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Reviews - Will'O'Wisp
:: Will'O'Wisp - Inusto - (Nadir Music - 2015)
A tre anni di distanza dalla pubblicazione di Kosmo tornano i Will’O’Wisp, guidati come sempre da Paolo Puppo, il quale ha riunito intorno a se una sorta di all star band del death nostrano: Oinos (Thy Nature, Sadist, Cayne, Austral Wave, Node), Jacopo Rossi (Antropofagus, Nerve,Dark Lunacy) e Deimos (Revenant). Il risultato di questa unione di intenti è Inusto, miglior album dei genovesi, che si piazzo di diritto nell’elite dei capolavori del death metal progressivo nostrano. Nonostante la copertina che ricorda il disco d’esordio del 1992, Enchiridion, difficilmente i WOW di oggi possono essere ricondotti alla band di venti e passa anni fa, probabilmente la vena gothic che impregnava i primi passi della formazione ligure è andata completamente persa a favore di un approccio più algido di stampo Sadist. Il nome della bandi Tommy Talamanca non esce fuori a caso, infatti è stato quest’ultimo a produrre l’album, ricreando quelle atmosfere inquiete che caratterizzano il sound della propria band madre, e che hanno reso i WOW una sorta di Yes del death metal. L’album è un tributo al un pittore, antropologo, diplomatico, archeologo, poeta, scenografo e costumista Russo N. Roerich, i genovesi ne ripercorrono il pensiero con una quindicina di brani, alcuni dei quali strumentali (ormai un classico nella produzione dei Will, che in parte ricorda anche quanto fatto dai Pestilence), dall’altro contenuto tecnico e dal forte impatto emotivo. Il tutto diventa una sorta di viaggio verniano alla ricerca di mondi fantastici materiali e spirituali. A dar man forte al gruppo ci ha poi pensato lo straordinario clarinettista americano Gleb Kanasevich, che in passato aveva già manipolato il materiale dei Necrophagist. Verrebbe da dire che Inusto non è un album di facile ascolto, ma non sarebbe corretto: il disco scorre via che è una bellezza, non richiede particolari conoscenze da iniziati, perché pur esprimendo concetti complicati lo fa in un modo semplice e diretto. Non comprare questo album è un dispetto a se stessi, quindi se vi amate, mettete subito mano al portafogli!
Voto: 9/10
g.f.cassatella

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:: Will'O'Wisp - Kosmo - (Nadir Music - 2012)
Anche se con un po’ di ritardo, ecco arrivare un interessantissimo disco dalla Nadir Music (etichetta condotta da Trevor dei Sadist); già, “Kosmo” è un disco molto interessante (intuizione? Beh, già dopo poche note, ho avuto la sensazione di trovarmi dinanzi ad un ottimo disco ‘Made in Italy’); loro arrivano dalla Liguria e sono i Will O’Wisp, gruppo che circola nell’underground da circa venti anni. Il disco “Kosmo” (uscito nel 2012) è il terzo full-length, dopo il lungo stop causato dallo scioglimento (un classico) del 1998. Diciamo subito che la band nostrana si muove nel ‘territorio’ del death metal; anche se ascoltando con cura vi renderete conto che sono molti i momenti dove il termine di Death Metal è restrittivo… infatti, troverete inserti tribali, elementi di elettronica e una certa vicinanza al prog (death) metal. Va anche rammentato che alla produzione di “Kosmo” c’è Tommy Talamanca (anche lui dei Sadist), che ha svolto (a parere del sottoscritto) un lavoro davvero interessante! Citiamo l’attuale formazione, che vede all’interno della band: Deimos (ex Revenant) alla voce; Jacopo Rossi (Antropofagus, Nerve, Dogma) al basso; Oinos (ex Node, Sadist, Thy Nature) alla batteria; oltre (naturalmente) al leader e chitarrista Paolo Puppo (unico superstite della formazione originale). Il primo (vero, dopo un intro molto particolare) brano è “Sutratma-Buddhi”, una traccia che inizia con una ‘sfaccettatura’ tribale (oltre alla voce femminile, in sottofondo, che fa scorrere più di un brivido), in una classica cavalcata death metal. “Five Colours” (anch’essa introdotta con riferimenti tribali) parte quasi subito con ritmiche complesse ed articolate, e già qui si sente il tocco ‘progressive’ della band ligure. Si continua con “Six Forms of Existence”, brano più veloce e diretto, che in alcune parti mi hanno ricordato i (grandi) Death. L’album scorre, e dopo qualche brano ecco “Going Back (My Samsara)”: la traccia inizia con un’interessante parte elettronica, ma viene poi spezzata con violenza dal sound della band. L’omonima title-track, invece, è un brano con sonorità più moderne; ma non preoccupatevi, è sempre interessante! Insomma, è un disco molto vario, che non annoia (anche grazie ai brani, ‘contenuti’ in pochi minuti), dove possiamo scorgere i riferimenti ad alcune band di un certo spessore (e che hanno prodotto dischi indimenticabili): Death, Meshuggah, Cynic, ma anche i nostrani Sadist! Il disco scorre tra un binomio ideale dell’interminabile ‘cosmo’ e delle profondità dei suoni profondi e duri; un disco suonato con precisione, con cura e attenzione ad ogni particolare (tracce strumentali comprese)… “Kosmo” è un disco vero, sentito; è un disco suonato con sapienza e va ascoltato più volte, per assorbirne tutte le sfumature. Ha un fascino ‘contemplativo’ anche la copertina, che già ci introduce in un’esplosione di suoni e sfumature degne dei grandi nomi citati poche righe fa! Promossi… sperando di non perderli per altri dieci anni!
Voto: 8/10
Giovanni Clemente

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:: Will'O'Wisp - Unseen - (Beyond Prod./Masterpiece)
Che i Will\'O\'Wisp fossero una delle formazioni più interessanti ed innovative del panorama metal tricolore, questo forse lo si sapeva, se non altro perché già con il precedente Enchiridion, si poteva cogliere la cura estrema nel ricercare suoni e soluzioni che andassero al di là di ogni prevedibile aspettativa.
Con Unseen il quintetto ligure, prosegue in un certo qual modo il cammino stilistico del suo predecessore, con le importanti e gradite novità che oggi il loro prodotto può usufruire di una produzione migliore e di un songwriting maturato, anche grazie alle esperienze accumulate e che si pone a chi ascolta in maniera un poco più digeribile rispetto al passato.
Le 9 tracce (40 min. circa) contenute, sono il risultato di un concept basato sulle divinità sumere e su alcuni aspetti (oscuri?) del sonno. E\' considerevole il contributo della tastiera, la quale oltre a donare atmosfere tenebrose, arricchisce in maniera convincente il sound, già di per se tecnico e pieno di stacchi e cambi di tempo da infarto (…e qui la lezione impartita da gruppi come Voivod o Cynic ha fatto il suo corso…). Unico appunto, se mi è concesso, riguardano alcune scelte vocali che non mi convincono più di tanto; per il resto Unseen è un album che si pone alla attenzione di chi ama quel lato del metal di intrigante fascino e di non facilissima assimilazione.
Da tenere sotto stretta sorveglianza.

R

Contact:
Paolo Puppo
Via Paulucci, 6/9
16035 Rapallo (GE)
willowisp@libero.it
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