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Reviews - Virtual Cage
:: Virtual Cage - Electro Gangstar - (Autoprodotto - 2008)
Elettro criminali in gabbia (virtuale).
Bè, secondo me è un bel disco. C\'è tutto quello che può servire a fare un bel disco di questo genere, cioè un rock pesante con inserti electro-Harsh-EBM, nel loro caso una combinazione temibile come un buon fucile da sniper con un ottimo mirino laser montato sopra durante un assalto notturno. Figli degenerati di Manson e Reznor, non si accontentano di limitarsi alla durezza \"calibrata\" di quelli che credo due fra i loro principali \"modelli\", bensì accellerano e appesantiscono senza badare a spese, riuscendo però a mantenere una componente \"catchy\" che farebbe muovere il culo pure a un sordo. Noto inoltre una sfrontata sperimentazione, specialmente nella cover (ma è riduttivo chiamarla così..ascoltatela e capirete) \"The Beautiful People\", ovviamente di quello la, però migliorata di 100 volte, a mio modesto parere.
L\'opener Disorder funge da rompighiaccio. L\'ingaggio è istantaneo, la potenza di fuoco graduale. Lo sporco trucco (vuole essere un complimento) della giusta alternanza verse-pre-chorus-refrain è sfruttato per non fare prigionieri, e si rivela tatticamente utile.. Specialmente nell\'accostamento, nella seconda metà del pezzo, di voce pulita a voce distorta (che fino a quel momento ha dettato legge) si può già intravedere il futuro svolgimento del disco, ma dopo qualche minuto ci si è già resi conto che in realtà non si è capito niente..aggressivi, spiazzanti, dotati di buon gusto anche nell\'essere maleducati.

Le ritmiche non sono mai banali, ma disposte secondo schemi che oscillano fra il tipico beat assassino da dancefloor più spudorata (vuole essere ancora un complimento) e soluzioni techno-industrial rock, sul quale viene effettuato un fuoco di copertura formato da riff techno-rock e industrial-metal a volte veramente pesantissimi (Bullet Revenge) in cui raffiche di sintetizzatori si occupano di chi cerca di scappare. Nonostante l\'immediatezza delle songs, altre cose apparentemente in secondo piano riescono però ad allungare la longevità del disco, richiedendo anche molti ascolti per essere apprezzati a pieno e pertanto distinguendo subito questo prodotto (benchè di durata non eccessiva) da quelli destinati ad esaurirsi in pochi mesi. Frutto secondo me di una certa personalità.
Non mi metto a cercare di inquadrare le altre influenze dei Virtual Cage, credo che sia meglio chiederlo a loro direttamente....no, perchè c\'è anche darkwave, noise, voci filtrate ed effettate in maniera molto intelligente, screaming autenticamente blackmetal, addirittura alcuni momenti di sinthpop che rendono il tutto molto intrigante. Diciamo che il conflitto a fuoco è finito, ma il pericolo non è ancora passato..o almeno non è ancora finita la terza traccia, \"My path\".
Sulla cover ho già detto abbastanza.

Evolution =07= rappresenta ottimamente quello che per motivi di fisica non si era potuto proporre negli altri pezzi. Una ritmica che riprende la carica dell\'opener, abbellita da diverse soluzioni melodiche perpetrate (!) da chitarra, basso e sinths.
A finire i feriti ci pensano le ultime due tracks, i remix dell\'opener e di Evolution =07=, mentre i Virtual Cage rientrano nel loro territorio, il Cyber Ghetto, dopo aver sparato un pò di proiettili simili a quelli che vediamo appoggiati su una scheda madre sulla cover del disco.

Ps
Un difetto l\'ho trovato: il CD dura troppo poco, ma spero che porranno presto rimedio...

Cyber Wildness

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www.myspace.com/virtualcage
:: Virtual Cage - Midnight Crashtest - (Killer Pool Records - 2011)
Molto ben fatto questo Midnight Crashtest dei foggiani Virtual Cage. Formatisi nel 2007 e noti al pubblico a partire dalla pubblicazione del loro primo EP “Elektro Gang-Star”nel 2009, i quattro si fanno notare dalla Killer Pool Records e registrano nel 2010 questo loro primo full-lenght, pubblicato il primo marzo scorso. Un concentrato elettro-industrial dalle sfumature metal, che a mio parere attinge dai precursori del genere, quali Rammstein e Ministry, trovando però una propria identità. Undici tracce feroci ed impetuose si snodano per tutto l’album a ritmiche martellanti tipiche dell’ebm, caratterizzate da un uso intenso dei synth e da arrangiamenti vocali rabbiosi, arricchiti a sprazzi da gocce di techno e groove. Tecnicismo e genio creativo pervadono l’album e promettono di ricompensare la band con ulteriori conferme da parte del pubblico che già li aveva conosciuti e apprezzati con il tour promozionale dell’EP precedente. Personalmente sono lieta che un lavoro di così buona fattura sia stato partorito da una band nostrana considerato che il genere non trova terreno particolarmente fertile nel nostro paese. E credo che i Virtual Cage, ancora agli esordi, ci daranno ancora grandi soddisfazioni.
Voto: 7,5/10
Alessia Marino

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www.myspace.com/virtualcage
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