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Reviews - Witch Mountain
:: Witch Mountain - Mobile of Angels - (Svart Records - 2014)
Il sottobosco del rock “estremo” statunitense si riconferma sempre prodigo di realtà interessantissime. Una di queste è una band formata da quattro musicisti di Portland e fondata nel 1997, che in questo quarto album dimostra di aver definitivamente sposato la causa di un certo doom metal primigeneo, originale, prototipico. Quello delle lunghe e lente camminate blueseggianti, sia sotto il sole del deserto che nella nebbia della brughiera. Processioni funebri come riti alchemici itineranti, durante le quali la scala pentatonica rinasceva assumendo nuovi cupi connotati per esprimere nuovi pessimistici concetti. Quello sperimentale, ancora in simbiosi con la maestria tecnica del coevo prog-rock. Quello delle canzoni sofferte, dalle tematiche esistenziali espresse in versi di “occulto” fatalismo. Quello di Black Widow, Coven, Black Sabbath.
“Mobile of Angels” è composto da 5 tracce, che si sviluppano per un tempo totale di circa mezz’ora, ma la cui breve durata diventa molto relativa una volta che ci si è immersi nel pregevole sound del disco. Trattandosi di così pochi pezzi, è possibile descriverli più in dettaglio, citando anche degli estratti più significativi dei (notevolissimi) testi, interpretati dalla bravissima Uta Plotkin, tecnicamente ispirata come Jinx Dawson dei Coven, emotivamente coinvolta come Janis Joplin e suadentemente impostata come Anneke Van Gisbergen o Cristina Scabbia.
Psycho Animundi: pesantissima marcia di sporco stoner blueseggiante dai tempi rarefatti, un lentissimo corteo funebre in cui la sezione ritmica segue la chitarra che a sua volta segue la voce, e che marchia il suo epitaffio fra fasi alternate di arpeggi disillusi e fatalisti. “Sometimes I sink through the floor – And I bless the blackness that I’m waiting for”.
Can’t Settle: brano dai riff decisamente sabbathiani di epoca “Vol. 4”, ma molto vario nell’interpretazione melodica, con un senso del groove oscuro ma accattivante che ricorda la rielaborazione dei riff beatlesiani in stile Type 0 Negative, sebbene qui le coordinate sonore vengano sempre tenute sempre nell’ambito dell’origine “settantiana” del genere. Davvero bello il lavoro della chitarra solista. “When I stay still I get ill – If I don’t rise, if I don’t fly out of the mire, I will expire”.
Your Corrupt Ways (Sour The Hymn): Uno dei momenti più malinconici del disco, un lenta ballad da locale notturno, dalle linee e piani melodici eleganti e raffinatissimi, con una commistione di tristi fraseggi blueseggianti su una base pulsante, oscura e sensuale, ai limiti del gothic rock. Anche qui assoli di chitarra ispirati e coinvolgenti. “You say I couldn’t possibly get it – And I say the same ‘bout you – Can’t wait for the day I hear you admit it – I was right about you”.
Mobile of Angels: psichedelia onirica e “nebbiosa” di soli strumenti a corda opportunamente modulati, che tramite armonizzazioni e riverberi che rimarcano un doppio piano sonoro ricreano una dimensione tanto eterea quanto inquieta, fra revival “celtico” e morbidezza “apparente” delle atmosfere in stile Lycia. Il brano più corto del disco. “Slow descent into murkiness of mind, an uneasy fog, a familiar face – The paralyzed walk of the dreamer, innocent, receptive – What will he see at the end of the world, the edges of perception?”.
The Shape Truth Takes: un’altra lenta ballad dai toni dark e intimisti, stilisticamente accostabile ai The Gathering ma più minimale e “sotterranea”, dalle strutture melodiche crescenti e dal mood disilluso. Il pezzo più lineare del disco, quasi ad equalizzare lo stato d’animo dell’ascoltatore e prepararlo a un nuovo ascolto di questo lavoro. “I waited for the rain to pour and wash me clean and cold – or for the loving earth to take me whole – Each day I wait for some new shape to take me till I know – what is the shape that truth will take, what will it show”.
Concludendo, un bellissimo disco di doom-dark metal dal livello tecnico perfetto, molto ben prodotto e che per via dell’ottima qualità delle canzoni sicuramente potrebbe essere apprezzato anche dai fan della buona musica a prescindere, al di là di etichette specifiche.
Voto: 8,5/10
WOLVIE

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profoundlorerecords.bandcamp.com/album/mobile-of-angels
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