Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Witchcraft
:: Witchcraft - Legend - (Nuclear Blast - 2012)
Ritorno in grande stile per la band di Magnus Pelander, per l’occasione smessi i panni del chitarrista per dedicarsi alle sole vocals. Per chi non lo sapesse, l’ormai quintetto svedese Witchcraft è tra i principali alfieri del reimpiego di sonorità settantiane in un contesto, è inutile negarlo, prettamente contemporaneo. Eh sì, perché dietro l’uso di amplificatori vintage e la passione per le morbide melodie e le elettriche asperità del decennio di Black Sabbath e Black Widow, serpeggia un apparato testuale che si distacca dalla solita menata su pot smokers e visioni allucinate, per abbracciare decisamente l’impegno la denuncia sociale. Nulla di nuovo, direte voi: è pur vero che i quattro Sabs non sono mai stati teneri con il mondo che li circondava scrivendo liriche tra le più salaci e taglienti che il mondo del rock ricordi, ma è altrettanto vero che la maggioranza dei loro emuli in campo stoner, doom o psichedelico ne ha completamente tralasciato l’aspetto “politico”, preferendo concentrarsi sul pur formidabile apporto sonoro. Ecco dunque che il futuro prende spunto dal passato, o piuttosto era il passato ad essere talmente avveniristico da risultare più che mai attuale. In ogni caso, si farebbe un torto enorme a Magnus e soci accumunandoli ad un semplice revival artistico e sonoro, benché la band sia nata – lo ricordiamo – come tributo one-off ai Pentagram. Forse più di tanti commenti e dei fiumi di inchiostro versati, valgono le parole di Phil Anselmo, secondo cui i Witchcraft sono una delle poche bands ad aver creato qualcosa di nuovo con elementi vecchi. Facendolo molto bene, e senza sacrificare mai la forma canzone all’effetto emulativo, aggiungerei io. Per cui, fatte le doverose premesse, affermo senz’altro che i Witchcraft hanno tirato fuori un disco davvero degno di nota, in cui le sonorità emergono non solo da quella pesante tradizione ampiamente citata, ma anche da recenti e originali interpretazioni della stessa. Ecco dunque il significato del contesto “contemporaneo” da me citato in apertura, che porta alcuni dei brani di “Legend” a virare su sonorità inusuali per la band. Innegabile è la capacità di disegnare scenari musicali onirici, come emerge sin dall’iniziale “Deconstruction”, con il suo incipit classico poi diluito nella parte vocale. L’attacco “Flag of fate” fa tremare i polsi dei fans dei Kyuss, per poi imboccare decisamente la via della psichedelia a stelle e strisce, sostenuta com’è da un ritmo ostinato e martellante nella strofa. Si torna al classico con “It’s not because of you”, brano sabbathiano impreziosito da un leggerissimo velo di folk/prog, e lo stesso bilanciamento tra gli elementi prettamente elettrici e quelli più leggeri vale per le tracks successive, per assumere addirittura connotazioni Tool/A Perfect Circle su “Democracy” e sulla successiva “Dystopia”, pur impregnata di psichedelia a metà tra gli States e la Mitteleuropa. Una tale influenza, che porta Magnus su coordinate timbriche vicine a Maynard James Keenan, si estende fino ai giri di basso della conclusiva “Dead End”, i cui dodici minuti prevedono persino una inquietante parte centrale che riprende i fasti delle visioni morrisoniane in un contesto decisamente heavy. “Legend” è la fotografia dei Witchcraft nella loro reale essenza: solidi e quadrati, senza apparire parodisticamente monolitici.
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact:
www.witchcrafthome.com
:: Witchcraft - Nucleus - (Nuclear Blast - 2016)
Il 2016 potrebbe concludersi qua, dopo un paio di settimane. Non vedo chi possa spodestare i Witchcraft dalla testa della classifica dei migliori album di fine anno. Loro che sono stati tra i primi a riportare in voga certe sonorità, oggi tornano al nucleo (da qui il titolo?) primordiale del loro sound. In barba alla copertina dai colori chiari e variopinti, gli svedesi sono tornati a mettere in risalto la propria anima più oscura, quella che paga il tributo ai Black Sabbath e ai Pentagram, spirito che in questi ultimi anni era andato in parte perso, a favore di un flavour più progressive e sixties. Invece no, Nucleus è qui a dimostrare che gli altri non hanno speranze: Graveyard, Kadavar, Uncle Acid, Blues Pills o chi altro volete voi, possono solo imparare. Ma pur imparando, nessuno di loro avrà l’asso nella manica rappresentato dalla voce magica del mastermind Magnus Pelander! Perché, credetemi, mai come nel 2016 la sua ugula fa la differenza – l’unico che può competere con lui è Sami Hynninen (Albert Witchfinder) degli Orne. Ascoltatevi la stupenda e conclusiva Breakdown, e ditemi se non sembra una sorta di Planet Caravan in salsa Doors con sorpresa finale (ascoltate e capirete). Prima di questa ultima traccia tutto funziona al meglio, dal singolo Outcast, che rende meno brusco il passaggio dalle sonorità di Legend a quelle più remote di questo nuovo capitolo, all’iniziale Malstroem, il miglior biglietto da visita dei Witchcraft nuovamente doomish di questo 2016. Ma poi viene da citarle tutte, la titletrack, An Exorcism, Helpless e Theory Of Consequence. Ho amato i Witchcraft dai loro primi vagiti, me ne sono reinnamorato ogni volta che hanno tirato fuori un nuovo album. Ma questo disco ha suscitato in me l’emozione di un’infatuazione giovanile, forte e passionale. Fatta più sensi che di ragione. Ciao ciao 2016, sei stato un anno breve ma intenso.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

Contact
www.witchcraftswe.com
www.facebook.com/witchcraft
www.nuclearblast.de/witchcraft
<<< indietro


   
Heir
"Au Peuple De L’Abìme"
Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand
"What Makes You Pray"
Fire Strike
"Slaves of Fate"
Aliante
"Forme Libere"
Unreal Terror
"The New Chapter"
Vetriolica
"Dichiarazione D’odio"
Stereo Nasty
"Twisting the Blade"
Kal-El
"Astrodoomeda"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild