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Reviews - Vision Divine
:: Vision Divine - 9 Degrees West Of The Moon - (Frontiers Records – 2009)
Avevano promesso che il nuovo album sarebbe stata una sorpresa e in effetti sorpresa è stata. Ciò che in molti preannunciavano come l’album più bello dei Vision Divine a mio parere si rivela un mezzo flop. Molto atteso, soprattutto per il ritorno anche in studio del “re” Fabio Lione, “9 Degrees West of the Moon” è un album a dir poco strano. I veri V.D. si nascondono in quasi tutto l’album e raramente escono fuori. Un lavoro molto soft rispetto ai precedenti, con qualche eccezione:”The Killing Speed of Time” con sprazzi di black metal e la title track molto più psichedelica. Sinceramente non volevo credere a ciò che stavo sentendo, due pezzi che non hanno nulla a che fare con la musica dei Vision Divine. “Angels in Disguise” poi da il peggio che questo album può dare e soprattutto Fabio Lione. Un pezzo lento, noioso e privo di senso e anima, con Lione che sembra quasi stonare nei punti difficili e più alti della canzone. Poi l’idea di aggiungere la versione demo di una delle migliori tracce( “Fading Shadow”) la trovo priva di senso e di filo logico visto che le due tracce si differenziano solo dal fatto che la demo version dura tre secondi meno. Per fortuna quando escono i veri Vision Divine, come ad esempio in “Letter to my Child Never Born” oppure “The Streets of Laudomia” (quest’ultimo notevole), l’album diventa meno brutto tirando fuori una carica ed un carisma notevole, ma oltre a questo poca roba. In sostanza: l’uscita di scena di Michele Luppi ha fatto solo male fin ora, e se devo giudicare da questo album in uscita il 23 gennaio…beh…rimpiango Michele.
Voto:5.5/10
Christian

Contact
www.visiondivine.com
www.myspace.com/visiondivineband
:: Vision Divine - Destination Set To Nowhere - (Ear Music/Edel - 2012)
Era il 25 agosto, e giungevo a Chiaromonte per andare a vedere insieme alla mia compagna la 18° edizione dell’Agglutination, magnifico festival del sud Italia dove quest’anno si sono esibiti i miei amati Rhapsody Of Fire; arriviamo nei pressi dell’albergo dove di solito dimorano le band impegnate nel festival, quando la mia compagna Maria mi dice “ma quei capelli… cavolo è Fabio Lione!”. Lo ammetto, Fabio Lione è il mio idolo e il mio cantante preferito da oltre 10 anni. Prendo la mia borsetta con tutte le copertine dei suoi cd, vado, mi siedo al tavolo e rimango a parlare con il fantastico vocalist. Mentre arriva ai cd dei Vision Divine da autografare, mi dice tutto soddisfatto ed eccitato che a settembre deve uscire il cd nuovo, il primo con una grossa etichetta: la Ear Music/Edel, stessa etichetta di Skunk Anansie, Kamelot e tante altre band importanti.
Diciamo la verità, io ho amato alla follia i due primi lavori dei Vision Divine e il primo con Michele Luppi, ma i seguenti album, compreso quello del ritorno di Lione, mi avevano deluso, perché privi del mordente melodico che circondava i primi tre dischi.
Quasi incuriosito dall’entusiasmo che Lione ci metteva a raccontare, dicendomi nella sua opera di convincimento che se avevo amato alla follia il primo dei Divine mi sarei innamorato anche di questo nuovo cd, ho cominciato a indagare e sentendo i trailer che i vari componenti del gruppo hanno pubblicato su Facebook ho capito da subito che i Vision Divine stavano per pubblicare un album spettacolare.
Eh sì, “Destination Set To Nowhere” è un capolavoro eccezionale, un disco suonato perfettamente dalla macchina del duo Thorsen/Lione, con una produzione da capogiro che da subito fa risaltare il proprio impatto per chi ama i suoni da brivido, ma la cosa che spaventa è l’immediatezza di questo album, dove ogni singolo brano presenta una melodia fantastica che da subito entra nella testa senza mai stancare, esattamente come avveniva nei primi lavori. A differenza dei lavori precedenti, questa volta troviamo una maturità artistica che regala a questo stupendo diamante una marcia in più, quella marcia che mancava per mandare su nell’olimpo questa creatura di Olaf Thorsen.
Ottimo connubio musicale, che passa dal buon sano e spettacolare Power Metal di casa nostra sempre caratterizzato da ottimi fraseggi prog che rendono il tutto particolarmente elegante.
La band questa volta sembra una vera macchina di guerra, dove la sezione ritmica del prodigio Bissa e del ritornato “Tower” spreca perfezione e tanta tecnica da fare invidia; stupenda la sezione chitarristica del duo Thorsen-Puleri, con quest’ultimo che ha avuto molto più spazio solistico rispetto ai dischi precedenti, permettendogli di distinguersi da sua maestà Thorsen e dando sfogo ai suoi soli di chiara vena thrash che vanno a sposarsi perfettamente alla melodia che Thorsen ha fatto suo marchio da ormai molti anni.
Arriviamo secondo me all’artefice della maturità artistica dei Divine: Lucatti, tastierista della band che ha regalato un lavoro da leccarsi i baffi, dando un’omogeneità che solo il buon De Paoli aveva regalato alla band, inserendo in riff di chiara estrazione Labyrinth style un tastierismo più prog oriented che power, per intenderci più vicino ai lavori che un Kevin Moore ci aveva regalato nei primi album dei Dream Theater. Arriviamo a lui, Fabio Lione… che dire di lui… semplicemente super, spaventosamente diretto, melodico, cattivo, tecnico, coinvolgente… Luppi e Tiranti non me ne vogliano, Lione oggi è il miglior cantante metal melodico che c’è in circolazione. La sua esperienza in tour con i Rhapsody e di recente con i Kamelot ha portato il vocalist ad avere una classe innata che sembra cresca e migliori di disco in disco, rendendo questo ultimo cd dei Vision Divine veramente eccezionale. Sarebbe stupido soffermarsi su ogni singolo brano, in quanto in ogni singola canzone la band non perde colpi e la cosa più assurda è il fatto di non stancare mai anche dopo trenta ascolti.
Da menzionare la versione limitata con il doppio cd dove troviamo un bellissimo “the best”, con i brani riregistrati dall’attuale formazione e dove Lione dimostra la sua maturità canora, riregistrando i vecchi brani dei primi album. Da segnalare soprattutto una bellissima versione di “Gutter Ballet” dei Savatage!
Concludo facendo i complimenti ai Vision Divine per l’ottimo cd che hanno sfornato, e promuovendolo a pieni voti!
Voto: 10/10
Antonio Abate

Contact:
www.visiondivine.com
:: Vision Divine - The 25th Hour - Scarlet/Audioglobe
Secondo i Vision Divine un giorno dura 25 ore… A parte la facile battuta, dobbiamo affermare in tutta sicurezza che il gruppo è uno dei valori certi del panorama metal nazionale. Non c’è che dire…ogni release del sestetto è un album perfetto dove tutto è organizzato al fine di ottenere un risultato tangibile e di rilievo. Ascoltando “The 25th Hour” da “My Angel Died” a “Ascention” ci si accorge di un album realizzato non “tanto per”, ma come conseguenza di un incredibile lavoro di preparazione e composizione. I brani hanno tutti un loro “mood” che lo identifica rispetto al resto della tracks-list. La produzione è stata eseguita con un operare maniacale dove ogni suono è stato attentamente calibrato sia in senso singolo che in senso generale. Il sound, poi, raggiunge una maturità espressiva al dir poco esplosiva. Vi prego non cercate di incanalare i Vision Divine in asfittiche label per definire il loro sound. Progressive power metal, sympho metal ed altro ancora risultano davvero essere limitanti e non corrispondenti alla realtà dei Vision Divine. I Vision Divine suonano il loro sound. Come vi devo convincere che “The 25th Hour” è un album di assoluto rimarco?

Emanuele Gentile
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