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Reviews - Wormhole
:: Wormhole - Longing For Darkness - (Autoprodotto - 2007)
Secondo lavoro per gli appulo-lucani Wormhole, dopo l’omonimo promo del 2004. La band attiva sin dal 2003 si presenta con la novità Valentina dietro il microfono. Dal punto di vista sonoro il quartetto ci propone un metal dalle forte tinte dark che non scopiazza i gruppi che vanno per la maggiore oggigiorno (vedi Evanescence), ma che trova le proprie radici in chi questo genere lo ha inventato, mi riferisco ai The Gathering. L’influenza del gruppo olandese si sente soprattutto nelle linee melodiche, la conclusiva “My Soul Roams With The Sea” (il brano migliore tra i quattro presenti nel cd) ne è l’esempio principale. Non mancano neanche l’influenze più propriamente dark (Fields Of The Nephilm). L’apertura del cd spetta a “An Unusual Nightmare” che gioca con chiaro scuri che rendono il pezzo ora teso ora rilassato. La title track dal vago inizio trip pop conferma lo spiccato gusto per le melodie del quartetto. In “Reflections Of Love” fa capolino l’amore per certo post-rock che poi sfocia nelle sonorità oscure proprie del gruppo. Particolare attenzione è stata posta nella cura dell’artwork, sicuramente superiore alla media dei cd autoprodotti italiani. Un buon lavoro, non ci resta che attendere le prossime mosse del gruppo.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

Contact
www.wormhole.it/
www.myspace.com/wormholepostdark
:: Wormhole - Songs From The Counter Island - (Ghostrecord Label/Crash Sound - 2015)
Ogni tanto i ruoli si ribaltano, così il nostro zelante Francesco Faniello questa volta si ritrova dall’altro lato dalla cattedra. A me il compito di fare le pulci ai suoi Wormhole, che ritornano dopo un lungo silenzio di quattro anni. Di acqua sotto i ponti ne è passata dai tempi di The String Theory, tanto che i oggi lucani appaiono uguali e diversi, un po’ come quei fantasmi marziani di una delle tante novelle contenute nelle cronache scritte da Ray Bradbury, una delle fonti di ispirazione di questo nuovo lavoro. Entriamo nel dettaglio: i Wormhole continuano il loro cammino personale, tanto che già quattro anni fa, in pieno clamore Evanescence, erano riusciti a scansare la facile tentazioni di scimmiottare gli americani. Certo, a loro malgrado, sono stati inseriti in quel filone, ma a ben vedere i Wormhole avevano (e hanno) le proprie radici piantate in ben più nobili suoli (leggi The Gathering e The 3rd and the Mortal). Questo aspetto è rimasto immutato, soprattutto per quanto concerne le melodie. Però qualcosa di nuovo c’è: chi segue queste colonne sa come il giovin Faniello, nel bel mezzo del cammin di vita sua, si sia imbattuto negli Avatarium. Nonostante lui nicchi sulla cosa (adducendo agli altri la responsabilità) qui e là qualche riffone leifedlinghiano spunta fuori. Ma non è tutto, il sound è bello, forte e robusto, moderno e con i controcazzi, tanto che il sottoscritto ci sente pure qualcosa in odor di Nevermore. Meno invasiva la parte elettronica (o gotica), la band ha trovato il giusto equilibrio senza per questo rendere meno elaborati gli arrangiamenti. Anche alcuni difetti del passato sono stati limati, facendo apparire il tutto più coeso. Dal punto di vista concettuale SFTCI è una sorta di oscura guida inter(ior)galattica per autostoppisti con finale a sorpresa in Lucania (“The Counter Island” è un tributo alla regione d’origine del nucleo della band, la cosa non dovrebbe meravigliare visto che il batterista Paolo Bitonto è stato anche un membro dei neo-folkster Hautville), il che rende il tutto ben più ambizioso e affascinante rispetto alla media delle uscite che giungono sulla mia scrivania. Il viaggio continua, sta a voi decidere se restare a terra guardar le stelle o farvi dare uno strappo dalla navicella Wormhole.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Wormhole - The String Theory - (LadyMusic - 2011)
A quattro anni di distanza dalla pubblicazione di Looking For Darkness, album autoprodotto, tornano i Wormhole del nostro Francesco Faniello. Di acqua (nera) ne è passata sotto i ponti, e alcuni cambiamenti hanno contraddistinto la storia recente del combo appulo-lucano, in particolare la fuoriuscita del bassista Domenico Montemurro (comunque parte attiva nella composizione ed esecuzione dei brani inseriti in questo lavoro) e la conseguente entrata del nuovo Giuseppe Recchia e della seconda chitarra Andrea Canitano. I nove brani presenti su The String Theory (titolo secchione) sono divisi in due parti: Inner Side (1-4) e Cosmic Side (5-9), che sin dal titolo lasciano intuire una volontà di approfondire dei temi introspettivi nel primo frammento, lasciando al virtuale lato B il compito di trattare tematiche universali. Particolari stravolgimenti nel sound della band non ce ne sono stati rispetto a LFD, probabilmente si è data una maggiore attenzione agli arrangiamenti, sicuramente più ricchi e curati rispetto al passato. Anche la prestazione di Valentina risulta più sicura e convincente in confronto a quella dell’esordio. Ancora una volta, mi sento di tirare in ballo come punto di riferimento i The Gathering, anche se la dipendenza dal gruppo olandese non è così accentuata. I Wormhole hanno una maggiore propensione dark e un approccio più spiccatamente melodico. Credo, infatti, che brani come “You Mortal Remains” e “Simon”, giusto per citarne due presi dalle diverse “facciate” dell’album, potrebbero avere un ottima accoglienza radiofonica. Non mancano brani più aggressivi come “My Darkest Side\". Ottimo anche l’artwork firmato dal batterista Paolo Bitonto, che avevo già avuto modo di apprezzare per quanto fatto nell’album degli Hautville. In un periodo di stanca della scena goth-dark metal, i Wormhole rappresentano un vero toccasana per gli appassionati del genere.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

Contact:
www.wormhole.it
www.myspace.com/wormholepostdark
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