “Immigrant Song”. Qualcosa da limare c’è, in effetti, a partire dalla costruzione delle vocals, che a volte seguono sin troppo la melodia delle chitarre, venendo meno ai dettami sperimentali del genere e risultando un po’ sottotono, e il sound generale, a mio parere ancora un po’ acerbo – specie per quanto riguarda le distorsioni. Per il resto, “Yattafunk Sucks” è un lavoro interessante che fa ben sperare nelle mosse del quartetto romano.
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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www.facebook.com/yattafunk
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